INDIVIDUATE LE PRIME TRACCE DI “ACCENSIONE” DEL FUOCO A CIRCA 400.000 ANNI FA, BARNHAM, INGHILTERRA
I ricercatori del The British Museum hanno portato alla luce la prima traccia nota di accensione del fuoco, risalente a oltre 400.000 anni fa, in un campo nel Suffolk.
La scoperta dimostra che gli ominidi accendevano il fuoco circa 350.000 anni prima di quanto si pensasse in precedenza!
Una ricerca pubblicata sulla rivista Nature fornisce tutte le informazioni del primo caso noto di accensione del fuoco da parte dell’uomo, risalente a circa 400.000 anni fa. I precedenti casi documentati di accensione del fuoco risalgono a soli 50.000 anni fa.
La capacità di accendere il fuoco ha rappresentato una svolta fondamentale nell’evoluzione umana: ha aumentato la sopravvivenza in ambienti più difficili, ha coinciso con l’ingrandimento del cervello e ha contribuito allo sviluppo delle strutture sociali.
Siti in Africa suggeriscono che gli ominidi utilizzassero il fuoco naturale già oltre un milione di anni fa, ma la scoperta nel sito paleolitico di Barnham dimostra la creazione e il controllo del fuoco, con enormi implicazioni per lo sviluppo e l’evoluzione umana. Finora, la più antica testimonianza conosciuta di accensione del fuoco risale a 50.000 anni fa, rinvenuta nel nord della Francia.
Le tracce, probabilmente prodotte da alcuni dei più antichi gruppi di Neanderthaliani, consistono in una chiazza di argilla cotta, frammenti di selce frantumate dal calore e due piccoli frammenti di pirite di ferro.
Il team, guidato da Nick Ashton e Rob Davis del The British Museum, ha impiegato quattro anni per dimostrare che l’argilla cotta non era stata causata da un incendio boschivo. I test geochimici mostrano temperature superiori a 700° C con ripetuti utilizzi del fuoco nella stessa area del sito, testimoniando un fuoco da campo, o un focolare, che era stato utilizzato dai gruppi di ominidi in diverse occasioni.
La pirite di ferro è un minerale naturale che può essere utilizzato per colpire la selce, creando scintille che danno fuoco all’esca. La rarità della pirite nella zona suggerisce che questi antichi popoli ne conoscessero le proprietà, sapessero dove potesse essere reperita e portata sul posto per accendere il fuoco.
Questa traccia si affianca ad altri indicatori del comportamento complesso degli ominidi preistorici, in un’epoca in cui le dimensioni del cervello si avvicinavano ormai ai livelli odierni.
Grazie alla capacità di accendere il fuoco, gli esseri umani non erano più dipendenti da fulmini imprevedibili e incendi boschivi, che richiedevano tempo per essere utilizzati come falò, ed erano costosi e difficili da mantenere. Accendere il fuoco ha permesso di scegliere liberamente i propri accampamenti, senza dover alimentare continuamente il fuoco, poiché poteva essere riacceso quando e dove necessario.
Questo controllo del fuoco aveva vantaggi pratici in termini di protezione e calore, consentendo agli ominidi di diffondersi e prosperare in ambienti più freddi e ostili. Soprattutto, ampliò la gamma di alimenti che potevano essere consumati in sicurezza, rimuovendo le tossine da radici e tuberi o gli agenti patogeni dalla carne attraverso la cottura. Intenerire questi alimenti migliorava la digestione, liberando energia dall’intestino e alimentando il cervello.
La possibilità di elaborare una gamma più ampia di alimenti favoriva una migliore sopravvivenza e la creazione di gruppi più numerosi. Il fuoco forniva anche un centro sociale dove le persone si univano dopo il tramonto.
Pianificare, scambiare informazioni e socializzare alla luce della fiamma liberava ore diurne per la caccia e la raccolta, la raccolta di risorse e la fabbricazione di utensili. Il focolare era anche il luogo ideale per rafforzare le relazioni sociali, sviluppare il linguaggio, la narrazione e i sistemi di credenze: nutrirsi, creare legami in gruppi sociali più ampi e complessi.
Le tracce dell’uso del fuoco raramente sopravvivono ed è notoriamente difficile da dimostrare. cenere e carbone possono essere facilmente trasportati dal vento o dall’acqua e i sedimenti con tracce di combustione possono essere erosi e dispersi.
I manufatti riscaldati sopravvivono, ma è spesso difficile escludere la combustione accidentale in un incendio boschivo, ed è questo che rende la conservazione delle prove di Barnham così eccezionale.
Siti importanti nel Regno Unito, in Francia e in Portogallo indicano un aumento dell’importanza del fuoco per i primi esseri umani tra 500.000 e 400.000 anni fa. Barnham fornisce una spiegazione del perché: l’introduzione dell’accensione del fuoco.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: The British Museum


