RINVENUTO FRAMMENTO DELLA FORMA URBIS ROMAE – da realmofhistory.com

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Il rinvenimento di un antico documento cartografico di 1800 anni fa sarebbe già una sensazionale scoperta! Ma lo è ancor di più se il documento riguarda Roma e la sua Forma Urbis Romae.

Ricostruzione del Templum Pacis ,. La mappa massiccia di Roma è stato montato all'interno su una delle pareti.
Ricostruzione del Templum Pacis. L’imponente pianta di Roma è stata montata all’interno, su una delle pareti.

Conosciuta anche come Forma Urbis SeverianaPianta marmorea severiana o Forma Urbis Marmorea, questa mappa gigantesca di Roma, originariamente realizzato tra gli anni 203-211 d.C., misura 18,10 mt x 13 mt (corrispondenti a circa 60 x 43 piedi romani). La Forma Urbis  è stata scolpita in 150 lastre di marmo e poi montata su un’intera parete interna del Templum Pacis (Tempio della Pace) di Roma. Inoltre, grazie alla precisione con cui fu realizzata, in scala 1:260,  riporta quasi tutte le planimetrie dei templi, terme e insulae situati nella parte centrale della ‘città eterna’. Le rappresentazioni sono state accompagnate da incisioni dei nomi delle strade, punti di riferimento di edilizia pubblica e residenze private – con intricati dettagli, come colonne e scalinate, in alcuni casi ugualmente rappresentate.

In sostanza, come hanno dichiarato dalla Stanford University (che dal 2002 ha curato un progetto basato sulla creazione di un data-base on-line dei frammenti esistenti per la ricostruzione della pianta con l’ausilio di tecnologie informatiche, ndr): “La Pianta marmorea severiana è una risorsa fondamentale per lo studio dell’antica Roma”.

Purtroppo, con l’avvento del periodo tardo medievale, la maggior parte della pianta è stata distrutta e molti dei suoi pezzi sono stati utilizzati come materiali da costruzione degli edifici circostanti ma anche per la creazione di calce. Solo nel 1562, un giovane scultore, Giovanni Antonio Dosio, fu in grado di salvare alcune parti della Forma Urbis Romae. Da allora i ricercatori hanno cercato di mettere insieme l’enorme di puzzle di questa antica pianta e fino ad ora sono stati in grado di raccogliere circa il 10-12% della facciata totale (che equivale a circa 1.200 frammenti di cui solo 200 pezzi possono essere abbinati con la topografia moderna).

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Lastra n. 1 della Forma Urbis Romae

Ma a quanto pare c’è ancora qualche speranza per un lavoro più completo di restauro. La Soprintendenza per l’Area Archeologica di Roma ha recentemente fatto un annuncio incoraggiante: gli esperti hanno scoperto un nuovo grande frammento che apparentemente si adatta con i pezzi esistenti della Forma Urbis Romae. Questo componente è stato originariamente trovato nel 2014, durante lavori di ristrutturazione all’interno di un edificio della Città del Vaticano, conosciuto come Palazzo Maffei Marescotti. I ricercatori hanno ipotizzato che il pezzo sia stato eventualmente tagliato e utilizzato come materiale di riuso per la struttura del XVI secolo. In ogni caso, il frammento, (che completa la parola Circo Flaminio, ha aiutato gli esperti a mettere definitivamente insieme tre componenti separati della Forma Urbis. Secondo la Soprintendenza, il frammento si riferisce alla lastra n. 31 della mappa, che oggi è l’area del Ghetto, una delle aree monumentali della città antica, allora dominata dal Circo Flaminio, costruito nel 220 a.C. per ospitare i giochi plebei e dove  erano stati edificati una serie di importanti monumenti pubblici.

Il pezzo mancante. Credit: Soprintendenza Roma
Il pezzo mancante. Credit: Soprintendenza Roma

L’intera lastra n. 31 è stata esposta fino allo scorso 17 marzo presso il Museo dell’Ara Pacis. Da allora, la Stanford Forma Urbis Romae Digital Project è già al lavoro sulla creazione di algoritmi di matching 3D che potrebbero aiutare a ricostruire ‘virtualmente’ la maggior parte delle lastre della pianta dell’antica Roma!

 

Il sito della Stanford sugli studi della Forma Urbis Romae.

Per maggiori informazioni, cliccare qui: Ancient Roman Puzzle

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