MUSEO DELL’ACROPOLI PRONTO AD ACCOGLIERE IL RITORNO DEI MARMI DEL PARTENONE

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Da qualche giorno, il Museo dell’Acropoli di Atene ha celebrato il suo decimo anniversario dimostrandosi, a giudizio diffuso, una delle migliori strutture museali al mondo, a livello di progettazione, costruzione e contenuti.

Durante i festeggiamenti è stato impossibile dimenticare che il museo, il catalizzatore tanto atteso per il ritorno dei celebri Marmi di Elgin, le sculture del Partenone attualmente in mostra al British Museum, dovrebbe essere completato con la “riunificazione” dello splendido apparato decorativo.

Uno dei motivi principali dell’edificazione del nuovo museo era quello di contrastare l’argomentazione britannica secondo cui i greci non avevano un museo adatto per le sculture del Partenone, qualora sarebbero dovuto tornare ad Atene.

Secondo alcuni studiosi, Il nuovo museo non era inteso solo a creare uno spazio museale moderno che si riferisse direttamente all’Acropoli, ma serviva veicolo politico simbolo della rumorosa voce dell’opinione pubblica greca sul ritorno dei marmi del Partenone.

Da anni il British Museum teme le insidie dell’iconico Museo dell’Acropoli e la nuova struttura ha pian piano palesato questi timori. Nel 1991, l’ex Custode delle Greek and Roman Antiquities al British Museum, BM Cook, aveva inviato una nota all’allora direttore del British Museum avvertendolo che la successiva fase della campagna per il rimpatrio dei “marmi” sarebbe iniziata, probabilmente, appena dopo l’inizio della costruzione del nuovo Museo dell’Acropoli. Secondo Cook, infatti, il problema era solamente in ibernazione e, al suo risveglio, sarebbe stata una feroce lotta.

I greci, ovviamente, avevano anche supposto che il nuovo museo avrebbe ulteriormente enfatizzato il caso e su un articolo del 2002 sul Washington Post, si ipotizzava che la Grecia stesse costruendo il museo nella speranza di rafforzare gli sforzi per cambiare la posizione negativa del governo britannico ed, eufemisticamente, invitarlo a restituire le sculture prelevati due secoli prima. 

Durante l’inaugurazione del Museo dell’Acropoli, nel 2009, l’ex primo ministro Costas Karamanlis ha dichiarato che, al completamento della struttura, la Grecia avrebbe avuto una forte argomentazione per il ritorno delle sculture del Partenone, un sogno che univa tutti i greci da anni.

Il Museo dell’Acropoli è quindi sempre stato il fulcro della campagna di sensibilizzazione per il ritorno delle Sculture del Partenone, lasciando supporre che , una volta costruito, il caso per il ritorno sarebbe stato risolto.

Mancavano i conti con l’oste: per cominciare, il British Museum aveva altre idee. Nell’ultimo decennio si è accuratamente ribattezzato come il “museo universale”, il “museo dell’Illuminismo”, la “memoria collettiva dell’umanità”, il museo al “centro della cultura del mondo” e, quindi, il logico luogo di esposizione per i Marmi di Elgin. 

Secondo il British Museum, la vita dei Marmi come parte della storia del Partenone è termina, fanno parte di un’altra narrazione, quella del British Museum di Londra, in un tentativo non troppo sottile di sopprimere il contesto della loro origine

Nell’aprile 2018, il British Museum ha spostato dodici tra sculture, metope e parti del fregio in una sala separata del museo con il pretesto di esporre queste opere d’arte insieme a sculture del famoso scultore francese Auguste Rodin affermando che la mostra avrebbe offerto una nuova opportunità di concentrarsi sulle sculture del Partenone come opere individuali piuttosto che come parte di un opera unica. 

Questo esempio ha seguito una mostra simile, Defining Beauty, presso il Museo dell’Ermitage, a San Pietroburgo, in Russia, con il discusso prestito della statua del dio dei fiumi, Ilissos, contribuendo, secondo l’opinione pubblica greca, a promuove, in un discutibile gioco politico e diplomatico, le sculture del Partenone come singole opere d’arte che possono essere disperse o smembrate, senza alcuna intenzione di restituirle ad Atene.

Nel frattempo, qualsiasi operazione di diplomazia culturale, attraverso la mediazione dell’UNESCO, è stata respinta:; le risoluzioni dell?Intergovernmental Committee on Cultural Property dell’UNESCO degli ultimi 30 anni sono state regolarmente ignorate dalla parte britannica. 

Le elezioni in Grecia sono prossime e l’opinione pubblica premerà affinché il prossimo governo greco abbia bisogno di rivalutare attentamente il suo approccio nei confronti della Gran Bretagna, abbracciando tutte le opzioni politiche, diplomatiche e legali disponibili per una risoluzione efficace per permettere ai Marmi del Partenone di riunirsi e ricomporre quel tassello di arte classica unico al mondo.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Neos Kosmos

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