NUOVO STUDIO SU TAVOLETTE IN CUNEIFORME SCOPRE L’ESISTENZA DI TRE NUOVI RE DELL’IMPERO NEO-ASSIRO
Un nuovo studio riformula la moderna comprensione dell’Impero neo-assiro, identificando tre re finora sconosciuti che occuparono brevemente il trono tra il X e l’VIII secolo a.C. La ricerca, pubblicata sul Journal of Cuneiform Studies, è stata realizzata in collaborazione da Eckart Frahm, docente di lingue e civiltà del Vicino Oriente all’Università di Yale, e da Alexander Johannes Edmonds dell’Università di Münster.

Per decenni, gli studiosi hanno creduto che la Lista dei Re assiri fornisse una successione completa e affidabile di sovrani durante gli ultimi secoli dell’impero. Tuttavia, riesaminando testi cuneiformi mal conservati, Frahm ed Edmonds sostengono che tre re dal regno breve, precedentemente cancellati dai documenti ufficiali, governarono durante periodi di turbolenza politica. Le loro scoperte suggeriscono che la tradizionale lista dei re presenta una versione idealizzata della storia meo-assira, omettendo deliberatamente i sovrani i cui regni furono brevi o politicamente sconvenienti per una delle più classiche damnatio memoriae.
Il nuovo studio si basa su precedenti ricerche di Frahm, uno dei massimi esperti mondiali dell’impero assiro, che descrivevano le prove dell’esistenza di uno dei tre re. Frahm ha descritto dettagliatamente la storia della civiltà neo-assira, che si estese dal 2025 a.C. circa al 609 a.C. Iniziò come città-stato di Ashur, situata nell’attuale Iraq, ma si espanse fino a diventare un vasto impero che dominò gran parte dell’Asia occidentale.
Lo studio collega questi regni dimenticati a un’epoca turbolenta, segnata da ribellioni, pestilenze e persino da un’eclissi solare totale nel 763 a.C., che gli antichi Mesopotami interpretarono come un presagio funesto per il re regnante. Secondo i ricercatori, l’instabilità politica del periodo fu ben maggiore di quanto si pensasse in precedenza, con membri rivali della famiglia reale in lotta per il potere prima dell’ascesa dell’impero sotto Tiglatpileser III.
Nei nuovi studi, Frahm ha esaminato una concessione reale mal conservata, una registrazione cuneiforme della donazione di terre da parte di un re assiro a un individuo, custodita al The British Museum. Tali testi venivano datati per eponimi e, in questo caso, l’anno era il 762 a.C.
Le traduzioni accademiche avevano precedentemente ipotizzato che il re che aveva emesso la concessione fosse Adad-nerari III, che regnò dall’810 fino alla sua morte nel 783 a.C. Un altro nome reale menzionato sulla tavoletta è quello di Tiglatpileser. In precedenza, era stato identificato come Tiglatpileser III , che regnò dal 745 al 727.

Nessuno di quei re regnò durante l’anno riportato sulla tavoletta, un enigma che gli studiosi non sono riusciti a spiegare!
La spiegazione di Frahm, basata su una nuova lettura della scrittura cuneiforme nella prima riga del testo, è che la concessione probabilmente non fu fatta a nome di Adad-nerari III, poiché il nome di quel re è scritto diversamente in altri testi. Più probabilmente, afferma, la concessione fu fatta sotto Tiglatpileser, non quello menzionato nell’AKL (Assyrian King List) , ma un principe assiro precedentemente sconosciuto che aveva assunto lo stesso nome reale.
Tale scenario è avvalorato dalla Cronaca degli Eponimi assiri, un testo in scrittura cuneiforme che narra i principali eventi accaduti nel corso della storia dell’impero. La cronaca descrive una ribellione e un’insurrezione nella città di Ashur nel 763 e nel 762. Frahm ipotizza che il principe sconosciuto abbia dato inizio a una ribellione in quel periodo.
Un fenomeno celeste ha offerto l’occasione perfetta. Secondo la cronaca, all’inizio del 763 si era verificata un’eclissi solare, che all’epoca sarebbe stata interpretata come un segno premonitore della caduta del re regnante, ha affermato Frahm.
I due ricercatori hanno utilizzato tecniche di reinterpretazione e indagini simili per scoprire altri due sovrani: un nuovo Salmanassar (circa 747-745 a.C. ), “il cui regno coincise con un diffuso caos in Assiria, caratterizzato da vassalli sleali e incursioni nomadi”, e un nuovo Aššur-uballiṭ (circa 913-912 a.C. ), menzionato in un testo che elenca i sovrani che restaurarono un vaso rituale d’argento per la birra, dedicato al dio Ashur.
Ciascun re regnò per meno di due anni. Frahm ritiene che i loro nomi siano stati deliberatamente rimossi dai documenti, probabilmente dai loro successori. Nel caso di Aššur-uballiṭ, ad esempio, sembra che fosse l’erede legittimo del padre, ma che sia stato sostituito da un altro principe.
I risultati modificano radicalmente il quadro generale di come l’Assiria si sia trasformata in un impero, il primo al mondo, secondo Frahm. L’ascesa dell’impero sotto Tiglatpileser III è spesso considerata il risultato di una lunga e inarrestabile ascesa, iniziata alla fine del X secolo a.C. , con alcune piccole battute d’arresto e una lunga serie di successioni padre-figlio perlopiù incontrastate, ha affermato. Ma la nuova ricerca dimostra che, negli anni precedenti all’ascesa al trono di Tiglatpileser III , l’Assiria attraversò un periodo in cui vari membri della famiglia reale si contesero il potere e il paese dovette affrontare sia la peste che l’inizio di una fase di crescente aridità: un regno che superò crisi di successione, epidemie, pressioni ambientali e conflitti interni prima di trasformarsi in uno degli imperi più potenti del mondo antico.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Università di Yale, https://news.yale.edu/2026/07/09/watch-throne-uncovering-three-new-kings-assyria


