PORTATO ALLA LUCE RICCO EQUIPAGGIAMENTO PER CAVALLI DA NECROPOLI VICHINGA, SYLTA, SVEZIA
Un team di archeologi dello Statens Historiska Museer di Stoccolma. ha portato alla luce, a Sylta, una rara collezione di equipaggiamento per cavalli dell’epoca vichinga, gettando nuova luce sull’importanza culturale e simbolica dei cavalli in quel periodo.
I ritrovamenti sono stati effettuati in una necropoli a Sylta, vicino a Köping, nella regione del Västmanland, nella Svezia centrale, durante uno scavo archeologico condotto nel 2021.
Il sito, un tempo sede di una fattoria dell’epoca vichinga e della relativa necropoli, ha restituito una concentrazione insolitamente ricca di reperti equestri. Dalle tombe sono stati recuperati oltre 500 oggetti in ferro legati all’equipaggiamento dei cavalli, tra cui finimenti finemente decorati, speroni, morsi e altri componenti di finimenti. Molti di questi oggetti si sono conservati in condizioni straordinariamente buone, nonostante siano rimasti sepolti per oltre 1.000 anni.
Gli archeologi ritengono che i cavalli venissero cremati insieme ai loro proprietari, spesso con parti delle loro bardature ancora attaccate. Questa pratica avvalora ulteriormente l’ipotesi che i cavalli potessero avere un profondo valore simbolico, forse fungendo da compagni o guide per il defunto nel suo viaggio nell’aldilà. La portata e la regolarità di questi ritrovamenti indicano che i cavalli svolgevano un ruolo particolarmente significativo in questa comunità.
Quello che rende le scoperte di Sylta particolarmente degne di nota è la loro unicità all’interno della Svezia. La raffinata fattura e la coesione stilistica degli oggetti hanno portato i ricercatori a interpretare l’insieme come una forma locale di “costume equestre”. Esempi comparabili dello stesso periodo sono rari, il che rende i ritrovamenti un importante contributo alla comprensione delle variazioni regionali nella cultura materiale dell’epoca vichinga.
Secondo l’archeologo Fredrik Larsson, gli oggetti raccontano la storia dello stretto rapporto tra gli esseri umani e i cavalli, e del valore attribuito all’equipaggiamento equestre. La ricchezza di dettagli e la maestria artistica evidenti nelle lavorazioni in metallo hanno messo in luce l’abilità dei fabbri. Anton Seiler, responsabile del progetto e archeologo, ha affermato che gli oggetti hanno contribuito a definire una tipologia locale e a rivelare ulteriori aspetti dell’artigianato e della cultura della regione.
I reperti sono ora accessibili al pubblico nell’ambito dell’esposizione a rotazione del Museo Storico dedicata alle recenti scoperte archeologiche, con le scoperte già presentate nella mostra “Archeologia attuale – Cavalli amati” dal 2 aprile 2026 al 4 aprile 2027.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Arkeologerna


