ARAZZO DI BAYEUX: STORIA E SEGRETI

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L’Arazzo di Bayeux (denominato in latino Tapete Baiocense), noto anche con il nome di Arazzo della regina Matilde, è un enorme tessuto ricamato realizzato in Normandia o in Inghilterra nella seconda metà dell’XI secolo, che rappresenta gli avvenimenti chiave relativi alla conquista normanna dell’Inghilterra del 1066, culminanti con la Battaglia di Hastings.

L’Arazzo di Bayeux è lungo quasi 70 metri e gli studiosi, non concordi, avrebbero individuato da cinquanta a settantacinque scene con iscrizioni latine. I vari “segmenti” narrano quell’incredibile ambito storico che ha posto le basi per la conquista normanna d’Inghilterra, nel 1066 d.C. e culminante nell’incoronazione di Guglielmo I come re d’Inghilterra, posta in una estremità purtroppo mancante.

L’Arazzo di Bayeux è stato probabilmente realizzato a Canterbury, intorno al 1070 d.C., cioè quattro anni dopo la conclusione della battaglia di Hastings. Alcune narrazioni francesi indicano che l’arazzo sia stato commissionato dalla Regina Matilde, moglie di Guglielmo il Conquistatore, mentre alcune prove suggeriscono che il committente dell’opera d’arte sia stato il Vescovo Oddone, fratellastro di Guglielmo. Uno di questi indizi cruciali riguarda il luogo di conservazione dello stesso Arazzo di Bayeux, la Cattedrale di Bayeux in Normandia, fatta erigere da Oddone.

L’arazzo è un fondamentale documento storico sulla conoscenza dei Normanni, durante la conquista dell’Inghilterra, ma l’impianto decorativo è stato realizzato da artisti di origine anglosassone. Infatti, l’alta qualità del ricamo è una sorta di marchio identificativo dei ricamatori anglosassoni. Gli artisti anglosassoni erano abbastanza famosi in tutta Europa per i loro ricami, durante quel periodo, e i testi in latino, inseriti nell’arazzo, contengono anche elementi linguistici anglosassoni; inoltre, molte scene rappresentate ricordano le influenze stilistiche che si trovano nei manoscritti conservati a Canterbury.

L’Arazzo di Bayeux, probabilmente, non è affatto un arazzo. Per definizione, un arazzo è convenzionalmente tessuto a mano su un telaio verticale per mezzo di fili di lana e di seta colorata e anche d’oro e d’argento; mentre l’Arazzo di Bayeux è ricamato con un filato di lana di otto colori differenti su un tessuto di lino orizzontale. Il lino non è un tessuto unico: sono nove pannelli singoli, cuciti tra loro, in cui le giunture sono state abilmente “nascoste” con ulteriori ricami. In sostanza, l’arazzo di Bayeux è un imponente esemplare medievale di ricamo, al contrario di un arazzo tradizionale.

La storia viene illustrata utilizzando tecniche analoghe a quelle dei “fumetti” moderni: come questi l’arazzo sacrifica le sfumature al gesto espressivo, riduce scene complicate in semplici azioni di pochi protagonisti, rende la prospettiva solo in maniera sommaria, soprattutto con contrasti di colore.

L’Arazzo di Bayeux illustra, dunque, l’invasione dell’Inghilterra da parte di Guglielmo. Contiene la raffigurazione di 626 persone, 202 cavalli e muli, 505 animali di altro genere, 37 edifici, 49 alberi. In totale 1515 soggetti forniscono una miniera di informazioni visive sull’XI secolo: per la storia navale, ad esempio, si apprende dalla forma delle vele che le navi utilizzate erano di tipo vichingo; per l’oplologia, che le armi usate da ambo le parti erano di origine scandinava; per l’araldica si registra il primo uso in battaglia di insegne allo scopo di distinguere amico da nemico.

La storia può essere suddivisa in quattro parti: viaggio di Aroldo in Normandia in qualità di ambasciatore presso Guglielmo; alla morte di Edoardo Aroldo si incorona re d’Inghilterra; preparativi della spedizione normanna; scontro tra i due eserciti e uccisione di Aroldo.

L’arazzo offre, comunque, una narrazione neutrale delle vicende, essendo lo scopo di questo la convivenza tra due diversi popoli. Ne è la dimostrazione la “parità” riservata ai morti di Hastings, essendo impossibile comprendere a quale schieramento i morti fanno parte. Il vero messaggio, oltre all’invito a superare assieme il trauma dell’invasione, è quello di critica e sfiducia verso il mondo laico-aristocratico, portatore di morte ed instabilità. In ogni caso, essendo opera di religiosi, i morti eguali tra loro possono rappresentare una generica critica verso la guerra, negatrice della più basilare pietà cristiana.

Una curiosità. Il titolo finale dell’Arazzo di Bayeux, recante l’etichetta  Et fuga verterunt Angli,  è stato probabilmente aggiunto all’inizio del XIX secolo, durante l’apice del sentimento anti-inglese nella Francia napoleonica. Tuttavia, il penultimo titolo, etichettato come Hic Harold Rex Interfectus, conserva ancora la sua giusta dose di mistero con la raffigurazione del re inglese che viene colpito nei suoi occhi con una freccia. Gli storici moderni non sono ancora sicuri della causa esatta della morte del re inglese, con diverse teorie che rimandano alle fonti letterarie e alle rappresentazioni simboliche dell’accecamento reale.

Daniele Mancini

Per ulteriori info bibliografiche:

  • D. M. Wilson, L’Arazzo di Bayeux, Londra 1985
  • S. Lemagnen, La Tapisserie de Bayeux, Nonant 2015

3 pensieri riguardo “ARAZZO DI BAYEUX: STORIA E SEGRETI

  • 20 Ottobre 2019 in 18:21
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    È grave non aver citato la rappresentazione della cometa di Halley in questo arazzo, che passò in quel periodo e a cui fu attribuita la citata battaglia.

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    • 20 Ottobre 2019 in 18:51
      Permalink

      Grazie per leggermi.
      Non ritengo sia una cosa così “grave”, ben altre sarebbero le cose gravi in un blog votato all’archeologia, alla storia dell’arte e alla storia.
      Grazie per aver citato la presenza della rappresentazione della Cometa di Halley alla quale, per la precisione, non “fu attribuita la battaglia” di Hastings ma un semplice cattivo presagio per le sorti dell’Inghilterra, conquistata dai Normanni!

      Risposta
  • 20 Ottobre 2019 in 20:19
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    Grave era solo un modo di dire se ci riferiamo all’archeologia però è rilevante dal punto di vista della storia della scienza perché viene registrato un passaggio sicuro della famosa cometa e delle superstizioni legate alla loro apparizione. Cmq noi ti leggiamo ogni giorno…Metti più cose dell’AntIco Egitto cortesemente.

    Risposta

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