NUOVE SCOPERTE SULL’IMPORTANTE FORTE AD ANELLO DI GALWAY, IRLANDA
Un team di archeologi dell’Università di Galway e dell’Università di Uppsala, in Svezia, nell’ambito della partnership universitaria ENLIGHT, ha contribuito a un nuovo progetto di ricerca per acquisire competenze essenziali nella professione archeologica e ha confermato che un forte ad anello che domina la baia di Galway era un insediamento per sovrani e nobili dell’Alto Medioevo irlandese, un sito con una notevole storia antica.
Rathgurreen Ringfort, nella zona di Maree nella contea di Galway, è stato descritto come un imponente insediamento di “alto rango” che potrebbe risalire a un periodo compreso tra il V e il XII secolo d.C.
Uno scavo archeologico, diretto Michelle Comber e da Noel McCarthy della Facoltà di Archeologia dell’Università di Galway, ha svelato nuovi ed entusiasmanti strati della storia di questo sito panoramico con vista a sud sul Burren, a ovest sull’Atlantico e a nord su Galway.
Il forte ad anello fu studiato per la prima volta e proposto come insediamento di alto rango (residenza di un sovrano locale) da Michael Duignan, allora titolare della cattedra di archeologia presso l’Università, alla fine degli anni ’40.
Gli scavi suggeriscono ora che alcune parti del sito potrebbero essere più antiche di 1.000 anni rispetto a quanto si pensasse in precedenza, con tracce di contatti commerciali con Roma, Scozia, Francia e Scandinavia, tra cui forse anche il commercio della preziosa porpora prodotta a Rathgurreen.
Secondo la Comber, docente di Archeologia all’Università di Galway, ha dichiarato che Maree è un territorio antico che include oltre 40 forti ad anello, la maggior parte dei quali è grande solo un terzo di Rathgurreen, per non parlare di numerosi siti preistorici precedenti. Il nome Mearaí (Maree) compare in diverse leggende antiche, spesso associato a guerrieri o altre figure che portano quel nome e la ricerca conferma che Rathgurreen era la dimora di una famiglia nobile.
Esistono anche tracce di continuità e cambiamento in questo sito: un insediamento che probabilmente risale all’Età del Ferro, che in seguito fu trasformato in un magnifico forte ad anello. Una nuova dimora con legami con gli antenati sarebbe stata certamente molto attraente per la nobiltà dell’Alto Medioevo.
Il team di archeologi ha rinvenuto diverse perle di vetro, alcune di colore blu e altre turchese e rosso che presentano confronti in altre parti d’Irlanda e Scozia dell’Età del Ferro, l’epoca immediatamente precedente l’Alto Medioevo. Lo scavo ha inoltre confermato la presenza di ceramiche altomedievali provenienti dalla Francia settentrionale e di perle d’ambra probabilmente collegate alle rotte commerciali scandinave utilizzate dai Vichinghi.
La prova della produzione della porpora a Rathgurreen è rappresentata dai resti dei molluschi buccini che venivano lavorati nell’insediamento per produrre questo raro e prezioso colorante.
La Comber conferma che il sito non è mai stato considerato, dagli studiosi, “selvaggio” o isolato: al contrario, faceva parte di una comunità più ampia e aveva collegamenti con altre parti dell’Irlanda, della Scozia e dell’Europa continentale. La costa adiacente offriva un accesso relativamente facile al mondo esterno, con le vie marittime considerate le autostrade dell’epoca.
Secondo i ricercatori, questo sito ha molte storie da raccontare e ruoli da svolgere. Chi arriva nell’Irlanda occidentale pensa che sia isolata e remota, ma gli antichi resti di Maree confermano che l’Irlanda occidentale non era isolata dal resto del mondo, né geograficamente né culturalmente.
Gli scavi moderni sono iniziati con prospezioni geofisiche che hanno fornito indizi su ciò che poteva essere presente sotto il terreno superficiale e, insieme ai risultati degli anni ’40, questi hanno contribuito a guidare i lavori recenti. Lo scavo segna l’avvio di un nuovo progetto di ricerca che esplora l’uso del territorio nel tempo nella penisola di Maree a Galway; il team dell’Università spera di continuare gli scavi nel sito nel 2026 e di esplorare altre località nella zona negli anni a venire.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Università di Galway


