NUOVO VIRTUAL TOUR DI BAALBEK, LIBANO

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Situato nella valle della Beqaa, in Libano, il centro di Baalbek è noto perché legato fin dalle origini al culto del dio semitico Baal mentre le primitive fasi di frequentazione risalgono al Bronzo Antico; in età ellenistica assunse il nome di Heliopolis e oggi è un sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO, sede di alcune delle rovine di templi più grandi e imponenti del mondo.

Un tour virtuale appena inaugurato, il Baalbek Reborn: Temples, offre ai visitatori di tutto il mondo l’opportunità di visitare queste straordinarie imprese dell’architettura e dell’ingegneria antiche, non solo come sono oggi, ma anche come sarebbero state più di 2.000 anni fa.

Henning Burwitz, storico e architetto del Deutsche Archäologische Institut (DAI), ritiene che sia un luogo scientificamente interessante, è uno dei centri antichi romani con templi e santuari più a oriente nell’Impero romano.

Tra la pandemia globale e le numerose crisi interne, l’economia libanese, ampiamente dipendente dai dollari statunitensi di turisti internazionali e investitori stranieri, ha sofferto molto.

Invece di sostituire “l’insostituibile” turismo reale, il Baalbek Reborn: Temples ha lo scopo di aumentare la consapevolezza in tutto il mondo di questo sito patrimonio mondiale unico e incoraggiarne la visita turistica!

Creato attraverso una collaborazione tra il DAI, il Directorate General of Antiquities del Libano (DGA), il Ministry of Culture libanese e la società americana Flyover Zone, questo tour virtuale gratuito combina tecnologia all’avanguardia con i risultati di decenni di ricerca archeologica, ancora in corso. Il tour è disponibile online e gratuitamente grazie ai finanziamenti forniti da Bassam Alghanim, un banchiere kuwaitiano in pensione e appassionato di archeologia che ha finanziato il progetto in memoria dei suoi genitori, Yusuf e Ilham Alghanim.

Il progetto ha utilizzato software di progettazione assistita da computer come AutoCAD e 3D Studio Max per la modellazione 3D, combinandoli con i disegni del progetto forniti dal DAI, insieme a fotografie panoramiche a risoluzione 8K da terra e riprese con droni dall’alto. Il team di Flyover Zone utilizza un software chiamato Unity per integrare tutti questi elementi nella loro simulazione virtuale, tutto disponibile su una app.

All’interno della app, gli utenti potranno esplorare una serie di 38 panorami completamente interattivi a 360 gradi, consentendo loro di indagare su qualsiasi cosa possa accadere per catturare la loro attenzione.

Con la semplice pressione di un pulsante, un tablet virtuale integrato nel tour fornirà descrizioni testuali dei luoghi, immagini aggiuntive e un dispositivo di scorrimento audio che controlla la riproduzione di una colonna sonora completa di commenti audio, prodotta in collaborazione con esperti del DAI e disponibile in arabo, inglese, francese e tedesco.

Burwitz conferma che la visione sarà adattata al contenuto del commento: guardando lo stato del sito oggi, l’audio guida spiega i resti dei manufatti architettonici come sono, ma se il commento narra delle vicende del 215 d.C., l’immagine cambierà automaticamente per condurre il visitatore in un viaggio nel tempo fino a quel periodo e mostrare le peculiarità del sito.

I tecnici informatici hanno realizzato i modelli collaborando con gli studiosi di tutto il mondo che hanno lavorato su questi monumenti e conoscono davvero tutti i dettagli di come apparivano, fornendo una solida base scientifica.

Il DAI, un prestigioso istituto di ricerca nel campo tedesco, è stato attivamente coinvolto nell’indagine storica dei templi di Baalbek e dell’area circostante per più di 20 anni, continuando una tradizione di cooperazione archeologica tedesco-libanese che risale a qualche secolo fa.

Alcuni monumenti, come il Tempio di Bacco, sono notevolmente ben conservati, altri, invece, quasi completamente scomparsi, lasciano resti comunque impressionanti, come le sei colonne di granito rosa rimanenti – ciascuna alta più di 20 metri e circa 2 metri di diametro  che un tempo incorniciavano il Tempio di Giove.

Baalbek Reborn: Temples sarà utilizzato anche per promuovere un altro progetto congiunto tra la DGA e l’ONG libanese Arcenciel che fornirà corsi professionali per formare figure qualificate di giovani artigiani che sosterranno ulteriori progetti di restauro alla ferita Beirut.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: DAI

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