PERSONAGGI FAMOSI DI TEATE MARRUCINORUM

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La storia antica di Chieti/Teate Marrucinorum, la mia città, è densa di personaggi e, nel corso dei miei studi, ne ho conosciuti anche di famosi. Eccone alcuni.

Le fonti antiche documentano che i Marrucini sono stati alleati importanti di Roma già dal 304 a.C., dalla fine della Seconda Guerra sannitica: in questa veste hanno partecipato, da protagonisti, alla Battaglia di Ascoli Satriano (279 a.C.) contro Pirro[1]; in seguito hanno preso parte, con gli altri alleati italici, alla sciagurata Battaglia di Canne, nel 216 a.C.[2]

Si ricorda un invio di volontari marrucini al servizio di Scipione l’Africano in partenza per l’Africa nel 205 a.C. e, finalmente, con un riferimento più diretto a Teate, l’episodio di eroismo dei due fratelli Herius e Pleminius uccisi da Annibale stesso nel corso della Battaglia di Zama nel 202 a.C., 18 ottobre, che ha sancito la sconfitta del grande condottiero cartaginese, la fine della Seconda Guerra punica nonché il ridimensionamento di Cartagine quale potenza militare nel Mediterraneo[3].

Nel periodo in cui sono stati decorati i santuari di Teate, quelli sulla Civitella e quello attorno al Pozzo sacro (i Tempietti romani di oggi, ndr), Plutarco ha narrato di una coorte marrucina[4] che ha contribuito in modo determinante, durante la Terza Guerra macedonica, alla vittoria nella Battaglia di Pidna (168 a.C.) con l’esercito romano comandato da Lucio Emilio Paolo contro il re Perseo di Macedonia[5] che, dopo aver subito il trionfo a Roma, è stato deportato nella prigione dorata di Alba Fucens, dove sarebbe morto due anni dopo e che avrebbe ospitato altri personaggi illustri.

Se dalla fine delle Guerre Sannitiche fino alla Guerra sociale del I secolo a.C. l’alleanza con Roma aveva fortemente influenzato, per quasi due secoli, gli uomini migliori del popolo marrucino, mantenendosi solida, in seguito è stata inesorabilmente rotta.

In questa circostanza, l’autorità delle famiglie aristocratiche di Teate appare chiara: infatti, tra i comandanti dei ribelli figura, in primo piano, Asinius Herius Praetor Marrucinorum[6].

La Gens Asinia è già presente a Roma, tra i ranghi senatori, già dal 40 a.C. con il suo più illustre rappresentante, Asinio Pollione[7], uomo politico e console, ma anche storico, oratore e famoso letterato che, nel solco della tradizionale alleanza che ha legato, ormai da secoli, Teate a Roma, ha consentito al piccolo centro marrucino di svolgere un ruolo di assoluto rilievo nel territorio.

Altri personaggi di rango equestre alla corte degli imperatori giulio-claudii, Tiberio, Claudio e Nerone, hanno contributo al fiorire di Teate, la cui notevole attività edilizia l’ha distinta dai siti e dai municipia vicini: oltre al già citato Asinio Gallo, fatto uccidere da Tiberio, una manzione è doverosa per Erennio Capitone[8], già procuratore in Palestina e finanziatore della pavimentazione lastricata del foro di Juvanum, Sestio Pedio Lusiano Hirruto[9], del pagus marrucino di Interpromium, al quale si deve la costruzione dell’anfiteatro teatino, Marco Vezio Marcello che, con la moglie Elvidia Priscilla[10], hanno contribuito alla ricostruzione degli edifici nel foro di Teate.

Daniele Mancini

Note e fonti:

[1] Dionigi di Alicarnasso, XX, 1, 5

[2] Silio Italico, 8, 519

[3] Silio Italico, 17, 451-471

[4] Plutarco, Vite parallele, Aemilio Paolo 20, 1-2)

[5] Livio, 44, 40-5

[6] Livio, Periochae 72

[7] Asinio Gallo, figlio di Pollione, potrebbe essere identificato con il Puer divino, portatore della nuova età dell’oro, “profetizzato” da Virgilio nella IV Egloga

[8] A questo personaggio è dedicata un’epigrafe monumentale su tre righe posta nel foro: ha pagato per la pavimentazione ma non ne ha visto l’esecuzione finale ed Erennia Proiecta ha fatto incidere l’iscrizione ex testamento. Ecco l’iscrizione: (h)ERE(nnius arn) CAP(ito) Q.II.FLAMEN./ TR(ibunus.m)IL(itum). IIII.PRAEF(ectus)CO(hortis)F.A.OMNIA. INCH(o)AVIT. HERENNIA.PROIECTA./ EX.T(estamento)PQR.STERNENDUM.CURAVIT

[9] Hirruto ha finanziato la costruzione dell’Anfiteatro di Teate Marrucinorum, testimoniata in una iscrizione conservata al Museo La Civitella.

[10] Sulla facciata rinascimentale dell’ex Chiesa di S. Pietro, o Tempietti romani, svetta questa iscrizione che cita due noti personaggi: M(arcus) . VETTIUS . MARCELLUS . PROC(urator). AUGUSTORUM / ET . HELVIDIA . C(ai) . F(ilia) . PRISCILLA . MARCELLI . S(ua). P(ecunia). F(ecerunt).

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