mercoledì, 15 Aprile 2026
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RINVENUTA TORRE DI AVVISTAMENTO ROMANA VICINO AL LIMES GERMANICO, MOHOVO, CROAZIA

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Gli archeologi dell’Istituto di archeologia di Zagabria hanno portato alla luce, nella villaggio di Mohovo, i resti di una torre di avvistamento/guardia risalente a 1.800 anni fa, eretta per contribuire a difendere il “limes“, il confine lungo il fiume Danubio che segnava il limite nord-orientale dell’Impero romano.

Secondo quanto riferito dal team, i reperti romani rinvenuti nel sito, tra cui equipaggiamento militare, fibule e recipienti di ceramica, indicano che la torre fu eretta alla fine del II secolo d.C. e utilizzata nel III secolo d.C.

Secondo Marko Dizdar , dell’Istituto e responsabile della ricerca sugli scavi, la torre risale al periodo di pressione sul limes e l’epoca della guerra marcomannica, quando era necessario proteggere ulteriormente il confine sul Danubio.

Durante le guerre marcomanniche (circa dal 166 al 180 d.C.), i soldati romani sotto la guida dell’imperatore Marco Aurelio combatterono contro diversi popoli, tra cui i Marcomanni germanici che vivevano a nord del Danubio e i Sarmati, un popolo nomade originario di quella che oggi è la Russia meridionale e che in seguito si diffuse nell’Europa centrale e orientale.

Le guerre marcomanniche spinsero i Romani a costruire accampamenti, castra, a Sotin e Ilok, nell’attuale Croazia orientale. La torre di guardia recentemente riportata alla luce, nel villaggio di Mohovo, faceva probabilmente parte di un’operazione di difesa del limes danubiano.

“La torre di guardia fu costruita in una posizione strategica, in uno dei punti di attraversamento del Danubio”, ha detto Dizdar. “Da questa posizione, si poteva controllare visivamente un’ampia area, ed era anche protetta su tre lati da profondi burroni naturali.”

Dizdar ritiene che la torre probabilmente aveva una comunicazione visiva con le torri di guardia vicine, distanti tra 2 e 3 chilometri, e molto probabilmente, diversi soldati erano di stanza lì, e in caso di pericolo avvisavano le torri di guardia e le guarnigioni vicine di Ilok e Sotin, che si trovano a circa 12 chilometri di distanza.

Gli archeologi hanno scoperto inizialmente il sito della torre di guardia, insieme a circa altri 10 siti, durante le indagini sul campo nella Croazia orientale nel 2003, 2013 e dal 2020 al 2023. Questi siti sono stati datati tra il II e la fine del IV secolo d.C. e la loro posizione, lungo le rive elevate del Danubio, ha suggerito che si trattasse di fortificazioni, anche se inizialmente non se ne avevano notizie con certezza.

Nel 2020, le indagini geomagnetiche, una tecnica non invasiva che mappa le anomalie magnetiche sotterranee, hanno rivelato che i siti probabilmente contenevano i resti di torri di guardia e fortificazioni più piccole. Infine, nel 2024, indagini a Mohovo hanno confermato questa ipotesi e, recentemente, è stato condotto uno scavo più ampio.

La torre di guardia di Mohovo era larga circa 40 metri per 30 ed era ben difesa: era protetta da un sistema di profondi fossati e da una palizzata di legno e, al centro, era presente un edificio in legno: attraversare tali fossati dal lato dell’attaccante, secondo Dizdar, era molto impegnativo e dava ai soldati romani abbastanza tempo per una difesa più efficace.

La torre di avvistamento ha attraversato almeno tre diverse fasi di costruzione, suggerendo che necessitasse di riparazioni e ammodernamenti. Nel IV secolo d.C., fu probabilmente sostituita da un forte più piccolo con una torre e i prossimi scavi indagheranno su questa transizione.

A quel tempo, i Romani intrattenevano generalmente rapporti commerciali con i Sarmati ma con l’arrivo delle tribù germaniche sul Danubio, la situazione cambiò e fu necessario garantire una maggiore protezione dei confini: secondo Dizdar, per questo motivo, a partire dal IV secolo, furono costruiti forti più grandi e il numero di soldati aumentò.

Lo scavo è parte di un’iniziativa volta a proteggere e includere i siti romani sul limes nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO  il ritrovamento di strutture risalenti all’Età del Rame, del Bronzo antico, del Ferro e persino al Medioevo, potrebbe contribuire all’inclusione come sito pluristratificato.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

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