venerdì, 19 Luglio 2024
Scoperte&SitiArcheologici

INSOLITO MANUFATTO ROMANO DAL PROFONDO SIGNIFICATO CULTURALE RINVENUTO A VIMINACIUM, SERBIA

Per leggere questo articolo occorrono 3 minuti

Un team di archeologi serbi ha portato alla luce un manufatto romano insolito, un tintinnabulum, caratterizzato da un fallo prominente: la scoperta è avvenuta in un sito archeologico nella Serbia orientale, a Viminacium.

Secondo le credenze romane, tali oggetti, appesi vicino alle porte delle case e delle tabernae, fungessero da protezione magica per i locali. Il manufatto è stato rinvenuto sotto il portico di una grande casa su uno dei decumani di Viminacium, l’antica città romana le cui vaste rovine si trovano vicino alla città serba di Kostolac, a circa50 chilometri a est di Belgrado.

Ilija Danković, archeologo dell’Istituto di archeologia di Belgrado, ritiene che l’edificio sarebbe stato distrutto da un incendio, durante il quale il portico è crollato e ha seppellito qualsiasi elemento fosse posto sotto.

I tintinnabula erano progettati per muoversi con il vento, presumibilmente in modo che il loro rumore e il loro aspetto insolito spaventassero gli spiriti maligni e scongiurassero malefici e sortilegi, elementi della religio romana e molto temuti nell’antichità.

Viminacium fu la capitale civile e militare della provincia dell’Alta Mesia dell’Impero romano dal I al V secolo, fino a quando fu saccheggiata dagli Unni di Attila nel 441. La città fu ricostruita sotto l’imperatore bizantino Giustiniano, ma fu infine distrutta dagli invasori slavi nel circa 535. Nel suo massimo splendore avrebbe ospitato anche fino a 40.000 persone, comprese le legioni dell’esercito romano di stanza a controllo del limes nord-orientale.

Questo è il secondo tintinnabulum trovato tra le rovine ma dai ricercatori trapela la notizia che il primo è in una collezione privata in Austria e non si hanno informazioni precise della sua scoperta rispetto a questo nuovo manufatto rinvenuto nel suo contesto archeologico.

Il tintinnabulum di Viminacium è in bronzo e, in attesa di effettuarne il restauro, viene ancora mantenuto circondato dalla terra in cui è stato troavato, in attesa delle operazioni di microscavo. Di conseguenza, la sua esatta forma non è nota. Il manufatto è comunque incentrato su un fascinum, la rappresentazione magica di un fallo dotato di due arti inferiori  e una sorta di coda. Inoltre, dai primi riscontri, il manufatto avrebbe anche quattro piccole campanelle e la catenella che lo teneva appeso al soffitto del portico. Altri elementi saranno identificati durante le fasi di restauro.

Per gli antichi romani il simbolo del fallo non era sempre erotico o osceno e Danković sottolinea che era anche un portatore di buona sorte e felicità, un’arma efficace per combattere i malefici ed erano posti ovunque, dalle coppe di vino agli amuleti indossati dai bambini ma anche esposto pubblicamente per invocare prosperità e scoraggiare i ladri, un vero e proprio amuleto apotropaico progettato per allontanare le influenze malvagie e proteggere individui  o le loro proprietà

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Sve o arheologiji

Ciao! Lascia un commento o una tua considerazione. Grazie

error: Il contenuto è protetto!!