CAMBIAMENTI CLIMATICI/PATRIMONIO CULTURALE: SIMULAZIONE SULLA VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA CONSERVAZIONE E IL COMFORT TERMICO

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Cambiamenti climatici e patrimonio culturale sono un binomio che, ormai, non può viaggiare separato anche perché, il secondo, ne può uscire gravemente danneggiato o addirittura distrutto, con il rischio di perdere, per sempre, una testimonianza di civiltà!

Alcuni ricercatori portoghesi, scrivendo sull’International Journal of Global Warming hanno posto l’accento sul potenziale impatto dei cambiamenti climatici sul patrimonio culturale e di come potremmo irrimediabilmente perdere i vari manufatti a causa dei vari climi estremi che sempre di più hanno un impatto negativo sul nostro pianeta.

Guilherme Coelho, Hugo Entradas Silva e Fernando Henriques, dell’Universidade NOVA de Lisboa, spiegano che i pezzi del museo sono soggetti a deterioramento a seconda delle condizioni in cui sono conservati, indipendentemente dal fatto che vengano esposti o archiviati.

I manufatti sono soggetti a vari tipi di decadimento a seconda delle condizioni esterne ma anche  interne dell’edificio in cui sono conservati. Infatti, a causa dei cambiamenti climatici, il clima interno dei musei e dei vari luoghi di conservazione può cambiare in modo significativo, compromettendone la conservazione.

Questo documento, dunque, studia gli effetti dei cambiamenti climatici anche sul clima interno degli edifici, sulla conservazione dei manufatti e del comfort termico dei visitatori. Il clima interno è ovviamente più controllabile di quello esterno, ma è probabile che l’aumento dei costi di condizionamento dell’aria, di de/umidificazione e controllo della temperatura influisca negativamente sul modo in cui i conservatori si occupano del patrimonio gestito. Inoltre, a volte l’edificio stesso è patrimonio culturale.

Il team ha modellato vari scenari di cambiamento climatico per vedere come le condizioni meteorologiche potrebbero influenzare un edificio come la storica Chiesa di San Cristoforo di Lisbona. Un modello igrotermico adoperato nella chiesa a ventilazione naturale, insieme a cartelle meteorologiche sui cambiamenti climatici, è stato utilizzato per ottenere future condizioni interne. Inoltre, altri quattro climi sono stati simulati utilizzando il modello dell’edificio: quello di Siviglia (clima mediterraneo), quelli di Praga e Oslo (clima continentale), quello di Londra (clima oceanico).

Considerano non solo l’integrità dei manufatti all’interno, ma anche il comfort dei visitatori. Dopotutto, qual è lo scopo di conservare il patrimonio culturale senza consentire alle persone di apprezzarlo?

In definitiva, è improbabile che i cambiamenti climatici possano giovare ai manufatti degli edifici che sono essi stessi manufatti culturali.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

COP25

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