domenica, 21 Aprile 2024
Archeologia&Dintorni

LA SANGUINOSA CONQUISTA DELLE AMERICHE E IL SEGNO LASCIATO DAL GENOCIDIO

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Vi presento una riflessione storica frutto della lettura di un editoriale della rivista In Defense of Marxism; mi spiace per i lettori che si aspettano solo notizie di archeologia ma questa scienza e la storia sono innegabilmente legate da un non poco sottile filo di convergenze.

Karl Marx ha scritto nel Capitale: “Se il denaro viene al mondo con una macchia di sangue congenita su una guancia, allora il capitale gocciola dalla testa ai piedi, da ogni poro, con sangue e fango“.

La conquista di Tenochtitlan”, dipinto anonimo del XVII secolo, conservata presso la Biblioteca del Congresso – Library of Congress

Questo passaggio è più rilevante se considerato nell’ambito della sanguinosa storia dello stupro dell’America da parte delle nazioni europee, in particolare Inglesi, al nord, e Spagnoli, al sud.

La conquista delle Americhe da parte della Spagna è uno degli episodi più spaventosi intrisi di sangue negli annali della storia umana. Analizzandola, diversi studiosi, affrontano in profondità affascinanti questioni: il carattere delle società americane prima della conquista spagnola, le ragioni del loro crollo e della conseguente conquista, nonché il ruolo della conquista nello sviluppo del capitalismo.

Quando gli spagnoli arrivarono per la prima volta in Messico, il paese ospitava uno stato fiorente con una popolazione di 22 milioni di abitanti. 80 anni dopo, la sua cultura fu distrutta, la sua economia in rovina e la sua gente ridotta in schiavitù. Il 90 per cento della popolazione aveva perso la vita, o massacrata dagli spagnoli e dai loro alleati, o per fame o malattie che decimavano intere comunità.

Questo è stato un genocidio su scala orrenda: gli spagnoli imperversarono nel paese, bruciando, massacrando e schiavizzando, portando davanti a loro lo stendardo della croce cristiana, massacrando sistematicamente uomini, marchiando sul volto donne e bambini poi venduti come schiavi.

L’ultimo capo azteco, Cuauhtémoc, fu torturato con il fuoco per rivelare dove fosse l’oro, e poi impiccato quando gli spagnoli non trovarono la quantità d’oro che si aspettavano. La vasta e fiorente città lacustre di Tenochtitlan fu incendiata, saccheggiata e distrutta.

Pizarro

Le attività distruttive degli spagnoli ridussero, quindi, un popolo, un tempo orgoglioso, in una condizione abietta di servitù e disperazione. La loro schiavitù fisica era accompagnata da demoralizzazione, malattie, depressione e alcolismo. Ma il genocidio dei nativi americani non si è fermato allo sterminio fisico, comportò anche un tentativo di distruggere la loro arte, religione e cultura.

Dopo che i conquistadores ebbero schiavizzato gli Aztechi con il fuoco e la spada, le orde di sacerdoti fanatici scesero su di loro come predatori affamati, avidi di anime prigioniere. Per sradicare ogni traccia della cultura nativa, costruirono chiese cristiane sui resti delle loro piramidi e dei caratteristici centri di culto e opere d’arte inestimabili vennero, dunque, fuse in lingotti d’oro o trasformate in enormi reliquie cristiane di scarso o nessun valore estetico.

Oggi, diverse chiese spagnole conservano pomposi manufatti in oro, dallo scarso valore artistico, contenenti più o meno false reliquie, per lo più risalenti al periodo della conquista delle Americhe che potrebbero essere serviti a impressionare la popolazione sulla bontà dell’opera colonizzatrice, sacrificando milioni di uomini, donne e bambini sul mostruoso altare del Capitale, travestito da prete cattolico.

conquista delle americheGli Spagnoli non avevano il monopolio della violenza e della crudeltà in quei tempi bui. Il periodo dell’accumulazione primitiva delle ricchezze è pieno di storie terribili di sfruttamento, vile oppressione, schiavitù e omicidi di massa perpetrati da europei “civilizzati” di diverse nazioni in diversi luoghi del mondo.

L’oro che veniva estratto dagli schiavi nelle miniere d’oro di quello che era conosciuto come il Nuovo Mondo, non salvò la Spagna imperiale. Ha aiutato a distruggerla dall’interno delle sue viscere e fu soppiantata dall’Inghilterra, la più massiva potenza marittima, che in meno di un secolo acquisì il monopolio del commercio e della manifattura mondiali.

La ricchezza creata dal sangue, dal sudore e dalle lacrime di generazioni di schiavi e lavoratori è entrata come parte integrante del capitale, utilizzato per alimentare una delle più grandi rivoluzioni della storia umana: la rivoluzione industriale. E da quella fornace ardente è uscito il proletariato moderno, la classe destinata a espropriare gli espropriatori, ma questo è un altro discorso…

Oggi possiamo piangere per il destino dei Maya, degli Aztechi e degli Incas e lo scempio perpetrato dalla conquista delle Americhe. Il loro contributo alla cultura e alla civiltà umana è immortale e, nonostante il vandalismo dei conquistadores, non sarà mai dimenticato.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: In Defense of Marxism

In copertina: La captura de Atahualpa, Juan Lepiani

Aztechi

2 pensieri riguardo “LA SANGUINOSA CONQUISTA DELLE AMERICHE E IL SEGNO LASCIATO DAL GENOCIDIO

  • Roberto Mimmi

    un articolo degno di riflessione e certamente parte indiscussa di storia,archeologia e di cultura

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    • Daniele Mancini

      Caro Roberto, molta riflessione, grazie per leggermi!

      Rispondi

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