NUOVE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NELL’ANTICO CENTRO DI TOLLAN XICOCOTITLAN, TULA, MESSICO
Durante un’operazione di recupero archeologico alla periferia dell’antica città di Tollan Xicocotitlan, presso Tula, nello stato di Hidalgo, nel Messico centrale, gli archeologi dell’ Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) hanno riportato alla luce i resti di un edificio tolteco, due lastre in pietra scolpite e le sepolture di sei bambini.
I ritrovamenti sono stati effettuati dagli archeologi dell’INAH durante gli scavi legati alla costruzione di un impianto di depurazione delle acque nel comune di Tula de Allende, a circa 100 metri dal confine della Zona Archeologica di Tula.
Gli scavi hanno portato alla luce i resti di un edificio monumentale, noto come Struttura II, di circa 40 per 80 metri. Gli archeologi ritengono che risalga al XII secolo d.C., un periodo successivo all’apice della Civiltà tolteca, quando le comunità continuavano a insediarsi intorno all’antica capitale e ne adottavano le tradizioni architettoniche e religiose per rafforzare la propria identità.
La struttura era decorata con raffigurazioni di chalchihuites, perle di pietra verde associate a ricchezza, status sociale e autorità politica, e ha restituito due bassorilievi in pietra incisi che si ritiene facessero originariamente parte della Piramide B, il Tempio di Tlahuizcalpantecuhtli, famoso per le sue imponenti statue di guerrieri atlantidei.
Un rilievo raffigura la divinità Tlahuizcalpantecuhtli, il dio tolteco della Stella del Mattino con un aspetto di Quetzalcoatl, mentre il secondo presenta un motivo felino identico a quelli rinvenuti sulla Piramide B. Secondo l’archeologo Luis Gamboa Cabezas, i ritrovamenti indicano che le comunità che vivevano al di fuori del centro cerimoniale di Tula si appropriarono dei simboli del potere tolteco man mano che l’influenza della città declinava.Il bassorilievo felino risolve anche un annoso quesito archeologico. Precedenti scavi presso la Piramide B avevano permesso di portare alla luce incisioni di coyote e felini che decoravano un solo lato del monumento. La pietra appena scoperta, scolpita con un felino rivolto nella direzione opposta, suggerisce che la processione decorativa si estendesse originariamente lungo l’intera piramide.
Oltre ai resti architettonici, gli archeologi hanno recuperato una variegata collezione di reperti risalenti al periodo compreso tra il 1100 e il 1521 d.C., tra cui vasi in ceramica, piatti, perle di conchiglia, fusi, sigilli, punteruoli in osso e numerose statuette. Tra i ritrovamenti più significativi figurano frammenti raffiguranti un canide dipinto di blu con indosso un copricapo cerimoniale e parte di un vaso decorato con un serpente piumato.
Gli scavi hanno portato alla luce anche diverse sepolture umane, tra cui i resti di sei bambini di età compresa tra uno e sei anni, che sembrano essere stati sepolti contemporaneamente sotto il pavimento di una casa come parte di un’offerta rituale. I ricercatori hanno inoltre recuperato un punteruolo di rame che corrisponde ai segni di raschiatura trovati su una mandibola umana, ipotizzando che fosse utilizzato in pratiche rituali di scuoiatura.
La zona ha già dato luogo a importanti scoperte in passato: le indagini archeologiche del 2018 hanno portato alla luce 23 teschi umani che mostravano segni di modellamento cranico e modificazioni dentali intenzionali, pratiche associate ai membri dell’élite della società precolombiana, rafforzando il significato cerimoniale del sito.Il sito si trova nella pianura alluvionale del fiume Tula e tutti i reperti vengono accuratamente conservati e catalogati nelle collezioni dell’INAH. Le immagini scolpite saranno trattate per preservare lo stucco e le decorazioni dipinte originali, mentre i resti architettonici saranno documentati, stabilizzati e deposti nuovamente sotto strati protettivi di geotessuto e terra.
INAH ha inoltre raggiunto un accordo con la Commissione statale per l’acqua e le fognature di Hidalgo per limitare lo sviluppo al di sopra del sito a costruzioni a basso impatto ambientale e per garantire la protezione dei resti toltechi sepolti.
Gli archeologi affermano che le scoperte rivelano che la zona archeologica protetta di Tula rappresenta solo una piccola parte dell’originario sito precolombiano, sottolineando la necessità di un monitoraggio archeologico nei progetti infrastrutturali per la continua tutela del patrimonio culturale del Messico.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: INAH


