sabato, 11 Luglio 2026
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INTERESSANTE MOSAICO E RESTI DI BAGNI TERMALI RINVENUTI DURANTE I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DEL MUNICIPIODI ÉCIJA, SPAGNA

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Durante i lavori di ristrutturazione del municipio di Écija, l’antica Astigi, in Spagna, sono stati rinvenuti una porzione di mosaico romano e resti riconducibili a un antico sistema termale, portando alla luce nuove testimonianze del passato della città.

Il ritrovamento è avvenuto durante degli scavi a circa 2,4 metri di profondità, rispetto all’attuale livello del suolo. Gli archeologi hanno identificato una striscia di pavimentazione a mosaico lunga poco più di quattro metri  riferibile ai resti di una domus romana, arricchendo così le conoscenze già acquisite sull’organizzazione di questa zona della città quasi duemila anni fa.

Quest’area aveva già attirato l’attenzione in passato: gli scavi effettuati nel XX secolo nella vicina Plaza de España, conosciuta localmente come “El Salón”, avevano rivelato i contorni di tre isolati residenziali di epoca romana. L’archeologo del municipio, Sergio García-Dils,  ritiene  che il mosaico appena scoperto possa appartenere a un settore isolato, ampliando così l’area conosciuta del quartiere.

La decorazione musiva è insolitamente ben conservata: l’are riportata alla luce mostra un bordo geometrico, un elemento comune nei mosaici domestici romani. Sulla base di ritrovamenti simili, gli archeologi ritengono che l’area centrale, ancora in gran parte nascosta, possa includere scene figurative, forse rappresentative delle stagioni.

A differenza dei precedenti ritrovamenti in aree aperte, questo mosaico si trovava sotto un sito che era stato edificato ripetutamente nel corso dei secoli. Le successive fasi di costruzione, inclusi i precedenti edifici del municipio, hanno purtroppo  alterato la planimetria originaria e gran parte della struttura romana è andata perduta, lasciando solo una stretta area superstite.

La striscia offre comunque informazioni utili. García-Dils ha osservato che la sua conservazione è notevole, considerato il livello di disturbo causato da successive fondamenta, pozzi e opere di drenaggio. Ulteriori scavi potrebbero portare alla luce un’altra parte del mosaico.

I funzionari comunali hanno valutato la possibilità di lasciare il mosaico al suo posto, ma l’hanno scartata perché le condizioni urbane del sito avrebbero reso difficile la cosa. L’altezza disponibile sarebbe inferiore a due metri e l’adattamento del progetto edilizio avrebbe richiesto modifiche sostanziali.

Il mosaico verrà invece rimosso una volta completati gli scavi e i lavori di restauro. Sono in corso discussioni per la sua esposizione in un museo, possibilmente all’interno del municipio stesso  ristrutturato.

Gli scavi hanno anche portato alla luce parte di un sistema di ipocausto, utilizzato in epoca romana per riscaldare le aree termali. Gli archeologi hanno individuato una piccola galleria dove l’aria calda circolava sotto il pavimento, suggerendo che la domus disponesse di terme private, un elemento solitamente associato alle abitazioni più benestanti.

Nonostante la scoperta, i lavori per il municipio sono proseguiti con le diverse fasi del progetto, mentre gli archeologi continuano il loro lavoro sul sito.

Nei prossimi mesi, ulteriori scavi dovrebbero chiarire la disposizione della domus e l’eventuale presenza di altre strutture nelle vicinanze. L’area vanta una lunga storia di insediamenti romani e ogni nuovo ritrovamento contribuisce a delineare un quadro più completo.

Per ora, il mosaico e i resti delle terme offrono un ulteriore scorcio della vita quotidiana nell’Écija romana, conservata sotto strati di costruzioni successive e che solo ora sta tornando alla luce.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Ayuntamiento de Écija 

 

Mosaici di Spagna

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