giovedì, 17 Settembre 2026
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STRUTTURA IN LEGNO E PIETRA RELATIVA ALLA CULTURA DI LA TÈNE RINVENUTA AD ASCHAFFENBURG, BAVIERA

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Gli archeologi della Bayerisches Landesamt für Denkmalpflege (BLfD) di Aschaffenburg, in Baviera, hanno portato alla luce una struttura dell’Età del Ferro straordinariamente ben conservata durante dei lavori pubblici vicino al fiume Meno. Secondo i ricercatori, questa scoperta potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione della storia dei primi insediamenti nella regione.

Crediti immagine: BLFD

I resti sono stati rinvenuti durante i lavori su un bacino di scarico delle acque piovane a nord del ponte Willigis. Le indagini condotte dall’Ufficio Statale bavarese per la Tutela dei Monumenti (BLfD) hanno rivelato che la struttura risale al IV secolo a.C., collocandola quindi saldamente nel periodo della Cultura di La Tène dell’Età del Ferro.

Nel marzo del 2026, le squadre di costruzione hanno rinvenuto dei resti lignei nel sottosuolo. I funzionari del Comune di Aschaffenburg hanno segnalato il ritrovamento al BLfD che ha immediatamente avviato indagini archeologiche sul sito.

In precedenza non era stato registrato alcun ritrovamento archeologico nella zona e, quindi, la scoperta è stata una completa sorpresa. Il sito era già stato disboscato per la costruzione prima che la struttura lignea venisse identificata.

Inizialmente gli archeologi ritenevano che la struttura risalisse all’era moderna, a causa dell’eccezionale stato di conservazione del legno. Sepolte a circa otto metri di profondità, le travi di quercia si erano conservate in condizioni insolitamente buone grazie all’ambiente saturo d’acqua ma in assegna di ossigeno.

Tale interpretazione è cambiata dopo che i campioni sono stati esaminati nel laboratorio di dendrocronologia del BLfD a Thierhaupten. I ricercatori hanno analizzato gli anelli di accrescimento conservati nel legno di quercia e li hanno confrontati con le cronologie regionali delle querce. I risultati hanno dimostrato che gli alberi erano stati abbattuti e utilizzati in costruzioni durante il IV secolo a.C.

I ricercatori descrivono la scoperta come uno dei ritrovamenti più insoliti dell’Età del Ferro mai registrati in Baviera.

Secondo Stefanie Berg, responsabile del Dipartimento di Gestione del Patrimonio Archeologico del BLfD, la combinazione tra la posizione eccezionale sulle rive del fiume Meno, l’ottimo stato di conservazione, la costruzione in legno e pietra finora unica e la datazione all’Età del Ferro rendono questo ritrovamento eccezionale: le prime indagini hanno rivelato la presenza di una struttura sofisticata, costruita con grandi travi di quercia e rifinita con un muro a secco affacciato sul fiume.

Crediti immagine: BLFD

La Berg osserva che le costruzioni in pietra sono estremamente rare per l’Età del Ferro e quelle documentate relative a questo periodo, si riferiscono solitamente a elementi di strutture fortificate, come muri a pilastri e travi.

Gli archeologi affermano che la struttura potrebbe essere appartenuta a un importante insediamento fluviale o a un edificio di pregio collegato a un più ampio centro dell’Età del Ferro nella zona dell’odierna città vecchia di Aschaffenburg.

Le prove di un antico insediamento della Cultura di La Tène nella città si limitavano finora a strutture archeologiche isolate e manufatti di pregio, tra cui un anello d’oro e una fibula a forma di testa di animale. Per anni, i ricercatori hanno sospettato che un importante insediamento dell’Età del Ferro fosse esistito nelle vicinanze, sebbene si sapesse poco sulla sua struttura o organizzazione.

La struttura fluviale recentemente riportata alla luce potrebbe ora fornire la traccia più chiara sulle dimensioni e le caratteristiche di quell’insediamento. I ricercatori sperano che ulteriori scavi e analisi riveleranno lo scopo dell’edificio e offriranno nuove informazioni sullo sviluppo della regione durante l’Età del Ferro.

Gli scavi proseguono in stretto coordinamento con la città di Aschaffenburg. A causa delle difficili condizioni all’interno dello scavo, che raggiunge profondità fino a dieci metri, gli archeologi lavorano a fianco di ingegneri e specialisti edili.

Secondo il BLfD, tutti i lavori di recupero, documentazione e conservazione archeologica vengono eseguiti nel rispetto di rigorosi requisiti tecnici e di sicurezza legati al progetto di costruzione in corso.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: BLFD

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