NUOVA METODOLOGIA DI STUDIO DELLE ANTICHE OSSA

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Un team di antropologi dell’Università del Colorado Boulder ha rivelato un metodo di analisi e studio delle ossa antiche, soprattutto in considerazione che ogni frammento di ossa di esseri umani vissuti da migliaia a centinaia di migliaia di anni è prezioso per la conservazione e lo studio per i ricercatori.

I campioni di ossa contengono collagene, un’utilissima molecola (proteina) che permette di rivelare una grande quantità di informazioni sui resti umani: dal tempo in cui un individuo è deceduto, fino al cibo ingerito durante la vita, una sorta di tesoro per antropologi e archeologi.

Il team del Colorado ha ideato un nuovo metodo di studio che possa proteggere un così importante patrimonio.

Nella ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports di Nature, il gruppo descrive un nuovo metodo per lo screening di campioni di ossa umane per verificarne la presenza di collagene. A differenza degli strumenti esistenti che cercano quel tipo di tessuto provocando una distruzione del frammento, il metodo del team non danneggerà le ossa nel processo.

Secondo Matt Sponheimer, docente di antropologia alla CU Boulder, il metodo scientifico rivelato potrebbe essere “un punto di svolta” per nuovi e vecchi studi. Per alcuni frammenti di ossa di essere di una certa importanza, rimasti intatti per migliaia di anni, è sempre un problema distruggerne una parte, soprattutto se i risultati della ricerca non producono risultati. Il nuovo metodo dovrebbe prevenire queste problematiche.

Il collagene all’interno delle ossa umane, o dei mammiferi in genere, è una sorta di certificato di nascita e se i ricercatori riescono a trovarne abbastanza, possono adoperare il collagene per determinare l’età di un idividuo, supportando il risultato della datazione al radiocarbonio.

Purtroppo il collagene, che aiuta a tenere insieme le ossa umane e altri tessuti, è soggetto a rapido deterioramento e scarsa conservazione: molti resti scheletrici, anche quelli di tombe ben conservate, non ne contengono mai abbastanza.

Nel loro studio, Sponheimer e i suoi colleghi hanno scoperto che è possibile calibrare calibrare uno spettrometro a infrarossi vicini (NIR) per testare la presenza di collagene nelle ossa. Il processo è sorprendentemente semplice: lo strumento, che funziona tramite una sonda portatile, esegue la scansione di campioni di ossa e, in pochi secondi, produce una stima della quantità di collagene presente.

Per assicurarsi che il metodo fosse accurato, i ricercatori hanno testato il loro strumento su oltre 50 campioni di ossa preventivamante frantumate con concentrazioni note di collagene. I test hanno previsto correttamente le concentrazioni di collagene all’interno di ciascuno di questi campioni. Il test ha avuto ugual successo anche con 44 elementi di ossa intere.

L’intero spettrometro ha le dimensioni di una valigetta, il che significa che il team può portarlo anche sul campo. L’anno scorso, infatti, membri del team del Colorado sono stati invitati al Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, a Leipzig, in Germania, per valutare e datare i resti umani scoperti provenienti da Dolni Vestonice, un sito archeologico unico nel suo genere, nella Repubblica Ceca, che ospita alcuni dei più antichi manufatti ceramici pre-neolitici risalenti a circa 20.000 anni fa .

Grazie allo spettrometro a infrarossi vicini portatile i ricercatori sono stati in grado di limitare la quantità di osso che hanno dovuto distruggere per la loro datazione al radiocarbonio. Il gruppo ha pubblicato i suoi risultati all’inizio di questo mese anche nel Journal of Archaeological Science: Reports.

Secondo Sponheimer, il metodo potrebbe anche consentire di schermare le ossa per individuare vla presenza di qualcosa di ancora più prezioso del collagene antico: il DNA!

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Università del Colorado Boulder

Ossa antiche

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