sabato, 22 Giugno 2024
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PIANTE CERIMONIALI RINVENUTE IN UN DEPOSITO RITUALE MAYA, YAXNOHCAH, MESSICO

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Secondo un nuovo studio, il rinvenimento di un fascio di piante sepolte in un antico campo da gioco con la palla maya, in Messico, potrebbe indicare lo svolgimento di un particolare rituale.

Gli archeologi hanno effettuato la scoperta mentre conducevano indagini archeologiche su un campo in quella che un tempo era l’antica città maya di Yaxnohcah, nella penisola dello Yucatán. Durante gli scavi, hanno notato una macchia scura nel terreno e ne hanno raccolto dei campioni i cui risultati delle analisi sono stati pubblicati sulla rivista PLOS One.

In laboratorio, i ricercatori hanno condotto un’analisi del DNA ambientale del suolo, utilizzando un metodo da loro sviluppato che prevede la raccolta di campioni in tubi criogenici sigillabili e la conservazione dei campioni mentre vengono trasportati dal campo al laboratorio. Per preservare i campioni, i ricercatori hanno applicato una soluzione chiamata RNAlater, che aiuta a inibire la crescita batterica nel terreno campionato, afferma l’autore principale David Lentz, docente di scienze biologiche all’Università di Cincinnati.

L’analisi ha rivelato che la macchia celava, in realtà, i resti di quattro tipi di piante, tutte conosciute associate a processi religiosi e con proprietà medicinali, spesso utilizzate dai Maya. I prodotti botanici includevano resti di una specie di Morning Glory, una pianta conosciuta come Xtabentun, che ha proprietà allucinogene, ma anche horoeka lancewood e peperoncini. Le piante venivano poi avvolte nelle foglie della pianta jools, in un passaggio comune nei rituali Maya.

Secondo Lentz, per i Maya, i peperoncini erano più di un semplice condimento e venivano spesso usati nei rituali e avevano applicazioni medicinali; anche lo Xtabentun ha effetti fisiologici simili a quelli dell’LSD e si hanno tracce del suo utilizzo in un contesto cerimoniale. Si scopre che si trattava di un fagotto cerimoniale.”

I ricercatori ritengono che i Maya probabilmente abbiano fatto un’offerta cerimoniale durante la costruzione del campo da gioco. I Maya erano noti per giocare a diversi giochi con la palla  a volte chiamati pok-a-tok, in cui i giocatori e persino i reali usavano i loro corpi, ma non le mani o i piedi, per colpire una palla di gomma.

I campi da gioco erano utilizzati anche per scopi cerimoniali. Secondo Lenta, se oggi pensiamo ai campi da gioco come a un luogo di svago, per i Maya erano anche sacri. Secondo gli archeologi, avrebbero deposto il plico con le piante mentre stavano costruendo il campo da gioco, come offerta agli dei per far sapere loro che stavano cambiando il paesaggio e per pregarli di benedirlo. Questo rituale coinciderebbe con cerimonie simili di cui sono state trovate tracce in altri siti maya.

Sulla base dell’analisi effettuate, i ricercatori hanno stabilito che il plico cerimoniale è stato collocato nel sito intorno all’80 d.C. ed è molto interessante perché i resti delle delle piante siano durati quasi 2.000 anni in un clima tropicale.

Lentz conferma che per lo studio sono tati raccolti circa 5 grammi di terreno e in esso c’erano oltre 100.000 sequenze di DNA. Di queste, solo 15 provenivano da piante. ed è stato come cercare un ago in un pagliaio…

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

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