venerdì, 23 Ottobre 2026
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IMPONENTI STRUTTURE ALTOMEDIEVALI CONTINUANO A VENIRE ALLA LUCE PRESSO POSAER BERG, GERMANIA

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Gli archeologi dell’Ufficio Statale per la Tutela del Patrimonio e l’Archeologia della Sassonia-Anhalt (Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie Sachsen-Anhalt), in collaborazione con l’associazione Zeitz per la promozione dell’archeologia e della ricerca storica, che lavorano sulla collina di Posa (Posaer Berg), vicino a Zeitz, in Sassonia-Anhalt, Germania, hanno portato alla luce nuove evidenze dell’esistenza di un castello altomedievale, di un imponente palazzo vescovile e di sofisticate infrastrutture appartenenti a un monastero benedettino.

Le ultime scoperte provengono dalla campagna di scavi del 2026 a Posaer Berg, dove le indagini archeologiche sono in corso dal 2017. La ricerca sta fornendo nuove informazioni su oltre 700 anni di attività nel sito.

Quest’anno i lavori si sono concentrati in particolare sui resti di un imponente complesso fortificato risalente al IX e X secolo. Estesa su oltre otto ettari, la fortezza occupava una collina in posizione strategica che dominava la pianura alluvionale del fiume White Elster.

Per la prima volta, gli archeologi hanno portato alla luce un’importante concentrazione di strutture altomedievali nella parte meridionale del cortile interno. Tra i ritrovamenti, spicca un tratto di muro largo circa 1,7 metri, che potrebbe essere appartenuto a una torre del castello del IX o X secolo.

I ricercatori ritengono che la torre fosse collegata a un muro difensivo che segnava il confine meridionale del cortile interno. In seguito a un incendio alla fine del X secolo, le fortificazioni sembrano essere state spostate più a sud, consentendo la costruzione di case sull’ex area difensiva. Gli scavi di queste strutture hanno portato alla luce grandi quantità di ceramica che potrebbero aiutare a stabilire una cronologia più precisa.

Le ricerche hanno inoltre rafforzato l’ipotesi che il castello sia diventato sede del vescovado di Zeitz durante il X secolo. Il vescovado fu istituito dall’imperatore Ottone I nel 968 nell’ambito della creazione dell’arcidiocesi di Magdeburgo.

Una delle strutture più significative è il palazzo vescovile, un edificio monumentale che si ritiene si ergesse su diversi piani. Largo circa 18 metri, finora ne sono stati riportati alla luce circa 30 metri, sebbene le sue dimensioni complete rimangano sconosciute.

In questa campagna di scavi, gli archeologi hanno individuato un muro orientato da nord a sud che divideva il seminterrato del palazzo. Un ambiente conservava un pavimento in massetto costruito sopra uno strato di ciottoli accuratamente preparato, a dimostrazione delle considerevoli risorse investite nella costruzione. È stata inoltre individuata un’ampia apertura nella parete meridionale.

Il palazzo presenta parallelismi architettonici con importanti complessi medievali a Paderborn, Goslar e Merseburg. La presenza di vetrate colorate, una caratteristica eccezionale per l’epoca, indica ulteriormente l’importanza del complesso episcopale.

Il monastero medievale, invece, è più grande di quanto si pensasse in precedenza. Gli scavi hanno inoltre trasformato la comprensione degli archeologi del monastero benedettino fondato a Posa nel 1114 dal vescovo Dietrico I di Naumburg.

In precedenza, i ricercatori ritenevano che il monastero terminasse al margine meridionale di un cortile pavimentato nel XVI secolo. Gli scavi hanno ora dimostrato che il complesso si estendeva considerevolmente più a sud e comprendeva un secondo cortile circondato da ulteriori edifici.

In quest’area è stato scoperto un piccolo edificio romanico di funzione incerta, mentre tra le strutture vicine sono emersi i resti di due impianti di riscaldamento ad aria calda del XIV secolo e un pavimento in massetto rosso di alta qualità.

Tra le scoperte più eclatanti spicca un tratto di una rara conduttura idrica in argilla del XIV secolo. Sono stati esaminati circa cinque metri della tubatura, che hanno rivelato sezioni realizzate con tubi di argilla cotta lunghi circa 70 centimetri e con un diametro di 12 centimetri. Le estremità standardizzate permettevano di unire le singole sezioni, sigillando i collegamenti con l’argilla.

Queste antiche condutture idriche in ceramica sono eccezionalmente rare e finora sono state documentate solo in un numero limitato di monasteri e castelli della Germania meridionale.

La scoperta si aggiunge alle prove dell’esistenza di un elaborato sistema di gestione idrica a Posa. Nel sito sono state rinvenute anche tubature in legno, mentre documenti scritti attestano un sistema di approvvigionamento idrico che si estendeva per oltre quattro chilometri già nel 1168.

Insieme ai sofisticati sistemi di riscaldamento, la conduttura appena scoperta mette in discussione le precedenti ipotesi secondo cui Posa avrebbe subito un graduale declino nel tardo Medioevo. Gli archeologi affermano invece che le prove materiali indicano investimenti continui e considerevoli risorse economiche.

Posa è oggi considerato uno dei siti monastici più ampiamente studiati dal punto di vista archeologico nella Germania centrale. Gli scavi proseguiranno a metà ottobre, con i ricercatori che si concentreranno sui resti altomedievali lungo il margine meridionale della roccaforte carolingia-ottoniana.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Landesamt

 

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