LE SETTE MERAVIGLIE DELL’ANTICHITA’: IL COLOSSO DI RODI
La pólis greca di Rodi uscì vittoriosa da un assedio durato un anno da parte del nobile macedone Demetrio Poliorcete nel 304 a.C. Per commemorare la resilienza della loro città, i Rodiesi costruirono un’imponente statua in bronzo del dio del sole Helios, la loro divinità protettrice, che compariva anche sulle loro monete.

Lo scultore locale Carete impiegò 12 anni per costruire il Colosso di Rodi, la scultura più alta del mondo antico, con i suoi circa 36 metri. Carete creò la statua utilizzando un processo rivoluzionario noto come fusione a strati, che nessun altro scultore antico aaveva mai utilizzato. Per fondere ogni strato, o livello, del Colosso, fu costruito un enorme tumulo di terra, consentendo agli artigiani di raggiungere altezze sempre maggiori. Usarono barre di metallo per fissare il rivestimento in bronzo a un nucleo di pietra.
Pochi decenni dopo il suo completamento, un terremoto nel 227 a.C. fece crollare l’imponente scultura, che si staccò all’altezza delle ginocchia. Le sue rovine, a quanto pare, giacevano ancora a terra fino al I secolo d.C. Verso la fine del XIV secolo, del Colosso non rimaneva più nulla, ma i pellegrini scoprirono vestigia di antiche fortificazioni che fiancheggiavano il porto della città e le identificarono erroneamente come parti della statua, portando a raffigurazioni non autentiche del Colosso a cavallo del porto.

In assenza di resti superstiti o di antiche rappresentazioni del Colosso, tali miti hanno influenzato il dibattito sul suo aspetto, la sua ubicazione e il suo scopo. L’archeologo Nathan Badoud, direttore del Servizio Archeologico dello Stato di Ginevra, ha fatto risalire le origini della scultura, attraverso fonti epigrafiche e iconografiche, a un tipo di statua chiamata kolossos in greco, realizzata già nel VII secolo a.C. Secondo Badoud, il significato di ‘colosso’ come statua di grandi dimensioni è apparso solo dopo la distruzione del Colosso di Rodi: in origine, un kolossos era una statua magica, non definita dalle sue dimensioni, che poteva racchiudere un dio o un mortale.
L’epigramma dedicatorio sulla base della statua, conservato in un’antologia di poemi greci, ricorda che il Colosso “incoronò” la città, portando Badoud a supporre che fosse situato su una collina. Egli ritiene che il sito più probabile sia un santuario dedicato a Helios, che si pensa sorgesse in cima a una piccola collina nel centro della città. Sebbene una fortezza del XIV secolo ricopra ora questo luogo, vi sono state rinvenute un’iscrizione che menziona un’area sacra a Helios, dediche fatte dai suoi sacerdoti e una testa marmorea del dio.
Dopo la partenza delle truppe di Demetrio, i Rodiesi conquistarono vasti territori in Asia Minore e nelle isole vicine nel Mar Egeo sud-orientale. Il Colosso sarebbe stato un simbolo appropriato della loro vittoria sui Macedoni e delle loro conquiste. Badoud ritiene che Rodi divenne un vero e proprio impero e lo scopo del Colosso era quello di proteggere questo impero con tutti i suoi poteri magici: la statua fissò Helios al centro dei nuovi territori per garantire che non sarebbero mai sfuggiti al dominio di Rodi!
In copertina, Louis de Caullery (1580-1621)| Le colosse de Rhodes – Louvre Museum, Paris
Daniele Mancini
Per ulteriori info: Oxford Academic


