LEGGENDO GLI ARCHIVI DI CORDA “KHIPUS” DELL’IMPERO INCA
Gli archeologi della Harvard University hanno scavato un magazzino Inca nel sito di Inkawasi, sulla costa meridionale del Perù, hanno portato alla luce 34 khipus, i dispositivi a corda annodata un tempo utilizzati dalle popolazioni andine per tenere registri.

Alcuni khipus codificano dati puramente numerici, mentre altri contengono forme di informazione più complesse, come registrazioni di eventi storici, ma questi rimangono indecifrati. Molti dei khipus di Inkawasi sono stati rinvenuti con o coperti da resti di prodotti agricoli, come arachidi, fagioli neri e peperoncini, ed è probabile che servissero per tenere traccia di quei raccolti quando venivano portati in magazzino.
L’analisi dei khipus mostra che alcuni sottraggono un valore fisso dai conteggi a intervalli regolari e potrebbe rappresentare una tassa statale. L’archeologo della Harvard University, Gary Urton, che ha studiato i khipus di Inkawasi, spera che la comprensione dell’archivio possa in futuro contribuire alla lettura di esempi più elaborati. Secondo Urton, i moderni moduli per la dichiarazione dei redditi e i romanzi usano lo stesso alfabeto: se si riuscisse a leggere un khipu di peperoncino o di arachidi, potrebbe contribuire a lungo termine a decifrare i khipu che registrano gli eventi storici.
Lo strumento a corde annodate utilizzato per la tenuta dei registri nell’impero Inca, il khipu, dal quechua, “nodo”, fu oggetto di notevole interesse fin dai primi giorni successivi all’invasione spagnola delle Ande, iniziata nel 1532. I primi resoconti post-conquista di incontri con i custodi dei registri Inca raccontano di vecchi uomini che portavano fasci di corde con cui raccontavano ogni sorta di informazione relativa al passato andino, dai dati del censimento per questa o quella provincia ai dettagli delle azioni compiute da ciascuno dei dodici re che avevano governato prima dell’arrivo degli europei.
Il dispositivo di registrazione khipu era costituito da una struttura di fili annodati e colorati, realizzati con peli di camelide o fibre di cotone filate e intrecciate. Questi dispositivi venivano utilizzati dai custodi dei registri dello stato Inca per conservare diversi tipi di documenti amministrativi e per registrare le informazioni consultate nella produzione di rappresentazioni narrative storiche e di altro tipo. Sebbene rimanga incerto il modo in cui le narrazioni venivano prodotte a partire dai registri di fili annodati, sappiamo molto su come venivano registrate le informazioni quantitative e i dati statistici.
Dopo gli archivi di tavolette in cuneiforme della Mesopotamia, ecco i khipu dell’America andina…
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: The Handbook of South American Archaeology


