INDIVIDUATO INSEDIAMENTO TARDO ROMANO CON STRUTTURE E MOSAICI A ÖRENŞEHIR, TURCHIA
Gli archeologi ministeriali che stanno effettuando scavi in un sito nel quartiere di Örenşehir a İncesu, nella provincia turca di Kayseri, hanno portato alla luce nuovi pavimenti a mosaico e resti architettonici risalenti al periodo romano e paleobizantino.
Gli scavi archeologici a Örenşehir hanno portato alla luce superfici a mosaico e resti strutturali risalenti al periodo imperiale romano e alla successiva era paleobizantina. Le evidenze emerse dagli scavi indicano che il complesso ha attraversato diverse fasi di costruzione e occupazione, a testimonianza della lunga storia di insediamento in questa parte dell’Anatolia centrale.
Nell’antichità, la regione occupava una posizione geografica strategica, trovandosi tra i principali insediamenti e le vie di comunicazione che attraversavano l’Anatolia. Le architetture e i mosaici recentemente riportati alla luce stanno fornendo agli archeologi ulteriori informazioni sullo sviluppo e sulle caratteristiche dell’insediamento durante i periodi romano e bizantino.
La struttura a mosaico di Örenşehir è stata ufficialmente designata come sito archeologico di importanza nazionale per la sua importanza culturale e storica. Secondo le autorità locali, si tratta della più grande struttura a mosaico finora scoperta nell’Anatolia centrale. I pavimenti superstiti forniscono importanti testimonianze dell’artigianato musivo e delle tradizioni architettoniche della regione durante la tarda antichità.
Gli scavi proseguono per determinare l’intera estensione del complesso e stabilire la funzione delle sue singole strutture. Ulteriori indagini potrebbero inoltre aiutare gli archeologi a comprendere come il sito si sia sviluppato attraverso successive fasi di occupazione e quale fosse il suo rapporto con il più ampio contesto insediativo.
Le scoperte arricchiscono il vasto patrimonio archeologico dell’Anatolia romana e bizantina, dove secoli di insediamenti hanno lasciato un ricco patrimonio architettonico e artistico.
Il Comune metropolitano di Kayseri sta collaborando con il Ministero della Cultura e del Turismo turco per adottare misure di protezione contro i resti recentemente venuti alla luce. I progetti prevedono anche la copertura dello scavo per proteggere i mosaici e gli elementi architettonici dai danni ambientali.
Le autorità stanno anche valutando la possibilità di realizzare strutture per i visitatori, in modo che il sito possa essere aperto al pubblico, garantendo al contempo la conservazione a lungo termine dei reperti archeologici, ma anche la possibilità di collegare gli scavi con il Museo Civico di İncesu, dove i reperti recuperati durante le indagini archeologiche potrebbero essere esposti.
Il progetto si inserisce in un più ampio sforzo volto a promuovere il turismo culturale e a sensibilizzare l’opinione pubblica sul patrimonio archeologico di Kayseri.
Kayseri occupa un’area di importanza storica nell’Anatolia centrale, abitata da numerose culture e civiltà nel corso dei millenni. La regione più ampia contiene testimonianze archeologiche associate ai periodi ittita, romano, bizantino e selgiuchide, tra gli altri.
Le scoperte a Örenşehir aggiungono un ulteriore tassello a questa storia e mettono in luce il potenziale archeologico di siti al di là dei monumenti antichi più noti della provincia.
Gli scavi sono tuttora in corso e, man mano che gli archeologi esploreranno aree del complesso mai scoperte prima, verranno alla luce ulteriori architetture e composizioni a mosaico.
I continui ritrovamenti a Örenşehir contribuiscono a delineare un quadro più chiaro dell’occupazione romana e paleobizantina nell’Anatolia centrale, nonché delle dimensioni dell’antico insediamento sottostante l’odierna İncesu.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
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