ELMO ETRUSCO HA CELATO ISCRIZIONE PER 90 ANNI! — BUON 2022 —

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Con questo articolo termina il 2021, tra mille timori, difficoltà e delusioni. Non sono mancati i bei momenti e solo su quelli che è necessario fare leva per sperare in un 2022 migliore.

Buon 2022 e Buona Archeologia a tutti!


All’interno di un elmo etrusco di 2.400 anni fa è stata identificata un’insolita iscrizione che potrebbe gettare nuova luce sull’organizzazione militare di quella cultura sviluppatasi nell’Età del Bronzo italica.

Originariamente, gli archeologi non si erano accorti dell’iscrizione ma la scoperta, recentemente annunciata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, che sarà pubblicata sulla rivista Archeologia Viva, arriva più di 90 anni dopo il ritrovamento dell’elmo di bronzo nella Necropoli dell’Osteria di Vulci nel 1928.

L’iscrizione, incisa all’interno del paracollo dell’elmo, è composta da sette lettere, HARN STE, che probabilmente indicano un luogo di provenienza, sia dell’oggetto che del proprietario e che dovrebbero comporre una sola parola.

Secondo gli archeologi, si tratterebbe di un’iscrizione molto insolita che offrirebbe informazioni fondamentali per ricostruire l’organizzazione militare e l’evoluzione dell’arte della guerra nella penisola italiana prima dell’egemonia di Roma.

Dagli studi realizzati, a giudicare dallo stile e dalla fattura, l’elmo potrebbe appartenere a un guerriero etrusco ed è stato datato alla metà del IV secolo a.C.

A quel tempo, l’Italia centrale era piena di sanguinosi conflitti tra tribù locali che si contendevano il predominio sulla penisola o semplicemente per la sopravvivenza, minacciate dalla diffusione dei Celti, che nel 390 a.C. passarono a fil di spada Roma e dall’espansione di Roma stessa.

L’elmo racconta qualcosa di quegli anni di sangue e di guerre per il dominio della penisola, e la presenza dell’iscrizione all’interno dell’elmo potrebbe indicare che il suo proprietario contrassegnava abitualmente i suoi beni in quel modo.

Questi elementi rafforzavano il sentimento di appartenenza per un oggetto di vitale importanza per il guerriero ma fornisce anche informazioni sul sistema di fucine e fornaci in cui gli Etruschi fabbricavano le loro armi: si pensa che sia “possibile” che l’elmo non sia stato realizzato a Vulci, dove è stato trovato ma da qualche parte nei pressi della città di Perugia.

Tito Livio, storico vissuto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., ha rivelato l’esistenza di un accampamento militare etrusco chiamato “Aharman”, dove si sarebbero adunate le truppe alla vigilia della battaglia di Sentino durante la Terza Guerra Sannitica nel 295 a.C., tra Roma e una lega di popoli italici tra cui Etruschi, Galli e altre tribù.

Il nome Aharnam suona molto simile all’attuale città di Civitela d’Arna, vicino a Perugia, e l’iscrizione HARN STE, letta come una sola parola, potrebbe essere stata formata dal nome di quella città o dei suoi dintorni.

Su altre sculture e oggmanufatti litici etruschi, gli archeologi hanno trovato altre iscrizioni simili, tra cui “HAVRNA“, “HAVRENIES” e “HARENIES”.

Secondo gli archeologi del Museo di Villa Giulia potrebbe non essere possibile, tuttavia, stabilire con certezza se il nome indicato nell’iscrizione coincida con quello del proprietario dell’elmo poiché tali oggetti passavano spesso di mano in mano come trofei di guerra.

 

Rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: ETRU

Vulci

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