IL DISCORSO DEL RE… ITTITA, YALBURT YAYLASI, TURCHIA
Fin dalla Prima Età del Bronzo (3500-2200 a.C. ) e fino ai giorni nostri, una sorgente naturale a Yalburt Yaylası, negli altopiani pastorali della provincia di Konya, nella Turchia centrale (l’antica Anatolia), è stata un luogo di profondo contatto umano con l’acqua. La presenza della sorgente non passò inosservata ai sovrani del Regno ittita, in particolare a re Tudhaliya IV (che regnò ca. 1237-1209 a.C. ), che costruì un monumento a sé stesso sul sito della sorgente.
La piscina monumentale rivestita di calcare, di 12,7 x 7,6 metri, fu scoperta nel 1970 ed è stata recentemente oggetto di nuove indagini da parte degli archeologi Ömür Harmansah e Peri Johnson dell’Università dell’Illinois a Chicago, codirettori del progetto di ricerca sul paesaggio archeologico di Yalburt Yaylası.
La piscina è uno dei monumenti più importanti del Regno ittita, che aveva il suo centro in Anatolia ma si estendeva fino al Levante settentrionale e all’Alta Mesopotamia e presenta un’interessante iscrizione con testo geroglifico in luvio che racconta le conquiste militari del re nell’Anatolia sudoccidentale.
L’acqua era fondamentale per gli Ittiti in quanto risorsa naturale per il sostentamento della loro società agricola e pastorale, ma attribuivano anche grande importanza religiosa e politica all’acqua e ai luoghi a essa associati.
Harmansah spiega che il monumento di Yalburt Yaylası, così come decine di altri in tutto l’impero costruiti sui siti di sorgenti culturalmente e simbolicamente importanti, è una testimonianza delle loro credenze. Harmansah osserva che questi monumenti ittiti dedicati all’acqua parlano di pratiche religiose e rituali e di come gli individui si relazionano all’acqua, nonché di come questi luoghi siano culturalmente significativi e parte dell’identità del popolo.
I monumenti sono anche un esempio di come lo Stato ittita costruisse strutture dedicate e associate all’acqua per creare propaganda imperiale: secondo Harmansah, gli Ittiti consideravano le sorgenti come luoghi di collegamento diretto con gli inferi e immaginavano il punto in cui l’acqua sgorga dalla roccia come una sorta di portale attraverso cui parlare con i propri antenati.
Questi luoghi sono così cruciali che i re ittiti erano soliti firmare trattati internazionali presso queste sorgenti affinché i loro antenati potessero esserne testimoni e , probabilmente, anche Tudhaliya abbia fatto proprio questo a Yalburt Yaylası.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Yalburt Yaylası Archaeological Landscape Research Project


