mercoledì, 11 Febbraio 2026
Archeologia&DintorniPubblicazioni&Studi

IL COMPLESSO SISTEMA DI SCRITTURA MAYA ATTRAVERSO LO STUDIO DI UN CELEBRE CALENDARIO

Per leggere questo articolo occorrono 5 minuti

Secondo un nuovo studio, i simboli presenti sull’antico Altare Q dei Maya potrebbero rappresentare date importanti del celebre calendario maya del Lungo Computo.

Rich Sandoval, antropologo linguistico presso la Metropolitan State University di Denver, ritiene che quello dell’altare è il testo più antico maya che dimostra l’esistenza di una scrittura autentica e ben definita, basata sui segni delle mani, paragonabile ad altri tipi di scrittura, un tipo di linguaggio che affonda le loro radici nella lingua dei segni.

Nello studio, pubblicato sulla rivista Transactions of the Philological Society, Sandoval ha analizzato l’Altare Q, un altare rettangolare in pietra databile alla fine dell’VIII secolo, proveniente da Copán, un sito archeologico in Honduras. I quattro lati dell’Altare Q, finemente scolpiti, raffigurano un totale di 16 sovrani di Copán, ognuno con una specifica posizione delle mani, oltre a diversi altri geroglifici.

Credito immagine: Charles O. Cecil tramite Alamy

I ricercatori studiano l’Altare Q dalla metà del XIX secolo e ora Sandoval, che nel suo studio lo definisce “uno dei manufatti più leggendari dell’antica Mesoamerica”, ritiene che sia possibile comprendere molto di più su questa scultura in pietra del periodo classico (dal 250 al 900 d.C.) osservando le mani dei sovrani.

Secondo Sandoval, quasi ovunque si vedano geroglifici maya, si vede una figura, spesso al centro, almeno una figura, a volte più figure, che tengono mani dalle forme molto particolari, forme decifrate come segni con significati molto specifici.

La sua interpretazione suggerisce che i Maya, la cui civiltà prosperò in alcune parti del Messico meridionale e dell’America centrale durante il periodo classico, avessero un sistema di scrittura che utilizzava due scritture. Secondo molti ricercatori, la scrittura geroglifica potrebbe essere stata l’unica del sistema di scrittura Maya ma la ricerca dimostra che “il sistema di scrittura è composto da due scritture”!

Il sistema di scrittura Maya conosciuto è costituito da oltre 1.000 geroglifici che rappresentano parole e sillabe, molti dei quali sono ancora indecifrati o poco compresi. Poiché l’Altare Q presenta sia geroglifici che segni gestuali, Sandoval lo ha utilizzato come una sorta di Stele di Rosetta. Tuttavia, Sandoval ritiene che, a differenza della Stele di Rosetta, i segni gestuali sull’Altare Q comunichino tipi di informazioni diversi dai geroglifici, dimostrando che non sono traduzioni l’uno dell’altro.

Secondo lo studio, i segni delle mani sui lati est, ovest, sud e nord dell’Altare Q, o pannelli, rappresentano le date 9.0.2.0.0 (27 novembre 437), 9.19.10.0.0 (30 aprile 820), 9.16.13.12.0 (21 ottobre 764) e 9.17.5.0.15 (7 gennaio 776). Affinché queste date abbiano senso, è importante capire come funziona il Calendario del Lungo Computo.

Le date del Calendario del Lungo Computo sono rappresentate da cinque “blocchi” di giorni separati da punti. Da sinistra a destra, questi blocchi sono chiamati b’ak’tun, k’atun, tun, uinal e k’in. La data del Lungo Computo 9.19.10.0.0, ad esempio, rappresenta nove b’ak’tun, 19 k’atun, 10 tun, zero uinal e zero k’in. Un k’in è un giorno; un uinal è 20 k’in, o giorni; un tun è 18 uinal; un k’atun è 20 tun; e 1 b’ak’tun è 20 k’atun , o 144.000 giorni. I Maya credevano che 13 b’ak’tun (13.0.0.0.0) costituissero un ciclo completo della creazione. Il celebre 21 dicembre 2012 ha segnato la fine del ciclo iniziato il 13 agosto 3114 a.C.

Era già noto che i geroglifici dell’Altare Q, nella loro descrizione di un rituale di 64 giorni, implicavano l’uso del Calendario del Lungo Computo. La data di inizio di questo rituale coincide con la fine di un periodo: una data del Lungo Computo che termina con almeno due zeri, rappresentando un passaggio importante nel calendario. Come avevano già notato i ricercatori, i geroglifici indicano che la dinastia Copán iniziò e terminò all’incirca all’inizio e alla fine del nono bak’tun, un ulteriore riferimento al Calendario del Lungo Computo.

Sandoval, tuttavia, sottolina una stranezza. Non c’erano date del Calendario del Lungo Computo espresse direttamente sui geroglifici dell’altare, rendendolo molto insolito per un testo reale Maya.

Per quanto riguarda i segni delle mani in sé, l’antropologo si è concentrato sulle mani libere di ciascuno dei 16 sovrani (la maggior parte di loro tiene qualcosa nell’altra). Confrontando i 16 segni delle mani con i geroglifici, ha notato due caratteristiche cruciali: che due distinti segni delle mani assomigliano a varianti geroglifiche note del numero zero e che i loro schemi di distribuzione rispetto agli altri segni delle mani sono simili a quelli degli zeri nelle date finali del Lungo Computo.

Sandoval ha quindi ipotizzato che i due segni delle mani rappresentino degli zeri e che i 16 segni delle mani costituiscano quattro date del Lungo Computo che cadono nel nono b’ak’tun. Per quanto riguarda il valore b’ak’tun, Sandoval sostiene che sia rappresentato dal bordo superiore di ogni pannello e dalle teste dei quattro sovrani, una configurazione a barre e punti che ricorda un geroglifico “nove” capovolto. Sia il numero 9 che la forma capovolta sono associati alla morte e agli inferi Maya, secondo lo studio.

A questo punto, Sandoval tornò ai geroglifici, che includevano date scritte nel Calendario Rotondo, un diverso sistema di calendario Maya che si occupa di cicli di tempo più brevi. Scoprì una sorprendente prevalenza del numero 16. Ad esempio, i coefficienti delle date del Calendario Rotondo per l’ascesa al trono e la morte del primo e dell’ultimo sovrano danno ciascuno 16.

Ulteriori indizi sulle date del calendario includevano associazioni direzionali con testi monumentali vicini e l’ipotesi che ogni data dovesse essere collegata agli inferi.

Infine, collegò ogni lunga data del calendario a un evento o una situazione importante. Il pannello orientale rappresenta la data di morte del primo sovrano; quello occidentale quella dell’ultimo sovrano; la data del pannello meridionale è associata alla divinità protettrice del sedicesimo sovrano, mentre quella del pannello settentrionale cade 16 giorni dopo l’inizio del rituale di 64 giorni dell’Altare Q.

Il sistema di scrittura maya, secondo Sandoval, è incredibilmente complesso; utilizza la progettazione del testo e l’arte per integrare due sistemi di scrittura, un sistema unico al mondo.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: MSU Denver

Ciao! Lascia un commento o una tua considerazione. Grazie

error: Il contenuto è protetto!!