HERAKLE E IL “SUO” VASO ANIMATO

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Un’anfora attica a figure nere, raffigurante Herakle che lotta contro Acheloo, realizzata tra il 525-500 a.C. circa, oggi conservato al The Ure Museum of Greek Archaeology, è il vaso animato realizzato dalla Panoply Vase Animation Project di cui vi racconto le vicende.

Herakle è una figura fondamentale della mitologia e della religione greca classica. Come figlio di Zeus e di una donna mortale, Alcmena, Herakle è considerato un semi-dio. Popolazioni greche, italiche e romani hanno offerto sacrifici e scritto odi al personaggio che, secondo una tradizione, sarebbe stato trasformato in una divinità dopo la sua morte.

Molti miti lo coinvolgono in lotta contro mostri mitologici di ogni tipologia, a riproporre quella metafora della civiltà umana che trionfa sulle difficoltà, in particolare quelle difficoltà causate dalla vita vissuta in stretta prossimità delle potenti forze del mondo naturale.

Questa animazione unisce due miti. Nel primo, Eracle sconfigge una divinità dalla coda di pesce in una lotta cruenta in cui i due corpi si avvinghiano ed è difficile distinguere Acheloo, una divinità dell’acqua fluviale. 

Nella letteratura antica, numerosi sono i riferimenti alla lotta tra Herakle e Acheloo, molti dei quali descrivono lo scontro per il diritto a sposare la principessa Deianeira. Herakle ha salvato Deianeira da un matrimonio indesiderato ma anche quello con il semi-dio non è stato felice e alla fine Deianeira, gelosa, si impiccò in seguito all’episodio della Tunica di Nesso, il centauro che aveva tentato di violentare la donna, poi ucciso da Herakle con un freccia intinta nel sangue dell’Idra.

In punto di morte, infatti, il centauro è riuscito a far raccogliere da Deianeira un’ampolla del suo sangue, facendole credere che sarebbe stato una pozione amorosa per Herakle. Quando però questo sangue, cosparso su una tunica di una nuova fiamma del semi-dio, Iole, da lui indossata, è riuscito a provocare gravi irritazioni al corpo di Herakle, Deianire si uccise!

Il mito dell’Idra, dunque, è l’altra storia che è stata intrecciata in questa animazione. Uccidere questo mostro era una delle dodici fatiche di Herakle, la seconda.

Ogni volta che tagliava una delle teste dell’Hydra, due ne ricrescevano al suo posto. Usando l’intelligenza e l’abilità di combattimento, Herakle, con Iolao, suo provvido aiutante, utilizzando dei tizzoni ardenti ottenuti dall’incendio di una vicina foresta, ha bruciato le ferite che procurava alla bestia ogni volta che gli recideva una delle teste, impedendone la ricrescita. La testa centrale, ritenuta immortale, è stata recisa da Herakle, sotterrate e coperta da un enorme macigno.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

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