IN UNA NECROPOLI ARCAICA, INDIVIDUATA LA TOMBA DELLA DAMA COL DIADEMA ROVESCIATO, AKRAEPHIA, GRECIA
Importanti ritrovamenti sono emersi durante uno scavo di emergenza condotto dall’Eforato delle Antichità di Ftiotide ed Euritania, nei pressi del Lago Kifisida (Kopais), in Beozia, 6 km a nord del Santuario di Apollo Ptoios e dell’antica Akraephia. Lo scavo di emergenza è stato avviato durante i lavori di costruzione di un parco fotovoltaico.
Sono stati portati alla luce una necropoli risalente al Periodo arcaico e classico e resti architettonici di un insediamento fortificato della stessa epoca. Il sito è contrassegnato sulle vecchie mappe come “Spitia-Katavothra”. La necropoli è organizzata in gruppi ed è costituita da tombe a fossa, sepolture a cremazione e tombe coperte da tegoloni. Gli scavi sono in corso, ma dalle quaranta tombe esaminate finora, è evidente che gli abitanti di questo insediamento lacustre erano proprietari terrieri di elevato status sociale e ricchezza.
Particolarmente suggestiva è la Tomba della Dama con il Diadema Capovolto, datata alla seconda metà del VII secolo a.C. La sepoltura fa parte di un gruppo di tre tombe a fossa e secondo le analisi preliminare dei resti dentali, la sepoltura della nobildonna appartiene a una donna adulta che aveva tra i 20 e i 30 anni al momento della morte. Un elaborato diadema in bronzo è stato rinvenuto accuratamente adagiato sul suo capo. Il diadema è a fascia e presenta una grande rosetta al centro della fronte a forma di sole, a simboleggiare l’alto status e l’autorità della donna.

Il diadema è stato realizzato con la tecnica dello sbalzo e presenta coppie di leoni araldici affrontati, uno maschile e uno femminile, che simboleggiano fortemente il potere e l’autorità reali. Tuttavia, il diadema è stato trovato capovolto, con i leoni in posizione supina e l’ornamento di battaglia in basso. Nel simbolismo moderno, una corona reale capovolta simboleggia l’abdicazione o la caduta di un monarca e, in ogni caso, rappresenta la perdita di potere e status.

La sepoltura della nobildonna è cronologicamente collocata nel contesto sociopolitico di transizione della metà del VII secolo a.C., un periodo in cui la tradizionale monarchia ereditaria della Grecia antica stava crollando e l’ascesa delle élite aristocratiche stava portando al predominio dell’oligarchia e del governo aristocratico nel periodo successivo. L’alta carica, il prestigio e la ricchezza della donna sono testimoniati dalla ricchezza del corredo funerario.
Questo include due grandi fibule di tipo beotico con motivi geometrici equestri incisi, una collana con un grande pendente a forma di vaso, vaghi di perle di osso e avorio, vaghi di perle di ambra, rosette laminate, orecchini in bronzo, bracciali e anelli a spirale indossati su ogni falange.

Nello stesso gruppo di tombe della Necropoli di Akraephia è stata rinvenuta la sepoltura di una bambina di circa quattro anni, coronata da un diadema bronzeo con rosette incastonate. Anche questa sepoltura risale al Primo periodo arcaico ed era riccamente ornata di gioielli simili a quelli della nobildonna, il che potrebbe indicare un legame di parentela tra le due.
Anche altre tombe hanno restituito reperti significativi, come una sepoltura femminile della metà del VI secolo a.C., accompagnata da una kylix di tipo “Siana” con raffigurazione di galli e un’oinochoe trilobata decorata con creature mitologiche e il dio Hermes raffigurato come “Psicopompo”. Tra i reperti della necropoli figurano anche oblunghi contenitori in bronzo con bugne, ceramiche a figure nere e a vernice nera riconducibili all’Officina Ceramica di Akraephia.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Ministero della Cultura


