IDENTIFICATO ACCAMPAMENTO ROMANO COLLEGATO ALLA BATTAGLIA DI PYDNA, POLENITSA, BULGARIA
Un team di archeologi che opera nella Bulgaria sudoccidentale ha portato alla luce significative tracce di un accampamento militare romano temporaneo presso il borgo di Polenitsa, potenzialmente collegato alle conseguenze della Battaglia di Pydna, uno degli scontri dell’antichità che hanno plasmato il mondo antico (22 giugno 168 a.C., Terza guerra macedonica).

La scoperta è stata fatta vicino al villaggio di Polenitsa durante gli scavi di emergenza lungo l’autostrada Struma. Il team archeologico, guidato da Sirma Alexandrova dell’Istituto Archeologico Nazionale con Museo presso l’Accademia Bulgara delle Scienze, ha riportato alla luce una serie di reperti, tra cui monete, punte di freccia, picchetti di ferro per tende e persino elementi per lacci di scarpe. Precedenti indagini nello stesso sito avevano rivelato tegole, resti di muri costruiti con pietre di fiume e argilla e tracce di attività di piccola combustione.
Sulla base di questi risultati, la Alexandrova ipotizza che il sito rappresenti un accampamento romano di breve durata, fondato nel 168 a.C., poco dopo la vittoria romana sul re Perseo di Macedonia che, sconfitto, dopo aver sfilato nel trionfo del generale romano Lucio Emilio Paolo, lui e la sua famiglia furono inviati in esilio ad Alba Fucens, dove il sovrano macedone morì nel 166 a.C.
Si ritiene che l’accampamento rinvenuto in Bulgaria fosse utilizzato per esercitare il controllo sulla vicina città di Eraclea Sintica, un insediamento strategicamente importante nella Valle del medio Struma.
Le fonti numismatiche avvalorano questa interpretazione: tra le monete recuperate si trovano esemplari provenienti da Anfipoli, databili tra il 187 e il 168 a.C. Frammenti di ceramica dello stesso periodo sono stati inoltre rinvenuti in un sito vicino situato su una terrazza del fiume Sandanska Bistrica. In particolare, non vi sono prove di distruzione per incendio o conflitto, suggerendo che l’accampamento sia stato abbandonato pacificamente dopo un breve periodo di utilizzo.
Le fonti storiche indicano che tra 2.000 e 3.000 combattenti di Eraclea Sintica si unirono a Perseo prima della sua sconfitta per mano del generale romano Lucio Emilio Paolo. Dopo la battaglia, Paolo avrebbe inviato il suo ufficiale Publio Cornelio Scipione Nasica per reprimere qualsiasi possibile resistenza nella regione, forse con l’ordine di distruggere Eraclea Sintica per impedirle di aiutare il re macedone in fuga.
Il campo recentemente scoperto vicino a Polenitsa avvalora queste ipotesi, indicando una presenza militare romana volta a consolidare il controllo sui Balcani. Gli scavi in corso a Heraclea Sintica, diretti dal Lyudmil Vagalinski e dalla Alexandrova, hanno già rivelato segni di distruzione risalenti a questo periodo.
Non è ancora chiaro se la città sia stata completamente distrutta o semplicemente sottomessa. Con il proseguire delle ricerche, gli archeologi sperano di fare luce sul destino di uno dei più importanti centri urbani antichi della regione nel turbolento periodo successivo alla vittoria romana di Pydna.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Archeologia Bulgarika


