lunedì, 13 Luglio 2026
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STELE MAYA RINVENUTA A EL PALMAR, MESSICO, RIVELA LA PIÙ ANTICA DATA DEL CALENDARIO MAYA

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Gli archeologi dell’Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) che stanno conducendo scavi nell’antica città maya di El Palmar, nella provincia di Campeche, hanno identificato quella che si ritiene essere la più antica data del Calendario del Lungo Computo mai documentata nelle pianure maya, gettando nuova luce sulle origini e la longevità di una delle più antiche dinastie reali della regione.

  La scoperta si concentra sulla Stele 46, una monumentale pietra scolpita rinvenuta all’interno di un complesso architettonico a sud-ovest del Gruppo Principale di El Palmar. I ricercatori hanno stabilito che il monumento riporta la data del Lungo Computo 8.7.1.0.0, corrispondente al 180 d.C., oltre un secolo prima della più antica iscrizione del Lungo Computo finora conosciuta nelle pianure Maya.

Grazie all’utilizzo di tecniche avanzate di fotogrammetria e scansione 3D ad alta risoluzione, i ricercatori sono riusciti a decifrare iscrizioni erose che in precedenza risultavano difficili da studiare. La nuova data è stata rinvenuta ben prima della famosa iscrizione sulla Stele 29 di Tikal, in Guatemala, che riporta l’anno 292 d.C. ed è stata a lungo considerata la data più antica del Lungo Computo nella regione Maya.

Secondo i ricercatori, la dinastia di El Palmar è una delle più longeve delle pianure Maya, essendo sopravvissuta dal periodo Preclassico Terminale (300 a.C.-250 d.C.) al periodo Classico Terminale (800-950 d.C.).

Oltre al suo significato cronologico, la Stele 46 raffigura anche un sovrano adornato con un elaborato copricapo di piume mentre tiene in mano quella che sembra essere la testa di un giaguaro, un animale strettamente associato all’oltretomba e dotato di un forte significato simbolico nei sistemi di credenze Maya.

Il manufatto misura circa 2,96 metri di altezza e presenta iscrizioni sui lati che riportano sia la data del Lungo Computo sia gli eventi legati alle cerimonie di incoronazione reale.

Sebbene la stele fosse già stato esaminato dagli studiosi in passato, l’intensa erosione e i limiti tecnologici degli studi precedenti avevano impedito una lettura completa delle sue iscrizioni. La nuova analisi, pubblicata sulla rivista Ancient Mesoamerica, propone che il sovrano commemorato sul monumento fosse un re provvisoriamente identificato come Ajaw K’al Ubaah, che si ritiene sia salito al trono nel 131 d.C.

I ricercatori ritengono che il monumento sia stato eretto 49 anni dopo l’ascesa al trono del sovrano, probabilmente nell’ambito di una cerimonia per celebrare il suo regno.

Ulteriori trecce archeologiche avvalorano la datazione antica del monumento: gli scavi nel Gruppo Arcos di El Palmar hanno portato alla luce materiali risalenti al periodo Preclassico Terminale, compatibile con l’epoca in cui fu eretta la Stele 46.

Il team ha inoltre esaminato la Stele 20, un monumento risalente al VI secolo d.C. circa, che contiene informazioni sulle origini della dinastia regnante di El Palmar e sembra corroborare i dettagli registrati sulla Stele 46.

La stele 45, ora conservata nel Museo di Archeologia Maya a Fort San Miguel, riporta la data del Lungo Computo 8.15.5.8.11, equivalente al 342 d.C., e conserva testimonianze relative alla successione reale durante il IV secolo.

Nel loro insieme, i monumenti suggeriscono che i primi governanti di El Palmar possedevano l’autorità politica e le risorse economiche necessarie per fondare e mantenere una potente dinastia. La loro influenza si riflette non solo nella commissione di stele e altari, ma anche in importanti progetti architettonici in tutto il sito.

Tuttavia, come la Stele 46, anche la Stele 45 ha subito una notevole erosione, che ha lasciato molte delle sue iscrizioni danneggiate o incomplete. Alcuni dei glifi sopravvissuti potrebbero riferirsi a un sovrano di nome Tz’u Chak Ahk, sebbene le prove rimangano inconcludenti.

Il gruppo di ricerca più ampio del PAEP comprende Adriana Velázquez Morlet, direttrice del Centro INAH Campeche; l’epigrafista Octavio Esparza Olguín dell’Università Nazionale Autonoma del Messico; l’iconografo Daniel Salazar dell’organizzazione archeologica francese Archaïos; l’archeologa indipendente Luz Evelia Campaña.

L’esplorazione di El Palmar è tuttora in corso. Il sito archeologico non è attualmente aperto al pubblico.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: INAH

 

Calendario maya

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