lunedì, 9 Marzo 2026
Pubblicazioni&Studi

NUOVO STUDIO SUGLI USI DELLE COMUNITÀ DELL’ISOLA BRITANNICA DURANTE LA FINE DELL’ETA’ DEL BRONZO

Per leggere questo articolo occorrono 4 minuti

Un recente studio dell’Università di Cardiff, pubblicato sulla rivista iScience, ha gettato nuova luce su un’epoca eccezionale della storia britannica, caratterizzata da grandi feste di comunità, probabilmente le più grandi che si siano svolte in Gran Bretagna fino al periodo medievale.

Il team di ricerca ha utilizzato l’analisi isotopica all’avanguardia su materiali rinvenuti in sei enormi cumuli di rifiuti risalenti alla fine dell’Età del Bronzo nel Wiltshire e nella valle del Tamigi per esaminare più da vicino quali animali venivano consumati e da dove provenivano. I risultati non solo hanno rivelato che questi raduni erano enormi, ma che comportavano anche scelte molto specifiche, definite dalla posizione geografica.

A Potterne, la carne di maiale era la scelta preferita, con maiali provenienti da un ampio bacino di allevamento, che arrivava fino all’Inghilterra settentrionale. L’ampiezza dei risultati di questa località indica che gli animali provenivano da più regioni, suggerendo che si trattasse di un luogo di incontro per produttori locali e non solo. Allo stesso modo, Runnymede, nel Surrey, era un importante polo regionale, ma qui i bovini provenivano da lontano.

Al contrario, East Chisenbury, un tumulo monumentale a 16 chilometri da Stonehenge, che si stima contenga i resti di centinaia di migliaia di animali, era prevalentemente popolato da pecore. A differenza degli altri cumuli di rifiuti studiati, la nuova ricerca mostra che la maggior parte di questi animali proveniva dal territorio circostante, mentre maiali e bovini venivano spesso portati a queste feste gastronomiche da luoghi lontani.

Secondo la ricercatrice Carmen Esposito presso la Facoltà di Storia, Archeologia e Religione dell’Università di Cardiff, oggi all’Università di Bologna, questi dati dimostrano che ogni cumulo di rifiuti fosse un perno nel paesaggio, fondamentale per sostenere specifiche economie regionali, esprimere identità e sostenere le relazioni tra le comunità durante questo periodo turbolento, quando il valore del bronzo diminuì e gli individui si dedicarono all’agricoltura.

Coautore dello studio, Richard Madgwick, docente presso la Facoltà di Storia, Archeologia e Religione dell’Università, ritiene che in un periodo di instabilità climatica ed economica, le popolazioni della Gran Bretagna meridionale si dedicarono al banchetto: questi eventi sono potenti per costruire e consolidare relazioni sia all’interno che tra le comunità, oggi e in passato. La portata di questi accumuli di detriti e la loro ampia capacità di captazione sono sorprendenti e indicano un consumo comunitario e una mobilitazione sociale su una scala che è probabilmente senza precedenti nella preistoria britannica.

I cumuli di rifiuti, enormi cumuli di rifiuti preistorici diventati parte del paesaggio britannico trasformati in collinette nel paesaggio, rivelano, dunque, le distanze che le persone percorrevano per banchettare insieme ad altri individui alla fine dell’Età del Bronzo, reti dinamiche che erano ancorate agli eventi di festa durante questo periodo e i ruoli diversi di ogni butto che, come da tradizione archeologica, aveva nella transizione tra l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro.

L’analisi multiisotopica è un metodo scientifico in rapida evoluzione in ambito archeologico. Ogni area geografica ha una composizione chimica diversa, specifica per il suo ambiente, che permea l’acqua e il cibo che vi cresce. Mentre gli animali mangiano e bevono, questi marcatori regionali rimangono impressi nelle loro ossa, consentendo ai ricercatori di risalire al luogo in cui sono stati allevati secoli dopo.

Coautore dello studio, Richard Madgwick, docente presso la Facoltà di Storia, Archeologia e Religione dell’Università, ritiene che in un periodo di instabilità climatica ed economica, le popolazioni della Gran Bretagna meridionale si dedicarono al banchetto: . Questi eventi sono potenti per costruire e consolidare relazioni sia all’interno che tra le comunità, oggi e in passato. La portata di questi accumuli di detriti e la loro ampia capacità di captazione sono sorprendenti e indicano un consumo comunitario e una mobilitazione sociale su una scala che è probabilmente senza precedenti nella preistoria britannica.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Università di Cardiff

Età del Bronzo britannica

Ciao! Lascia un commento o una tua considerazione. Grazie

error: Il contenuto è protetto!!