lunedì, 11 Maggio 2026
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SU ANTICO PAPIRO, INDIVIDUATI VERSI PERDUTI DEL FILOSOFO EMPEDOCLE

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Una straordinaria scoperta negli archivi dell’Istituto francese di Archeologia orientale del Cairo ha permesso di individuare trenta versi inediti di Empedocle, il celebre filosofo greco di Agrigento (vissuto nel V sec. a. C.), profeta, taumaturgo, medico, poeta, oratore, offrendo uno sguardo senza precedenti sull’opera di uno dei pensatori più enigmatici dell’antica Grecia.

I versi sono stati identificati su un frammento di papiro di duemila anni fa da Nathan Carlig, papirologo dell’Università di Liegi: catalogato come P.Fouad inv. 218, il frammento è stato confermato come parte della Physica, un importante poema filosofico di Empedocle di Agrigento risalente al V secolo a.C.

Fino ad ora, la comprensione delle idee di Empedocle da parte degli studiosi si basava interamente su fonti indirette: citazioni frammentarie e interpretazioni conservate in opere successive di figure come PlatoneAristotele Plutarco . Il papiro appena scoperto, tuttavia, permette ai ricercatori di confrontarsi per la prima volta direttamente con le parole originali del filosofo.

Secondo Carlig, questo frammento permette di accedere a Empedocle senza il filtro degli autori successivi, le cui interpretazioni potrebbero essere parziali o di parte. In particolare, al momento si tratta dell’unica copia conosciuta della Physica, sebbene frammenti simili dello stesso rotolo siano conservati a Strasburgo.

I versi ritrovati esplorano temi centrali del pensiero di Empedocle, tra cui le teorie sugli effluvi particellari e sulla percezione sensoriale, con particolare attenzione alla vista. Gli studiosi che hanno analizzato il testo hanno scoperto sorprendenti connessioni con opere filosofiche successive. Tra queste, probabili fonti per alcuni passi degli scritti di Plutarco, nonché collegamenti con un dialogo di Platone e testi di Teofrasto, allievo di Aristotele.

Ulteriori echi delle idee di Empedocle sono stati individuati anche in contesti inaspettati, dalle commedie di Aristofane agli scritti del filosofo romano Lucrezio. Queste scoperte rafforzano l’ipotesi che Empedocle possa aver influenzato il pensiero atomista delle origini, anticipando filosofi successivi come Democrito.

Per illustrare l’importanza della scoperta, i ricercatori hanno proposto un’analogia moderna: è come se gli studiosi del futuro avessero conosciuto Victor Hugo solo attraverso frammenti e adattamenti sparsi, come Les Misérables o Notre-Dame de Paris , e poi improvvisamente avessero scoperto le pagine di un manoscritto originale.

I versi, insieme alla loro prima edizione, traduzione e commento critico, sono stati pubblicati in L’Empédocle du Caire, a cura di Nathan Carlig, Alain Martin e Olivier Primavesi.

Gli esperti descrivono la scoperta come parte di una più ampia rinascita nello studio dei testi antichi. Facendo eco alle ricerche di manoscritti degli umanisti rinascimentali, i papirologi moderni continuano a riportare alla luce opere perdute nascoste in archivi e collezioni, come recentemente accaduto con uno scritto di Archimede e il suo Palinsesto. Come ha osservato Carlig, questo impegno costante rappresenta un “secondo Rinascimento” per la letteratura antica.

Si prevede che i versi appena scoperti ridefiniranno la comprensione accademica della filosofia di Empedocle e forniranno nuove prospettive sul suo ruolo all’interno della più ampia tradizione del pensiero greco.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Università di Liegi

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