giovedì, 17 Settembre 2026
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RADIOCARBONIO CONFERMA L’ANTICHITA’ PRECOLOMBIANA DEL CODICE TONALÁMATL DI AUBIN

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Nuove analisi scientifiche hanno confermato che il Codice Tonalámatl di Aubin, un importante manoscritto divinatorio della Cultura mexica, risale a prima della conquista spagnola, e i ricercatori propongono il 1494 come anno di produzione più probabile.

La datazione al Carbonio-14 ha fornito nuovi riscontri sul manoscritto fu creato alla fine del XV secolo, risolvendo un dibattito di lunga data sull’autenticità del codice, se doveva essere di epoca precolombiana o se prodotto durante il periodo coloniale.

Baltazar Brito Guadarrama, direttore della Biblioteca Nacional de Antropología e Historia (BNAH), ha affermato che l’analisi scientifica indica che il manoscritto non è stato prodotto prima del 1450 circa. Tenendo conto dell’intervallo di date fornito dalla datazione al radiocarbonio, i ricercatori hanno proposto il 1494 come data più probabile, rendendolo, scientificamente. un unico rilevante manoscritto precolombiano.

Il progetto di datazione è stato realizzato grazie alla collaborazione tra la BNAH e l’Università del Colorado Boulder negli Stati Uniti. I ricercatori propongono il 1424 come data più probabile per l’acquisizione o la preparazione del materiale grezzo del manoscritto, con il codice stesso prodotto successivamente verso la fine del XV secolo.

Lo studio ricostruisce anche cosa potrebbe essere accaduto al manoscritto dopo la conquista spagnola.

Originariamente associato alla divinazione e all’interpretazione del destino, il codice sembra aver continuato a circolare clandestinamente durante l’era coloniale, quando i manoscritti religiosi indigeni erano soggetti alla soppressione da parte delle autorità spagnole.

In un capitolo che esamina la datazione al carbonio-14 del manoscritto tramite spettrometria di massa con acceleratore, Brito e gli archeologi dell’Università del Colorado, Gerardo Gutiérrez e William Taylor sostengono che il codice potrebbe essere stato deliberatamente nascosto in un periodo compreso tra il 1614 e il 1648.

Si ritiene che lo storico e antiquario italiano Lorenzo Boturini sia venuto a conoscenza della sua esistenza e l’abbia acquisita intorno al 1740. I ricercatori ipotizzano che l’Aubin Tonalámatl sia entrato nel periodo coloniale come testo religioso proibito.

Il suo occultamento potrebbe quindi rappresentare qualcosa di più di un semplice tentativo di preservare un antico manoscritto. Secondo lo studio, tenere il codice nascosto alle autorità spagnole può essere interpretato come una forma di resistenza indigena al sistema religioso imposto in seguito alla conquista.

La sua continua conservazione ha potenzialmente contribuito a preservare elementi della visione del mondo precolombiana per circa due secoli dopo l’inizio del dominio spagnolo.

La vera età del codice era stata in precedenza oggetto di notevole incertezza. Alcuni studiosi lo avevano considerato una copia approssimativa del Codex Borbonicus, un altro importante manoscritto mesoamericano, mentre altri avevano ipotizzato che si trattasse di un’imitazione di epoca coloniale.

Alcune caratteristiche artistiche hanno inoltre complicato gli sforzi per stabilirne le origini, tra cui la raffigurazione del glifo del “fiore” e la stratificazione dei colori all’interno dei suoi pittogrammi.

Le nuove analisi del radiocarbonio forniscono ora un supporto scientifico per collocare la sua produzione con certezza nel periodo preispanico.

Il volume, di recente pubblicazione, raccoglie le ricerche di 16 specialisti in fisica, chimica, biologia, archeologia e storia. Pubblicato congiuntamente dal Ministero della Cultura messicano, tramite l’INAH, e dall’Università Nazionale Autonoma del Messico, il libro è nato da un simposio tenutosi nel 2023 presso il Museo Nazionale di Antropologia e l’Istituto di Ricerca Storica.

Oltre ai risultati della datazione al carbonio, i ricercatori esaminano la provenienza dei materiali utilizzati per la fabbricazione del codice, le origini e la composizione dei suoi pigmenti e le tracce di  alterazioni o correzioni apportate durante la creazione del manoscritto.

Il volume esamina inoltre le rappresentazioni delle divinità e confronta il manoscritto con il Codex Borbonicus, che presenta analogie per quanto riguarda i temi religiosi e divinatori e le tradizioni pittografiche. Il Codice Aubin Tonalámatl è costituito da 18 fogli di carta amatl, ciascuno dei quali misura circa 24 per 27 centimetri.

I fogli formano una striscia continua lunga circa 4,86 ​​metri, piegata a fisarmonica per creare un manoscritto: a differenza di altri manoscritti simili, la sua carta amatl non presenta il rivestimento noto come chimaltizatl.

I suoi pittogrammi riportano informazioni legate al tonalpohualli, il sacro ciclo calendariale di 260 giorni utilizzato nel Messico centrale e raffigurano divinità e altri simboli associati ai successivi periodi di 13 giorni all’interno di tale ciclo.

Le nuove inormazioni fornite con la datazione rafforzano sostanzialmente l’ipotesi che queste immagini siano state prodotte prima della conquista spagnola, rendendo l’Aubin Tonalámatl un’importante testimonianza delle tradizioni religiose, calendariali e divinatorie del Messico precolombiano.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: INAH

 

MEXICA

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