EGITTO IN TOUR – OTTAVO GIORNO

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Siamo alla fine, ultimo giorno di soggiorno nel meraviglioso Egitto, la terra da amare e odiare, piena di contraddizioni, piena di soddisfazioni, piena di gente sincera ma anche normale, costretta a vivere, dignitosamente, tra problemi e necessità di sopravvivere, la terra di Alessandria d’Egitto.

Il programma ha previsto un’escursione ad Alessandria, la città fondata da Alessandro Magno tra il 331 e il 332 a.C., oggi la seconda città dell’Egitto per numero di abitanti.

Il gruppo si è più che dimezzato e solo pochi prodi hanno deciso di affrontare, di buon mattino, il viaggio verso la città già sede della mitica biblioteca, distrutta da diversi incendi nell’antichità, e di un delle Sette meraviglie, il Faro.

Alessandria ci accoglie con la sua ineguagliabile caoticità, specchio dell’intero Egitto, forse avvantaggiata dalla presenza del mare e di un clima mite, forse culturalmente stimolata dalla presenza delle numerose etnie che popolano un porto, ma che non riesce, dal punto di vista del sottoscritto che ha vissuto, per la prima volta, la città per poche ore, a essere maggiormente accogliente.

I monumenti visitati, pochi, a causa del tempo ristretto e delle distanze notevoli, sono comunque unici e alcuni avrebbero bisogno di una sostanziale valorizzazione.

Seguendo un ordine geografico, siamo partiti da ovest e viaggiato verso est. Prima tappa, la Necropoli di di Anfushi.

La Necropoli di Anfushi è situata sull’Isola di Pharos e risale al II-I secolo a.C.; presenta cinque tombe ipogee decorate con motivi egizi ed elementi architettonici ellenisti, testimoniando sincretismo religioso e cosmopolistismo della società alessandrina in fase ellenistica tarda.

Pareti sono splendide decorazioni in stile egizio e sulle due porte monumentali che danno nel cortile della tomba, erano presenti, ora scomparse, da due sfingi, I muri conservano una deliziosa decorazione elaborata, mentre il soffitto a volta presenta ottagoni gialli e piccoli quadrati neri. Stupore!

Seconda tappa, la Cittadella di Alessandria. All’estremità nord-est della baia si ergono le mura merlate di questa fortezza mamelucca, costruita nel 1480, nello stesso luogo dove in passato si trovava il Faro di Alessandria, poi distrutto da due terremoti, nell’XI e nel XIV secolo.

Questo fortino venne eretto a scopo difensivo nel 1477 d.C. per volere del sultano Al Ashraf Sayf al Din Qia-t Bey, ed è considerata una delle fortezze storiche a scopo difensivo più importanti di tutto il Mediterraneo.

Il monumento è splendidamente conservato e, al suo interno, si riesce a vivere ancora l’atmosfera della guarnigione che presidiava quel tratto di costa e il locale mercato. Affascinante!

Proseguendo sempre verso oriente, tappa obbligatoria alla nuova Bibliotheca Alexandrina, lo splendido edificio moderno che ospita 8 milioni di libri di tutto il mondo dal 2002.

Approvata dall’UNESCO, l’area destinata a biblioteca e riservata a sala lettura copre 70 000 metri quadrati distribuiti su undici livelli. Il complesso comprende un centro congressi, settori per non vedenti, bambini e ragazzi, tre musei, quattro gallerie d’arte, un planetario e un laboratorio per il restauro di manoscritti.

Al primo piano seminterrato, un interessante museo archeologico espone

numerosi manufatti risalenti all’epoca ellenistica, romana e bizantina rinvenuti durante gli scavi nel cantiere della Biblioteca. Il BA Antiquities Museum è uno dei pochi musei al mondo che espone manufatti scoperti nella stessa sede del museo.

Le sue collezioni sono state accuratamente selezionate per riflettere la ricca e multietnica storia dell’Egitto, con il suo patrimonio faraonico, greco-romano, copto e islamico. Meraviglia!

Necropoli orientale di Moustapha Kamel Pasha, tra moderni palazzi e improvvide costruzioni: le interessanti tombe tagliate nella roccia calcarea, più antiche di qualche secolo rispetto alla necropoli di Anfushi,  sono composte da numerose camere disposte intorno a un peristilio centrale aperto verso il cielo, dove gli alessandrini eseguivano i loro riti funebri. Queste tombe sono uno strumento importante per comprendere le pratiche di sepoltura e i riti funebri degli antichi abitanti di Alessandria e, ovviamente, sulle pratiche di costruzioni: non mancano, infatti, decorazioni sullo stile ellenistico.

A questo punto del pomeriggio parte la spasmodica ricerca della Tomba di Alessandro, del cosiddetto Cimitero latino e del Serapeum. Tutte le divinità del cielo e della terra di tutte le religioni hanno deciso, oggi, di venire ad Alessandria e intasare il traffico della città.

Si faceva fatica ad andare in giro e tra i simpatici strombazzamenti de “drivers” alessandrini abbiamo scoperto che la Tomba di Alessandro o Tomba in alabastro non era visitabile; grazie al paziente autista siamo arrivati anche al Serapeum che, in quel preciso istante, ha chiuso i battenti… Il nostro anatema nei confronti di Alessandria affinché scompaia in eterno il traffico  stato lanciato!

Stanchi, un po’ mesti, un po’ nostalgici per il ritorno a casa, rimbocchiamo le autostrade che attraversano il deserto e torniamo al Cairo per la nostra ultima serata egiziana di questo viaggio.

A domani, ehm… no! domani si vola verso l’Italia. -a presto,

Daniele Mancini

Biblioteca

 

 

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