SCULTURE ROMANE E UN ELABORATO SISTEMA IDRICO VENUTI ALLA LUCE A CHARTRES, FRANCIA
Gli archeologi impegnati negli scavi di uno dei più grandi complessi religiosi della Gallia romana , a Chartres, hanno portato alla luce una collezione insolitamente ricca di sculture e rilievi, insieme a tracce di un elaborato sistema idrico che potrebbe aver avuto un ruolo negli antichi rituali.
Una nuova campagna di scavi presso il santuario di Saint-Martin-au-Val a Chartres, in Francia, ha portato alla luce una serie di rari reperti in un sito già considerato uno dei più importanti complessi religiosi romani sopravvissuti nel paese.
Tra i ritrovamenti più significativi figurano numerosi frammenti di statue e bassorilievi scolpiti, in quantità particolarmente significativa, rinvenuti intorno e all’interno di una grande vasca centrale. Gli archeologi ritengono che alcuni di essi raffigurino scene mitologiche e che un tempo facessero parte di elaborati gruppi scultorei che decoravano la facciata dell’edificio monumentale.Le scoperte sono state effettuate durante la campagna di scavi del 2026, ripresa quest’estate dopo una pausa di quattro anni. I ricercatori si stanno concentrando su un monumentale complesso di fontane associato a un edificio dedicato ad Apollo.
Inizialmente gli archeologi credevano che il bacino centrale fosse una struttura quadrata relativamente semplice. Gli scavi hanno invece rivelato una disposizione considerevolmente più sofisticata.
I ricercatori hanno inoltre individuato uno scarico o un troppopieno collegato alla piattaforma tramite una condotta. Nel complesso, queste caratteristiche indicano un sistema avanzato per il controllo dell’acqua, probabilmente progettato per creare uno spettacolo visivo attentamente studiato.
Gli scavi in corso hanno lo scopo di stabilire con precisione come la piattaforma, il bacino e le strutture architettoniche circostanti interagissero tra loro.
I ricercatori ritengono che i reperti potessero appartenere a gruppi scultorei posizionati lungo la facciata che si affaccia sulla vasca principale. La loro scoperta è particolarmente degna di nota a Chartres, dove le statue romane sopravvissute sono rare.
Questi ritrovamenti fanno seguito a precedenti scoperte a Saint-Martin-au-Val, che hanno dimostrato il notevole stato di conservazione del sito, tra cui sezioni di un antico soffitto ligneo sospeso.
Costruito tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C., il complesso religioso occupava più di 10 ettari a meno di un chilometro a sud del centro amministrativo e politico della città romana. Il suo tempio monumentale e i camminamenti ad esso collegati si estendevano su quasi otto ettari, mentre un portico che correva lungo il lato orientale incorporava diversi edifici aggiuntivi.
Il santuario sarebbe stato in grado di accogliere un gran numero di persone durante le principali celebrazioni civiche e religiose. A nord, sotto il podio di un edificio dedicato ad Apollo, gli archeologi hanno riportato alla luce una struttura di 655 metri quadrati contenente vasche e riccamente decorata con marmi e affreschi.
Il suo progetto architettonico si è finora rivelato insolito nel mondo romano, sebbene i ricercatori abbiano tracciato parallelismi con complessi di fontane monumentali.
Nel loro insieme, i ritrovamenti suggeriscono che l’acqua abbia svolto un ruolo architettonico di primo piano, e potenzialmente anche rituale, all’interno del santuario.
La campagna del 2026 fu avviata per approfondire tale possibilità. Gli archeologi si proposero di scavare completamente il bacino centrale ed esaminare il muro orientale della struttura, che in precedenza era stato portato alla luce solo parzialmente.
Le loro scoperte hanno già dimostrato che l’architettura era considerevolmente più elaborata del previsto. Ulteriori scavi dovrebbero chiarire la relazione tra la vasca e la piattaforma appena scoperta, nonché determinare se un tempo al suo centro sorgesse un elemento decorativo.
I ricercatori stanno inoltre ricostruendo il perimetro del muro di cinta orientale nel tentativo di comprendere le diverse fasi di costruzione e demolizione dell’edificio.
Saint-Martin-au-Val è stata oggetto di indagini archeologiche per oltre due decenni, che hanno ripetutamente portato alla luce testimonianze insolitamente ben conservate della vita nella Chartres romana.
Le sculture più recenti forniscono ora ai ricercatori un’ulteriore categoria di prove attraverso le quali ricostruire l’aspetto e la funzione religiosa del santuario.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Città di Chartres – Archeologia di Chartres


