domenica, 7 Dicembre 2025
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LE CAPACITÀ ARTISTICHE DELL’UOMO DI NEANDERTHAL

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La capacità di creare arte è stata spesso considerata un tratto distintivo della nostra specie. Oltre un secolo fa, gli studiosi della preistoria avevano persino difficoltà a credere che gli esseri umani moderni del Paleolitico superiore (tra 45.000 e 12.000 anni fa) fossero capaci di talento artistico.

La scoperta di opere d’arte provenienti da grotte e ripari rocciosi d’Europa dissipò presto i loro dubbi. Ma anche i Neanderthaliani erano capaci di creare arte.

La Roche Cotard by O. Spaey e G. Alain

Tuttavia, al momento, tutte le tracce artistiche neanderthaliane sono non figurative: non presentano raffigurazioni di animali o ominidi, quest’ultima forma d’arte forse esclusiva dell’Homo sapiens. Gli esempi neanderthaliani consistono invece in decorazioni realizzate soffiando pigmenti sulla mano e le scanalature delle dita, che venivano premute su una superficie morbida, ma anche in segni geometrici.

I Neanderthaliani abitarono l’Eurasia occidentale da circa 400.000 anni fa fino alla loro estinzione, avvenuta circa 40.000 anni fa. 

Gli interrogativi sulla loro sofisticatezza cognitiva e comportamentale non sono mai stati del tutto risolti e la questione se abbiano prodotto o meno opere d’arte è in primo piano.

Nonostante è risaputo che i Neanderthaliani erano in grado di produrre gioielli e di utilizzare pigmenti colorati, ci sono state molte obiezioni all’idea che esplorassero grotte profonde e lasciassero decorazioni sulle pareti.

Studi recenti hanno confermato senza ombra di dubbio che, invece, lo fecero. In tre grotte spagnole, La Pasiega in Cantabria, Maltravieso in Estremadura e Ardales a Malaga, i Neanderthaliani crearono segni lineari, forme geometriche e impronte di mani utilizzando pigmenti. A La Roche Cotard , una grotta nella Valle della Loira, in Francia, i Neanderthaliani lasciarono una varietà di linee e forme nelle scanalature delle dita.

nelle profondità della grotta di Bruniquel, nel sud-ovest della Francia, rompevano le stalattiti in sezioni, di lunghezza simile, e ne costruivano una grande installazione ovale, accendendo fuochi sulla sua sommità. Non si trattava di un riparo, ma di qualcosa di più bizzarro.

Ora che disponiamo di esempi consolidati di arte neanderthaliana sulle pareti delle grotte in Francia e Spagna, ulteriori scoperte sono inevitabili. Tuttavia, il lavoro è arduo a causa delle difficoltà nello stabilire la datazione dell’arte rupestre paleolitica, questione spesso al centro di un acceso dibattito tra gli specialisti.

Gli schemi di datazione relativa basati sullo stile e sui temi dell’arte rupestre e sui confronti di oggetti recuperati da livelli archeologici datati si sono dimostrati utili, ma presentano dei limiti.

Per determinare l’età reale è necessaria almeno una di queste tre condizioni. La prima è la presenza di un pigmento di carbone che possa essere datato con il metodo del radiocarbonio. Questo stabilirà esattamente quando è stato creato il carbone (quando il suo legno è “morto”). Tuttavia, i pigmenti neri derivano spesso da minerali (manganese) e quindi una grande quantità di arte rupestre di colore nero non è semplicemente databile.

Un ulteriore problema è che la produzione del carbone potrebbe essere o meno della stessa epoca in cui è stato utilizzato come pigmento. E’ possibile raccogliere del carbone di 30.000 anni fa dal pavimento di una grotta e scrivere “Paolo è stato qui” su una parete. La datazione al radiocarbonio non rifletterebbe l’epoca in cui è stato effettivamente realizzato il graffito.

Una seconda condizione è la presenza di colate di calcite (stalattiti e stalagmiti) formatesi sopra l’opera d’arte. Se è dimostrato che si sono formate sopra un’opera d’arte, allora devono essere più giovani di essa. Un metodo di datazione basato sul decadimento dell’uranio in un isotopo dell’elemento torio può essere utilizzato per stabilire esattamente quando si sono formate le colate, determinando un’età minima per l’opera d’arte sottostante.

Un team di ricerca ha utilizzato questo metodo per datare le colate rocciose sovrastanti le pitture a pigmento rosso nelle tre grotte spagnole menzionate sopra, dimostrando che decorazioni, punti e lavature di colore dovrebbero essere stati creati oltre 64.000 anni fa. Questa è un’età minima: l’età effettiva delle immagini potrebbe essere molto più antica.

Anche nella sua fascia più recente, le immagini precedono di almeno 22.000 anni il primo arrivo degli esseri umani moderni (Homo sapiens) in Penisola Iberica. Poiché l’archeologia del Paleolitico medio è comune in tutte e tre le grotte, l’interpretazione più semplice che si adatta alla datazione è che gli autori delle immagini fossero Neanderthal..

La terza condizione ha appena fornito ulteriori prove dell’attività artistica dei Neanderthal. Le linee sinuose lasciate dalle dita lungo i morbidi fanghi delle pareti della grotta di Roche Cotard rivelano un’altra forma di interazione con questo misterioso regno sotterraneo. Questi segni includono linee ondulate, parallele e curve in disposizioni organizzate che dimostrano che furono tracciate deliberatamente.

La datazione dei sedimenti formatisi sopra il suo ingresso mostra che fu completamente sigillata non più tardi di 54.000 anni fa, probabilmente prima. Come per gli esempi spagnoli, questo avvenne molto prima dell’arrivo dell’Homo sapiens nella regione e la grotta contiene solo utensili realizzati dai Neanderthaliani, aggiungendo un’altra forma d’arte al repertorio neanderthaliano.

Anche gli scettici più accaniti devono ammettere che questi dati rivelano inequivocabilmente attività artistiche nelle grotte profonde che possono essere state realizzate solo dai Neanderthaliani.

L’arte potrebbe rappresentare individui di Neanderthal che acquisiscono maggiore consapevolezza del proprio ruolo nel mondo, costituendo una prima traccia di coinvolgimento: i prossimi anni riveleranno senza dubbio ancora più argomenti di dibattito.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: The Conversation

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