lunedì, 13 Luglio 2026
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RESTI DI UNA BASILICA PALEOCRISTIANA PORTATI ALLA LUCE A ODERZO, ITALIA

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Gli archeologi di una società privata, coordinati dalla funzionaria della Soprintendenza,  Maria Cristina Vallicelli, hanno portato alla luce i resti di un’antica basilica paleocristiana nell’antica città romana di Opitergio, l’odierna Oderzo, nell’Italia nord-orientale, sotto il sito di un ex mercato del pesce rivelando quello che si ritiene essere il più antico luogo di culto cristiano conosciuto.

La scoperta è stata fatta durante gli scavi di archeologia preventiva per un progetto di sviluppo residenziale a Oderzo, nella regione Veneto. Il sito ha restituito estesi pavimenti a mosaico policromo, solide fondamenta in pietra e i resti di una basilica a tre navate risalente alla fine del IV o all’inizio del V secolo d.C.

Secondo i ricercatori, la struttura architettonica e i mosaici decorativi dell’edificio lo identificano come una chiesa paleocristiana, offrendo nuove prospettive sulla trasformazione religiosa della città durante gli ultimi secoli dell’Impero Romano.

Gli scavi sono iniziati nel novembre 2025, dopo che la Soprintendenza locale avevano ordinato un’indagine completa del sito, situato appena fuori dalle antiche mura cittadine. Precedenti scoperte nella zona circostante, tra cui fortificazioni bizantine, mosaici e sepolture, suggerivano che importanti resti archeologici potessero essere conservati sotto l’antico mercato.

La chiesa aveva una pianta rettangolare con tre navate orientate est-ovest. La maggior parte del pavimento a mosaico delle navate centrale e meridionale è rimasta intatta (con alcuni frammenti più piccoli nella navata settentrionale).

I colorati mosaici mostrano elaborati disegni geometrici e floreali, ottagoni intrecciati, cerchi con foglie d’acanto, edera e pannelli a rombo con croci. Una delle sezioni più suggestive presenta un enorme ottagono centrale con un nodo di Salomone circondato da un motivo ornamentale che ricorda un baldacchino cerimoniale.

Gli scavi hanno inoltre portato alla luce quattro sepolture immediatamente all’esterno del muro meridionale della chiesa. Tre delle tombe contenevano i resti di due individui sepolti insieme, un fatto raro, e nessuna presentava corredi funerari. I confronti più stretti sembrano essere quelli con le basiliche paleocristiane di Aquileia e Concordia Sagittaria, tra i principali centri del cristianesimo antico nell’Italia nord-orientale.

La scoperta arricchisce la lunga storia dell’antica Opitergio. Insediamento degli antichi Veneti nel X secolo a.C., fiorì sotto il dominio romano dopo la costruzione della Via Postumia, diventando una delle città più grandi dell’Italia settentrionale, con una popolazione stimata di 50.000 abitanti nel II secolo d.C.

Sebbene la città sia stata ripetutamente invasa da Visigoti, Unni e Ostrogoti durante la fase finale dell’Impero Romano d’Occidente, in seguito sembra essersi ripresa come centro amministrativo e religioso bizantino prima che i Longobardi la distruggessero nel 667 d.C.

Le autorità locali affermano che i resti archeologici saranno preservati nell’ambito del progetto di riqualificazione. Sono in fase di sviluppo diversi progetti architettonici per consentire ai visitatori di ammirare i mosaici e i resti della chiesa, integrare i nuovi complessi residenziali nel tessuto urbano esistente e creare uno spazio dedicato al turismo culturale.

 

Rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: LA Divina Cultura

 

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