NUOVE TECNOLOGIE MAPPANO ESPANSIONE FENICIA NEL MEDITERRANEO

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Una nuova ricerca realizzata da scienziati israeliani, che analizza la composizione chimica e isotopica dei tesoretti di monete e manufatti d’argento trovati negli scavi archeologici in Israele, offre nuove risposte alle annose domande sulla diffusione della cultura fenicia, una delle più importanti civiltà del Mediterraneo sviluppatesi nel corso del I millennio a.C.

I Fenici hanno origine nella regione del Vicino Oriente e sono spesso ricordati, nel periodo ellenistico, per i loro secoli di guerre nel dualismo tra la loro Cartagine e la principale rivale, Roma. Erano esperti marinai che fondarono un impero commerciale in tutto il Mediterraneo, fino alla costa dell’Oceano Atlantico. Sono considerati anche i principali fautori della diffusione di un alfabeto scritto, nonché esperti nella lavorazione del metallo e del vetro.

La cultura fenicia ha prosperato per secoli fino a quando Annibale e i suoi elefanti sono caduti contro l’unico nemico che non potevano battere: Roma e, con la Terza Guerra Punica e la distruzione della loro capitale, Cartagine, nel 146 a.C., civiltà e impero fenicio sono stati assorbiti nell’Impero romano.

Come anticipato, restano diversi quesiti insoluti su come si sia sviluppata la civiltà fenicia: chi erano i fenici in origine? Come si sono diffusi in tutto il bacino del Mediterraneo? Quando questo accadde, cosa li ha spinti a cercare nuove coste da esplorare?

Una combinazione di tecniche scientifiche provenienti da numerosi campi consente agli storici e agli archeologi di rispondere a queste domande. Un nuovo studio che analizza rari manufatti in argento fenicio, rinvenuti in scavi archeologici in Israele, propone un percorso per la diffusione della civiltà fenicia verso occidente, rafforzando la teoria che indicava nella ricerca di fonti di metalli a spingerli sempre più lontano dalla loro regione di origine

Lo studio, “Lead isotopes in silver reveal earliest Phoenician quest for metals in the west Mediterranean“, “Gli isotopi del piombo nell’argento rivelano l’antica ricerca fenicia di metalli nel mediterraneo occidentale” è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PNAS da scienziati dell’Università di Haifa e della Hebrew University di Gerusalemme.

Lo studio si concentra su tre grandi depositi di argento fenicio trovati in Israele, a Tel Dor, Acre e Ein Hofez, metallo prezioso non reperibile naturalmente nella regione mediterranea israelita.

Secondo l’autore della ricerca, Tzilla Eshel, del dipartimento di archeologia dell’Università di Haifa, le città dove sono stati trovati i tesori d’argento facevano parte dell’impero fenicio lungo le coste del Libano e del nord di Israele e tutte avevano culture materiali simili.

Gli scavi archeologici mostrano che la cultura fenicia si sia diffusa nella regione fin dall’XI secolo a.C. e le teorie, finora accettate, che hanno visto navigare i Fenici fino alla penisola iberica solo nella seconda metà del IX secolo a.C. e in Sardegna ancora più tardi, alla fine del IX secolo a.C., è stata scossa alla luce dell’analisi dei depositi di argento citati.

Yigal Erel, docente dell’Institute of Earth Sciences at Hebrew University, la maggior parte dell’argento è stata prodotta da minerali di piombo contenenti piccole quantità di argento e, usando l’analisi isotopica del piombo rimanente negli oggetti d’argento, è stato possibile identificare dove sono stati estratti i metalli.

Dunque, l’argento presente nel deposito più antico, datato alla seconda metà del X secolo a.C., trovato a Tel Dor, sulla costa del nord di Israele, proveniva dall’Anatolia orientale e dalla Sardegna. Al contrario, l’argento di Ein Hofez, di circa un secolo più recente di quello del primo deposito, è quasi completamente proveniente dalla penisola iberica.

Secondo gli scienziati israeliani, quindi, la loro analisi fornisce prove evidenti del percorso e della velocità dell’espansione fenicia verso occidente, intrapresa molto prima di quanto abbiano dimostrato gli scavi archeologici. Inoltre, questo significa che i Fenici iniziarono a stabilire le loro colonie in Occidente solo dopo una lunga fase esplorativa, durante la quale hanno dapprima iniziato a estrarre i metalli preziosi.

La nuova ricerca supporta la teoria secondo la quale sia stata solo la presenza del metallo a spingere la cultura fenicia a espandersi e la presenza delle ricercate materie prime sia stata un importante innesco per una lunga fase di “precolonizzazione” a cavallo dei secoli X-IX a.C, introducendo metodi innovativi di lavorazione dell’argento in Europa.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: PNAS

Annibale

2 pensieri riguardo “NUOVE TECNOLOGIE MAPPANO ESPANSIONE FENICIA NEL MEDITERRANEO

  • 26 Febbraio 2019 in 23:20
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    Tutto molto interessante e ben documentato ( con particolare riferimento agli scavi archeologici nei territori della Magna Grecia )..

    Risposta
    • 1 Marzo 2019 in 16:07
      Permalink

      Grazie ancora, Arnaldo

      Risposta

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