IL CELEBRE MOSAICO POMPEIANO DEL “MEMENTO MORI” E IL SUO SIGNIFICATO
Lo straordinario mosaico Memento Mori è stato rinvenuto a Pompei in una domus romana che fungeva anche da taberna ed è una delle opere d’arte più riconoscibili attribuibili al centro distrutto dall’eruzione del Vesuvio dell’ottobre del 79 d.C.
Il mosaico, rinvenuto nel 1874, misura 47 x 41 centimetri ed è composto da centinaia di piccole tessere quadrate colorate. Al centro del mosaico è raffigurato un teschio, forse di scimmia, ma il resto delle immagini viene spesso trascurato.
Secondo la scheda on line del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che conserva il mosaico nella sua collezione, sopra il teschio si trova una livella con un filo che sostiene, a piombo penzolante, uno piccolo strumento utilizzato per garantire la planarità orizzontale o verticale di una costruzione. Una farfalla colorata riposa sotto il teschio, forse una metafora dell’anima. Sotto di esse, c’è una ruota che probabilmente simboleggia la fortuna. Ai lati del teschio, legati alle estremità della livella, si trovano uno scettro e un mantello viola a sinistra e un bastone da mendicante e una bisaccia a destra. Questa giustapposizione suggerisce che potere e ricchezza da un lato sono in perfetto equilibrio con la povertà dall’altro.
Secondo gli autori della scheda, il soggetto del mosaico rappresenta un monito per il proprietario di casa, consapevole che la condizione sociale ed economica di un’anima nel momento in cui nasce dipende dalla fortuna: si può essere ricchi o poveri, ma alla fine, davanti alla morte, saremo comunque tutti uguali
Il mosaico è stato rinvenuto nel triclinio, o sala da pranzo, di una casa trasformata in un’attività di concia delle pelli. In base a un’iscrizione a carboncino rinvenuta vicino all’ingresso, la proprietà potrebbe essere appartenuta a un uomo di nome M. Vesonius Primus. Oltre alla conceria, l’unica rinvenuta a Pompei, Vesonius possedeva una fullonica , dove si pulivano e tingevano abiti e stoffe. Il mosaico potrebbe aver incoraggiato Vesonius al memento mori , ovvero ricordarsi che prima o poi si passa a miglior vita.
L’arte del teschio raffigurante il Memento Mori ha continuato a essere popolare in Europa per millenni. Ad esempio, gli archeologi hanno rinvenuto un anello Memento Mori in oro risalente all’Inghilterra dei Tudor , conservato al The British Museum. e un anello Memento Mori di epoca rinascimentale proveniente dalla Germania, conservato al The Met.
Sebbene Vesonio, come migliaia di altri Romani, sia probabilmente scampato all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., il suo cane da guardia fu trovato tra le macerie, contorto come se cercasse di liberarsi dal collare e dalla catena.
Daniele Mancini


