TEATE SI RACCONTA… PASSEGGIATA TRA LE IMMAGINI DELLA CHIETI ARCHEOLOGICA

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Non vi racconterò di Achille, della fondazioni di Teate, dell’11 maggio 1181 a.C. o di quel centro citato da Strabone, come capitale dei fieri Marrucini. Vi racconterò di una parte dei quasi settanta secoli di storia che caratterizzano la nostra città. Vi mostrerò alcuni dei monumenti archeologici più significativi che vi invito a visitare quando l’emergenza di questi periodi sarà finalmente terminata. Una passeggiata tra amici…

Vi aspetto a Chieti, vi aspetto a Teate Marrucinorum.

Il primo monumento della nostra passeggiata virtuale è l’Anfiteatro romano, eretto nel I secolo d.C. grazie ai capitali di una facoltosa aristocrazia emergente su un luogo che rimarrà sempre aperto ai grandi eventi pubblici, fino al glorioso campo sportivo, ma che ha accolto anche un’antica necropoli. Oggi il parco archeologico della Civitella ospita un prestigioso Museo Archeologico Nazionale, quello della Civitella, appunto.

Poi giungiamo alle Terme romane, una vera e propria spa ante litteram. Realizzata sempre a cavallo del I secolo d.C., è stata costruita su due livelli: il primo ospita le maestose cisterne delle terme, con capienza di oltre 3500 metri cubi di acqua, realizzate secondo le tecniche costruttive di ambienti utilizzati a ospitare l’acqua. Il secondo livello, invece, è occupato dai bagni pubblici veri e propri, una volta adornati da splendidi marmi, colorati mosaici in pasta vitrea e statue in marmo di rara bellezza. Oggi è possibile ammirare il mosaico dell’apodyterium, realizzato proprio in epoca neroniana.

A partire dall’anfiteatro fino alle citate terme, la città romana era costellata dalla presenza di cisterne atte a caaptare l’acqua piovana e rifornire le abitazioni civili e gli edifici pubblici. Un ambiente ipogeo di servizio, la Via Tecta, tagliava la città trasversalmente per permettere le normali manutenzioni alle condotte. Inoltre, una galleria ipogea in cementizio romano svolgeva la doppia funzione di magazzino ed elemento di contenimento della collina occidentale. Strade basolate, molto ben realizzate, suddividevano gli acta teatini, i quartieri della città.

Siamo arrivati ai Tempietti romani, il fulcro della città romana, il luogo del Tempio del pozzo sacro con i suoi 38 metri di profondità. Posti nel foro della città, furono realizzati come templi romano-italici, su alto podio, sempre nell’ambito degli interventi di ristrutturazione urbanistica del I secolo d.C., grazie alle risorse economiche di Marco Vezio Marcello e sua moglie, Elvidia Priscilla.

Tre templi, di cui uno minore, dedicati, forse, alla Triade Capitolina, Giove, Giunone, Minerva, o alla Dea Roma e al Divo Augusto. Gli ambienti ipogei dei templi, uno dei quali ospita il pozzo sacro, avrebbero potuto accogliere il tabularium della città, l’archivio, mentre uno splendido affresco medievale è visibile nell’aula superiore.

L’ultima tappa della nostra passeggiata nellaa Teate romana giunge al Teatro romano, l’altro grande edificio per spettacoli posto lontano dal centro popoloso. Realizzato in parte alla greca, contro la collina della Civitella, e in parte alla romana, con laterizi e cementizio, godeva dello splendido panorama della vallata dell’Aternum. Problemi di stabilità e i successivi crolli, ne hanno sancito la fine dell’uso pubblico a beneficio di unità difensive ed edilizia privata.

Amiche, amici, grazie!

Ora non ci resta che attendere che l’emergenza finisca: musei, chiese, palazzi, eventi storici e tante altre attività vi accoglieranno per farvi vivere Teate dei Marrucini.

Vi aspettiamo, vi aspetto,  ma ora restiamo a casa, #iorestoacasa!

Daniele Mancini

Teate si racconta

4 thoughts on “TEATE SI RACCONTA… PASSEGGIATA TRA LE IMMAGINI DELLA CHIETI ARCHEOLOGICA

  • mercoledì, 18 Marzo 2020 in 15:15
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    Interessante descrizione dei Templi Romani, spesso in passato chiusi al pubblico.Si è avuta la possoibilità di visitarli poche volte e la cosa mi ha sempre fatto angustiare perchè venendo a Chieti d’estate parecchie sono le cose negate alla mia vista.La chiesa di San Francesco al Corso per esempio che dopo una decina d’anni è ancora da essere riaperta.Patrimoni che potrebbero attrarre le persone in vacanzasulla costa (Francavilla) e a cusa di una amministrazione ceca non viene in città. Questa città era diventata un dormitorio prima adesso col coronavirus rischia ancora peggio.Speriamo che per giugno/luglio/agisto il pericolo sia ormai passato altrimenti saltano pure le ferie. Comunque a te dico BRAVO.

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    • mercoledì, 18 Marzo 2020 in 17:29
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      Grazie per leggermi, la aspetto questa estate per un giro tra i monumenti

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  • martedì, 14 Aprile 2020 in 17:29
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    Meravigliosa descrizione , mi ha fatto tornare indietro nel tempo. Sono nato a pochi metri dai tampli romani , vicino alla chiesa di San Gaetano, ai tempi della superlativa foto di testata . giocavo con i compagni del quartiere dentro ai templi e nei cunicoli . Abbiamo costituito il gruppo : i ragazzi di San Gaetano e , quando ci riuniamo , con immenso piacere, ricordiamo la conformazione del vecchio quartiere, ora totalmente stravolto . Molti anni dopo i templi divennero sede dello speleoclub Chieti , di cui facevo parte. Ho avuto la mia attivita’ di artigiano a non oltre 100 metri di distanza dal templi . Gradirei seguire altri articoli . Cordiali saluti Luigi.

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    • martedì, 14 Aprile 2020 in 19:56
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      Carissimo Luigi, grazie per la gradita testimonianza e grazie per leggermi

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