TOMBA DI ALTO FUNZIONARIO DELL’ANTICO REGNO RINVENUTA NELLA NECROPOLI DI BUBASTEION, SAQQARA
Una missione archeologica egiziana, operante nella necropoli di Bubasteion a Saqqara, ha portato alla luce la tomba di un alto funzionario dell’Antico Regno, insieme a una vasta rete di pozzi funerari contenenti resti umani, oggetti funerari e altri reperti archeologici.
Le scoperte sono state effettuate durante la prima campagna di scavi della missione nell’area a ovest del Bubasteion, presso il sito archeologico di Saqqara.
Secondo il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano, gli scavi hanno portato alla luce la tomba di un funzionario di nome Sakhnetio-Btah, risalente all’Antico Regno, nonché un complesso sistema di pozzi funerari interconnessi contenenti numerose sepolture e manufatti di periodi successivi.
I ritrovamenti forniscono ulteriori prove dell’importanza funeraria e archeologica dell’area e indicano che il sito è stato ripetutamente utilizzato e adattato in diversi periodi della storia dell’antico Egitto.
Secondo gli archeologi, gli scavi hanno dimostrato l’importanza storica e funeraria della necropoli di Bubasteion e il suo utilizzo continuativo nel corso delle epoche e le nuove scoperte rappresentano un importante contributo scientifico alla comprensione della storia e dello sviluppo del sito e sottolineano l’importanza di proseguire gli scavi e la ricerca archeologica nella zona.
Hisham El-Leithy, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, ha affermato che il lavoro è stato condotto nell’ambito di un programma scientifico completo che comprende scavi precisi e documentazione stratigrafica, documentazione architettonica e fotografica, digitalizzazione, studi archeologici e linguistici e analisi scientifiche comparative.
Questi metodi hanno permesso agli archeologi di interpretare i ritrovamenti nel loro contesto storico e di ricostruire lo sviluppo architettonico e cronologico della tomba e delle strutture circostanti.
Tra le scoperte più significative figurano i resti della cappella funeraria della tomba, tra cui una falsa porta ancora in situ. Gli archeologi hanno rinvenuto un corredo completo di oggetti rituali funerari in alabastro collocati davanti alla falsa porta. La collezione comprende un tavolo per le offerte, uno strumento per le offerte, un bacino per la purificazione, un vaso e una stuoia. Gli oggetti recano iscrizioni geroglifiche che riportano il nome e i titoli del proprietario della tomba.
Poiché gli oggetti sono rimasti nelle loro posizioni originali all’interno della cappella funeraria, i ricercatori possono utilizzarli per ottenere una comprensione più chiara dei rituali e delle pratiche religiose associate alla sepoltura durante l’Antico Regno.
Le iscrizioni geroglifiche sulla falsa porta e sugli oggetti funerari hanno inoltre permesso agli archeologi di identificare diversi titoli di Sakhnetio-Btah. Secondo la missione, questi incarichi includevano posizioni legate all’amministrazione reale, come ciambellano reale, sovrintendente di tutte le opere del re, sovrintendente dei documenti reali, custode dei segreti reali, sacerdote della dea Maat e sovrintendente della biblioteca.
I titoli indicano che il proprietario della tomba occupava una posizione di rilievo nella gerarchia amministrativa dell’Antico Regno ed era strettamente legato alla corte reale.
Gli scavi effettuati in altre zone della regione hanno portato alla luce un sistema interconnesso di pozzi funerari contenenti numerose sepolture umane e notevoli quantità di cartonnage funerario decorato.
Sono state inoltre rinvenute più di 100 statuette ushabti, insieme a tre sepolture in pietra ritrovate nella loro posizione originale, una figura in legno a forma di falco e una variegata collezione di ceramiche e altro materiale archeologico.
Amr El-Tayeb, direttore generale dell’area archeologica di Saqqara e capo della missione archeologica, ha affermato che il materiale fornisce ai ricercatori importanti prove per lo studio delle usanze funerarie e delle pratiche sepolcrali, in particolare durante il Periodo Tardo dell’Egitto.
Le scoperte potrebbero inoltre aiutare gli archeologi a ricostruire come la tomba dell’Antico Regno e l’area circostante siano state riutilizzate per le sepolture nei periodi successivi.
Le indagini preliminari indicano che diverse fosse funerarie furono saccheggiate nell’antichità. Gli archeologi hanno individuato passaggi e alterazioni che si ritiene siano stati creati da antichi ladri di tombe che si spostavano tra le strutture funerarie.
Nonostante i saccheggi avvenuti in passato, gli archeologi affermano che il materiale sopravvissuto conserva un notevole valore archeologico e scientifico e potrebbe fornire nuove informazioni sull’organizzazione interna della necropoli e sulle successive fasi del suo sviluppo.
La missione egiziana continua a documentare, analizzare e studiare le scoperte, effettuando anche confronti con materiale archeologico recuperato da altri siti in tutto l’Egitto. Si prevede che i risultati saranno sottoposti a ulteriori ricerche specialistiche prima di essere preparati per la pubblicazione su una rivista scientifica.
Gli archeologi continueranno inoltre gli scavi nell’area, dove le prime evidenze suggeriscono che ulteriori strutture, sepolture e manufatti potrebbero trovarsi sotto la sabbia.
Le ultime scoperte si aggiungono a un crescente numero di tracce che dimostrano la straordinaria longevità di Saqqara come sito funerario. Utilizzata in diversi periodi della storia egizia, la vasta necropoli continua a fornire agli archeologi nuove informazioni sulle tradizioni funerarie dell’antico Egitto, sull’amministrazione e sul mutevole trattamento degli spazi sacri.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Ministero del Turismo e delle Antichità


