DODICI PERSONAGGI STORICI IN 3D – prima parte

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Le ricostruzioni storiche in 3D o in realtà virtuale offrono uno sguardo verosimile sul passato: ma se queste creazioni riguardano personaggi storici famosi, il discorso è altrettanto intrigante. La ricostruzione facciale, alimentate dall’archeologia, dagli studi storici e dalle analisi dettagliate dei soggetti, è comunque una rappresentazione credibile delle strutture facciali di un determinato individuo possibili grazie a moderne tecniche di tipo forense.

Ecco i dodici personaggi, alcuni controversi ma molto affascinanti: Nefertiti, Tutankhamon, Ramses II, Filippo di Macedonia, Cleopatra, Nerone, il Signore di Sipàn, San Nicola, Roberto I Bruce di Scoazia, Riccardo III di York, Enrico IV di Francia e Maximilien de Robespierre.

Nefertiti (XIV secolo a.C. circa)

Più di 1.300 anni prima della nascita di Cleopatra, il panorama della bellezza e della regalità femminile egizia è stato agguantato da Neferneferuaten Nefertiti (cioè, Meravigliosa è la bellezza di Aton, La bellezza è arrivata). A differenza di Cleopatra, la vita e la storia di Nefertiti sono ancora avvolte in relativa ambiguità, nonostante sia vissuta durante uno dei periodi più opulenti dell’antico Egitto.La ragione di questa sorta di damnatio memoriae è probabilmente dovuta alla rivoluzione religiosa provocata dalla famiglia della Grande Sposa reale e del suo consorte faraone  Amenhotep IV/Akhenaton. Fortunatamente, nonostante azioni così rigorose, alcuni frammenti dell’eredità storica di Nefertiti sono sopravvissute attraverso vari ritratti esistenti, tra i quali il famoso busto realizzato del capo scultore di Amarna Thutmose nel 1345 a.C. circa.

Il busto, con i tratti particolari del viso, raffigura l’antica regina egiziana, probabilmente all’età di 25 anni. In termini di aspetto visivo, ciò che sappiamo di Nefertiti, deriva anche dalle varie raffigurazioni reali lasciate su numerose pareti e templi costruito durante il regno del faraone Amenhotep IV.

In effetti, gli stili di rappresentazione di Nefertiti erano quasi senza precedenti nella storia egiziana, fino a quel momento, con i ritratti che spesso rappresentavano le regine in posizioni di potere e autorità. Questi andavano dal raffigurarla come una delle figure centrali nel culto di Aton fino a rappresentarla come una guerriera a bordo del suo carro, come presentata nella tomba di Meryre ad Amarna.

La maggior parte delle ricostruzioni si basano sul famoso busto di calcare Nefertiti, oggi conservato al Museo Egizio di Berlino, già molto affascinante e realistico.

Tutankhamon (XIV secolo a.C. circa)

Tutankhamon (“l’immagine vivente di Amon”), noto anche con il suo nome originale Tutankhaten (“l’immagine vivente di Aten”) è stato un faraone della XVIII dinastia che regnò per circa un decennio, tre il 1332 al 1323 a.C. circa.

Il suo breve è coinciso con l’ascesa dell’Egitto come potenza mondiale militare e con il ritorno del sistema religioso tradizionale, contro i cambiamenti radicali realizzati dal suo padre predecessore, Akhenaton.Circa la sua ricostruzione facciale, nel 2005, un gruppo di artisti forensi e antropologi fisici, guidati dall’egittologo Zahi Hawass, ha  creato il primo  ritratto del famoso giovane faraone.

Le scansioni in tomografia computerizzata dell’attuale mummia hanno prodotto ben 1700 immagini digitali in sezione trasversale, che sono state poi utilizzate dai tecnici forensi.

Nel 2014, la mummia di Re Tut  ha subito una nuova controversa analisi che può essere definita come un’autopsia virtuale, con una serie di scansioni TC, analisi genetiche e oltre 2.000 scansioni digitali.

La ricostruzione facciale e del corpo risultante mostra un giovane piuttosto malandato per essere quelli di un deificato in terra faraone egiziano: una frattura, non completamente rinsaldata, a carico della gamba sinistra; il piede destro presentava caratteristiche compatibili con una possibile deformità attribuibile a equinismo; il piede sinistro, a sua volta, presentava il secondo e terzo dito in abduzione; con una diagnosi di “necrosi ossea asettica e precoce al secondo e terzo metatarso del piede sinistro” (Malattia di Köhler) di certo ancora in corso all’atto della morte, causando, in generale, una seria difficoltà alla deambulazione, che poteva solo in parte essere corretta dall’uso di un bastone.

Ramesse II (XIII secolo a.C. circa)

facciale ram IIRamses II  (Usermaatra Setepenra Ramess(u) Meriamo; in greco antico Ozymandias) è considerato uno dei più potenti e influenti faraoni egiziani, noto sia per i suoi successi militari esterni che quelli domestici avvenuti il suo lungo regno.

Nato intorno al 1303 a.C. (o 1302 a.C.), come membro reale della XIX dinastia, è salito al trono nel 1279 a.C. regnando per 67 anni, probabilmente all’età di 90 anni.

L’analisi forense suggerisce che l’anziano faraone soffriva di artrite, problemi dentali e forse persino di indurimento delle arterie. I suoi resti mummificati sono stati originariamente sepolti nella Valle dei Re (KV 7, prima; KV 17, po), successivamente sono stati spostati nel complesso mortuario di Deir el-Bahari (DB 320), in modo da impedire che la mummia venisse saccheggiata dagli antichi ladri.

Scoperti nel 1881, i resti mummificati conservano alcune caratteristiche facciali del faraone: il suo naso aquilino, la mascella forte, la notevole altezza e i capelli rossi. Sul suo canale YouTube  JudeMaris ha ricostruito il volto  di Ramesse II al suo apice tenendo conto delle caratteristiche di cui sopra . Un dipinto di Winifred Mabel Brunton fornisce anche una stima del profilo laterale del Faraone in età leggermente avanzata.

Filippo II di Macedone (IV secolo a.C. circa)

facciale fillippo II

Spesso oscurato da suo figlio Alessandro Magno, Filippo II è stato una figura cruciale nella storia greca, dato il suo enorme contributo alla stabilità e all’ascesa militare del regno macedone.

Quando Filippo II ha assunto il regno della Macedonia, l’esercito era quasi completamente in disfatta, con il re precedente e molti degli hetairoi (i compagni del re) che incontravano le  morti raccapriccianti in battaglia contro gli Illiri invasori.

Colpito dalle formazioni di opliti tebani, il nuovo re ha pesantemente riformato il proprio esercito, creando la famosa falange macedone,  fulcro dell’esercito di Alessandro e dei suoi successori ellenistici.

Per quanto riguarda la ricostruzione facciale di Filippo II, le immagini si basano sulle ossa originariamente rinvenute all’interno della Tomba II, una delle tre grandi tombe del tumulo reale a Verghina, vicino Salonicco, in Grecia.

E’ ancora in corso un dibattito accademico sull’identità effettiva dell’occupante di questa tomba e una delle ipotesi accettate dagli anni ’70 riguardava proprio il modo in cui la tomba potesse appartenere a Filippo II. Recenti analisi avrebbero fatto luce sulla possibilità che la tomba appartenesse al figlio di Filippo (e al fratellastro di Alessandro Magno), Arridao. D’altra parte, le ossa recuperate dalla Tomba I avrebbero potuto appartenere al vero Filippo.

JudeMaris ha anche ricostruito il volto del re di Macedone, come presentato nel video in questo link.

Cleopatra (I secolo a.C. circa)

Il nome di Cleopatra suscita fantasie di bellezza, sensualità e stravaganza, tutte ambientate nel furore politico del tardo periodo egizio, anche se alcune delle nostre nozioni popolari sono ispirate a Hollywood che hanno proiettato Cleopatra come la regina egiziana per antonomasia dei tempi antichi.

Storicamente Cleopatra VII Filopatore (Kleopatra Philopátor), è nata 69 a.C.: figlia di Tolomeo XII, è stata l’ultima sovrana della dinastia tolemaica greca. Cleopatra era un discendente di Tolomeo I Soter, il generale greco macedone, uno degli hetairoi e guardia del corpo di  Alessandro Magno, che ha preso il controllo dell’Egitto, dopo la morte di Alessandro, fondando così il regno tolemaico.

Per quanto riguarda la sua ricostruzione facciale, una particolare scultura, attribuibile a Cleopatra VII, attualmente esposta all’Altes Museum di Berlino è stata la base dello specialista della ricostruzione facciale, M.A. Ludwig, che ha realizzato il suo progetto basandosi proprio su quel vero busto (tranne l’ultimo video).

Le fonti su Cleopatra variano nel loro tono da una profusione di apprezzamento, come il racconto di Cassio Dione, storigo greco vissuto tra II III secolo d.C., alle valutazioni pratiche come il racconto di Plutarco, vissuto tra circa un secolo prima,  che scrive “La sua bellezza non era di quel genere incomparabile che afferra istantaneamente gli altri, ma il suo fascino era irresistibile, e all’attrattiva della persona e della parola si aggiungeva una forza di carattere che ne pervadeva il discorso e il gesto, e che lasciava ammaliati coloro che le stavano vicino. Era una delizia anche solo sentire il suono della sua voce…”.

Inoltre, una decina di esemplari di monete antiche mostra la regina n una luce piuttosto modesta in cui la famosa bellezza di Cleopatra sembra stranamente mancare da questi ritratti, mettendo in evidenza tratti maschili forse necessari ad equiparare il potere di Cleopatra ai suoi antenati tolemaici, legittimandone il dominio.

Nerone (I secolo d.C.)

facciale nerone

Ultimo imperatore della dinastia giulio-claudia, Nerone è famoso nella cultura popolare per i suoi attacchi di tirannia, stravaganza e persino eccentricità. Uno degli episodi spesso associati alla figure di Nerone riguarda il modo in cui ha facilitato il grande incendio di Roma del 64 d.C. per liberare terreni per poter realizzare il suo palazzo sfarzoso, la Domus Aurea.

Anche se questo episodio è citato da Svetonio, avverso a Nerone, e in parte da Tacito, non ci sono prove concrete a conferma di questo. Nerone è sempre stato percepito come una personalità irregolare, che aumentava le tasse e preferiva la partecipazione agli spettacoli pubblici e, per questo, visto in una luce positiva dalla plebe romana.

La ricostruzione facciale è interamente basata sul busto di Nerone conservato ai Musei Capitolini, a Roma. La ricreazione è stata intrapresa da un giovane artista spagnolo, con il suo progetto Césares de Roma in cui si occupa della ricostruzione facciale di numerose personalità romane.

–CONTINUA–Daniele Mancini

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