LA CELLA DEL PARTENONE SARA’ RICOSTRUITA!

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Il Greek Central Archaeological Council (KAS) ha deciso che una parte del Partenone, la cella (naos), ora in rovina sull’Acropoli di Atene, dovrà essere ricostruita utilizzando, principalmente, i materiali che ora sono posti sul basamento dell’antico tempio. Si ritiene fondamentale che una sezione dell’inconfondibile monumento sia soggetta a una importante operazione di anastilosi al fine di mostrarne la sua antica gloria.

la ricostruzione della cella del Partenone

Il KAS ha deciso di reinnalzare la cella del Partenone che un tempo ospitava la statua crisoelefantina (di avorio e oro) di Athena Parthenos, realizzata da Fidia, dedicata nell’anno 439 o 438 a.C. 

Secondo il KAS, la decisione è di grande importanza, perché utilizzando la ricerca e le moderne tecniche di restauro applicate alla cella del tempio si è in grado di ricostruirne il suo aspetto originale, un evento molto importante per la storia successiva del Partenone e la sua fruizione turistica.

L’aspetto della cella è stato identificato grazie a immagini o rappresentazioni grafiche del passato: inoltre, gli studi recenti hanno confermato che anche i marmi della cella siano stati originariamente decorati con diversi colori.

La statua di Athena Parthenos, universalmente riconosciuta come simbolo della città e un tassello fondamentale della storia dell’arte greca, rappresentava Athena di cui, dalle piccole copie sopravvissute, è possibile ricostruirne l’aspetto.

Era alta circa 12,75 metri. e, a differenza dalla Statua di Zeus a Olimpia, realizzata pochi anni prima da Fidia, in cui il dio era ritratto in posizione seduta e in atteggiamento pacifico, la statua di Athena era ritta in piedi e vestita come una guerriera: sul braccio destro della dea, sostenuto da una colonnetta, si trovava la dea Nike, che simboleggiava le molte vittorie conseguite, mentre il sinistro reggeva una lancia e poggiava su uno scudo, ornato sul lato esterno dalle scene di amazzonomachia e su quello interno da una gigantomachia.

Lo scudo aveva un diametro di quattro metri e le altre decorazioni della statua riprendevano a quelle del fregio del tempio che l’ospitava. La dea indossava il peplo, contraddistinto da pieghe profonde, mentre sulla testa la dea vestiva un elmo crestato con un cavallo raffigurato sopra di esso. 

La statua di Athena Parthenos è rimasta, con alterne vicende, nella cella fino al V secolo d.C., quando sarebbe stata distrutto da un incendio o, secondo altre fonti, trasportata a Costantinopoli e successivamente scomparsa. 

Il complesso sforzo di ricostruzione della cella del Partenone, che includerà il riutilizzo di 360 elementi architettonici di marmo e pietra, attualmente giacenti sul basamento del tempio, dovrebbe richiedere oltre 5 anni per essere completato.

Il progetto intende sfruttare, dunque, il ricco materiale giacente e le vaste conoscenze raccolte in quasi decenni dopo il volume commemorativo realizzato nel 1983 per il restauro del Partenone, Studio per il Restauro del Partenone, opera degli architetti M. Korres e Ch. Bouras.

Si tratta di uno studio globale, che comprende una completa analisi storica, architettonica e tecnico-costruttiva del tempio con proposte di intervento suddivise in dodici programmi di lavoro riguardanti le varie zone del monumento: le facciate, i muri lunghi della cella, i porticati interni, il pronao e l’opistodomo, il basamento ed i pavimenti.

Korres nella sua ricerca ha identificato molti elementi del Partenone sparsi sull’Acropoli, sulle pendici della collina, nella città bassa, dopo il bombardamento del venezaiono Morozini nel 1687 e prima dell’assedio dell’Acropoli nel 1822, quando i turchi disunirono i marmi antichi per rimuovere il piombo delle grappe…

Una fase successiva del restauro includerà anche il posizionamento del fregio e l’architrave con gli elementi rimasti, dopo il trafugamento di Lord Elgin nel 1810 e dopo l’assedio turco del 1822, e con i calchi realizzati in seguito.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Greek Reporter

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