L’IMPATTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SUL PATRIMONIO CULTURALE

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Si recentemente conclusa la due giorni della conferenza internazionale “Climate Change Impacts on Cultural Heritage: Facing the Challenge“, tenutasi ad Atene, con una proposta di tre linee d’azione avanzate dal comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici. 

La conferenza è stata organizzata presso il Zappeion Megaron, un edificio neoclassico situato nella parte meridionale del centro storico di Atene, dal Ministeri degli Affari Esteri, dal Ministero dell’Ambiente e dell’Energia, dal Ministero della Cultura e dello Sport greci in collaborazione con l’ONU, l’UNESCO e il World Meteorological Organization.

Le proposte sono state presentate alla fine della conferenza dal presidente del comitato scientifico organizzatore, Christos Zerefos, membro dell’Accademia di Atene.

Sono proposte che intendono incrementare studi e ricerche per garantire strumenti adeguati a proteggere i monumenti dai cambiamenti climatici e attrarre capitali per realizzare realisticamente tutte le azioni condotte a livello sperimentale, come presentato alla conferenza. Inoltre è stato proposto di promuovere l’educazione culturale come mezzo fondamentale per la sopravvivenza dell’umanità, in un periodo in cui l’uomo ha iniziato a intervenire violentemente sull’ambiente.

La voce dei conferenzieri ha avuto come cassa di risonanza l’ombra austera dell’Acropoli di Atene, dove alcuni protocolli sono già in atto affinché diventino uno standard nel processo di salvaguardia culturale.

Inoltre, è necessario che l’opinione pubblica sia informata sulle preoccupazioni suscitate dal periodo storico e sull’interesse per l’impatto dei cambiamenti climatici sul patrimonio culturale. L’essere umano, dunque, così come cerca di disfare, si trova in un crocevia fondamentale nell’ambito degli standard del processo di salvaguardia del patrimonio culturale, e quindi deve agire in fretta!

La voce del direttore del Museo dell’Acropoli, Dimitris Pantermalis, ha sottolineato il danno inflitto, attraverso il tempo, all’ambiente naturale attraverso l’intervento umano causato dalla necessità di sopravvivere o, spesso, dalla disponibilità di risorse finanziarie, sottolineando l’irreversibilità delle catastrofi naturali e culturali e l’unica cosa richiesta all’uomo è di trovare dei modi e metodi per arginare le varie debacles.

Secondo alcuni studiosi, l’aspetto sociale alla base di uno sviluppo sostenibile consiste nella simbiosi di società-economia-ambiente; altri affermano che il tentativo di proteggere il patrimonio culturale deve essere regolato come una rinnovabile fonte di istruzione, di orgoglio e crescita locale.

Alcuni dati: oggi in Grecia, 250 milioni di euro di programmi della Comunità europea vengono spesi in 200 progetti per la conservazione e la valorizzazione di monumenti antichi. Oltre a questi, nel 2018, sono stati stanziati altri 400 milioni di euro per progetti culturali in generale, mentre recentemente sono stati approvati 4,5 milioni di euro per i lavori di conservazione nel sito archeologico dell’isola di Delos. La stessa somma è stata approvata per i lavori di restauro dl parco archeologico di Dion, in Macedonia: lo 0,8% del bilancio dello stato greco è speso per la cultura.

In Italia la situazione è drastica, nonostante l’aumento del bilancio di spesa: nel bilancio dello stato 2018 la percentuale sul totale non supera lo 0,45%!

Speriamo che gli stravolgimenti climatici risparmino il Bel Paese…

Daniele Mancini

Annus Horribilis

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