STUDIO EVIDENZIA DISEGUAGLIANZE ALIMENTARI NELL’EUROPA DEGLI ULTIMI 10.000 ANNI
Un nuovo studio della Simon Fraser University ha rilevato che nell’Europa degli ultimi 10.000 anni gli uomini probabilmente avevano un accesso migliore a cibi ricchi di proteine rispetto alle donne, evidenziando forti diseguaglianze alimentari.
La dieta è fondamentale per valutare le disuguaglianze sociali e sanitarie nel tempo, poiché riflette le disparità nell’accesso alle risorse, spesso legate a fattori socioeconomici e di genere

Analizzando campioni provenienti da oltre 12.000 scheletri rinvenuti in centinaia di siti in tutta Europa nell’arco di 10.000 anni, i ricercatori affermano che i risultati forniscono una solida prova delle disuguaglianze alimentari di genere, a lungo sospettate, nel corso della storia.
Secondo Michael Richards, docente di archeologia e autore principale dello studio, queste differenze potrebbero essere state in gran parte motivate da fattori culturali. In epoche precedenti, conferma Richards, le proteine animali erano energeticamente ‘costose’ da ottenere, mentre in epoche successive spesso comportavano costi monetari più elevati. Di conseguenza, è probabile che siano diventate un alimento di status più elevato e che venissero consumate preferibilmente dai maschi.
Pubblicato su PNAS Nexus, lo studio ha analizzato gli isotopi rinvenuti in 12.281 individui provenienti da 393 siti in Europa, risalenti fino a 10.000 anni fa. Gli isotopi sono marcatori chimici presenti nei resti umani che consentono ai ricercatori di ricostruire le diete del passato.
Gli isotopi dell’azoto riflettono la quantità di proteine animali consumate, mentre gli isotopi del carbonio indicano la quantità di alimenti di origine vegetale, come i cereali, ingeriti.
Per confrontare la disuguaglianza tra diverse regioni e periodi di tempo, i ricercatori hanno applicato un metodo derivato dall’economia, noto come rapporto interdecile. Il rapporto interdecile (o differenza interdecile) in statistica è un indice di dispersione che misura la variabilità o la disuguaglianza di una distribuzione: nel caso dello studio effettuato, questo approccio fornisce un metodo standardizzato per misurare le differenze nelle abitudini alimentari all’interno delle popolazioni.
Le società neolitiche mostrano diete omogenee a livello di popolazione, ma il consumo di proteine animali tende a differire tra uomini e donne. Come previsto, gli indici interdecili del carbonio dell’Età del Bronzo evidenziano una crescente disuguaglianza alimentare, probabilmente legata ai progressi agricoli e alle gerarchie sociali. Le disparità alimentari raggiungono il picco durante l’Antichità, sebbene il divario tra i sessi si riduca leggermente.
Questa analisi diacronica sulle diseguaglianze alimentari mette in luce le complesse interazioni tra dieta, strutture sociali e genere e fornisce un solido quadro di riferimento per studi comparativi sulle disuguaglianze sanitarie in archeologia.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Simon Fraser University


