mercoledì, 28 Ottobre 2026
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SCOPERTA RICCA TOMBA DI INFANTE DELLA CULTURA MOCHE A TRUJILLO, PERÙ

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Gli archeologi dell’Universidad Nacional de Trujillo (UNT) in Perù hanno scoperto una tomba eccezionalmente ricca, risalente a 1.400 anni fa, appartenente a un bambino morto prima di compiere due anni. Ricca di decine di offerte in ceramica, tra cui raffigurazioni di prigionieri di guerra e di una misteriosa divinità alata, la sepoltura è diversa da qualsiasi altra tomba infantile rinvenuta in precedenza in questo sito.

La tomba è stata scoperta a Huaca de la Luna, o Tempio della Luna, parte della capitale monumentale della Cultura pre-incaica Moche, vicino alla moderna città di Trujillo, sulla costa settentrionale del Perù.

Risalente al VI o VII secolo d.C. circa, la tomba conteneva i resti scheletrici di un bambino molto piccolo, che si stima avesse non più di due anni al momento della morte. Un esame osteologico iniziale non ha permesso di determinare il sesso del bambino. 

Tuttavia, le dimensioni della tomba e la straordinaria quantità e natura degli oggetti sepolti insieme al corpo indicano che il bambino godeva di uno status insolitamente elevato all’interno della società Moche.

La scoperta è particolarmente notevole perché in questa parte del complesso archeologico sono state precedentemente rinvenute oltre 80 sepolture, ma nessuna riguardava un bambino che riceveva un trattamento funerario così elaborato.

Gli archeologi hanno scoperto la tomba all’interno della Piattaforma di Uhle, un mausoleo annesso al tempio Huaca de la Luna e associato a un’area nota come il Patio dei Serpenti.

La camera sepolcrale era sufficientemente grande da ospitare un adulto, anche con le numerose offerte deposte al suo interno. Sono stati recuperati in totale 32 oggetti in ceramica, la maggior parte dei quali vasi. Tra le opere più insolite spicca una scultura in ceramica raffigurante una figura soprannaturale con un corpo simile a quello umano, ma con ali e coda di uccello.

La figura regge uno scudo in una mano e un calice nell’altra, mentre ai lati compaiono due uccelli vestiti con abiti cerimoniali. I ricercatori ritengono che l’oggetto potrebbe raffigurare una divinità in fase di trasformazione o una semplice creatura ibrida metà uomo e metà uccello.

Interpretare tali immagini è difficile perché i Moche non hanno lasciato una lingua scritta conosciuta. Gli studiosi continuano quindi a dibattere sulla natura della religione Moche, in particolare se la sua elaborata iconografia rappresentasse numerose divinità separate o un numero minore di esseri soprannaturali capaci di assumere forme diverse.

Ancor più enigmatiche sono due rappresentazioni in ceramica di guerrieri sconfitti. Le figure sono collegate a un tema ricorrente nell’arte Moche, talvolta descritto come il “rituale di combattimento”.

Queste scene raffigurano guerrieri che combattono tra loro prima che lo sconfitto venga spogliato di vestiti e armi, legato per il collo e infine offerto in sacrificio rituale. Le due statuette in ceramica rinvenute nella tomba appena scoperta sembrano rappresentare questi prigionieri sconfitti. La loro presenza nella tomba di un bambino piccolo è estremamente insolita.

Gli oggetti rinvenuti nelle sepolture Moche possono talvolta riflettere aspetti dell’identità o delle attività del defunto durante la sua vita. Le immagini associate al combattimento rituale, ad esempio, potrebbero essere interpretate come collegate a un adulto che ha partecipato ad attività belliche o cerimoniali. Questa spiegazione non può ovviamente applicarsi a un bambino morto prima dei due anni di età.

L’archeologo Jeffrey Rengifo-Chunga ha affermato che, in circostanze normali, i ricercatori non si aspetterebbero di trovare oggetti che rappresentino un rituale per adulti nella sepoltura di un bambino così piccolo e la tomba amplierebbe le conoscenze sulle pratiche funerarie dei Moche.

La scoperta solleva la possibilità che gli oggetti funerari riflettessero invece lo status, la stirpe o l’identità rituale della famiglia del bambino, oppure le credenze riguardanti la posizione del bambino all’interno della società Moche.

La tomba, insolitamente grande, fornisce un’ulteriore prova del fatto che al bambino non fu data una sepoltura ordinaria. Le sue dimensioni, la posizione di rilievo e la ricca collezione di ceramiche suggeriscono che il defunto appartenesse a un importante gruppo sociale.

Non è ancora chiaro il motivo per cui un bambino così piccolo abbia ricevuto un trattamento normalmente riservato agli adulti appartenenti all’élite. La complessa sepoltura potrebbe indicare che lo status sociale all’interno della società Moche fosse ereditario piuttosto che acquisito esclusivamente attraverso i successi conseguiti durante la vita.

Ulteriori analisi dello scheletro e degli oggetti funerari potrebbero aiutare i ricercatori a indagare sulle origini del bambino e sulle circostanze della sua sepoltura.

Huaca de la Luna costituiva uno dei due principali complessi religiosi dell’antica capitale Moche, oggi nota come Cerro Blanco. Situato a meno di cinque chilometri dalla moderna Trujillo e vicino alla costa pacifica del Perù, l’insediamento prosperò per secoli prima dell’ascesa dell’Impero Inca.

Tra il III e il IX secolo d.C. circa, i costruttori Moche edificarono enormi piattaforme monumentali, note come huacas, utilizzando milioni di mattoni di terra cruda e paglia. Anziché rimanere statici, i monumenti venivano ripetutamente trasformati.

Le piattaforme venivano cerimonialmente riempite, ricoperte con ulteriori costruzioni in mattoni e sostituite da nuove strutture edificate al di sopra di esse. Gli archeologi hanno identificato almeno sei fasi costruttive principali nell’antica capitale.

Nel corso del tempo, il sito si è sviluppato in un complesso monumentale di piattaforme sempre più imponenti, collegate da rampe e piazze, con strutture più piccole che circondavano le huacas principali. La piattaforma di Uhle, dove è stata scoperta la tomba del bambino, fungeva da mausoleo associato al Tempio della Luna.

Gli oggetti recuperati dalla tomba sono stati ora trasferiti nei laboratori del Museo del Castillo di Santiago Uceda, in Perù, dove, i ricercatori condurranno esami scientifici e lavori di conservazione sulle ceramiche e sugli altri reperti archeologici.

Secondo gli archeologi, un’analisi dettagliata potrà  aiutare a spiegare perché un bambino morto in così giovane età sia stato sepolto con oggetti recanti immagini evocative associate alla religione, alla guerra, alla prigionia e al sacrificio.

Per ora, l’identità del bambino rimane sconosciuta, ma la elaborata tomba suggerisce che circa 1400 anni fa, la morte di questo giovanissimo individuo rivestiva un’importanza tale per i Moche da indurli a creare una delle sepolture infantili più eccezionali finora scoperte a Huaca de la Luna.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Proyecto Arqueológico Huacas de Moche

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