EGITTO IN TOUR – SESTO GIORNO

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Sesto in Egitto: non è il titolo di una serie fiction o di un film del genere “peplum film” che narra le vicende di un legionario o di un centurione nella terra dei Faraoni, ma semplicemente la mia sesta giornata di permanenza in questa splendida terra, nella giornata dedicata alle moschee del Cairo.

E’ vero, dimenticavo, il gruppo è arrivato al Cairo! Il trasferimento da Luxor è di quelli epici, con sveglia e partenza per l’aeroporto prima del sorgere del sole, al canto della prima preghiera giornaliera del Muezzin.

Il buongiorno si vede dal mattino: vuoi per l’enorme folla che ha deciso di trasferirsi al Cairo, l’aereo accumula un ritardo complessivo, all’arrivo, di quasi un’ora che, con la cardiopatica attesa per i bagagli, arriva a un ritardo complessivo sulla tabella di marcia di due ore!

Dopo il trasferimento in albergo per lasciare i bagagli, la sorpresa che ci attende è la scarsa predisposizione della reception ad accettare i dati del gruppo cairota che, per evitare di dare di matto, decide di iniziare a girare la città.

Il Cairo, maestosa, caotica, oltre 20 milioni di abitanti che questa mattina circondano il nostro van… si gira a passo d’uomo ma riusciamo a raggiungere la prima tappa del nostro giorno: la Cittadella di Saladino, è una fortificazione vicina al centro del Cairo, il cui rilievo è sempre stato famoso per la fresca brezza e per la superba visione sulla città: confermo entrambe!

Venne fortificata da Salaḥ al-Din fra il 1176 ed il 1183, come protezione contro i Crociati e dalla sua vetta si scorge il sublime panorama della città, piramidi incluse…

Gli enormi bastioni fatti erigere dal condottiero e sovrano d’Egitto di origine curda, rimaneggiati e rinforzati parecchie volte, accolgono diversi palazzi e diverse moschee: dal palazzo dell’Harem, alla Moschea di Muhammad Ali e a quella di al-Nasir Muhammad, alcuni piccoli musei.

La Moschea di al-Nasir Muhammad, costruita nel 1318 e rifatta nel 1335, scampò alle distruzioni di Muhammad Ali Pascià, considerando che fu usata come scuderia e si trova ancora in buono stato di conservazione.

È l’unico edificio mamelucco rimasto nella Cittadella del Cairo, rivestita di ceramica invetriata nei minareti sormontati da cupole bulbiformi, poco diffuso nell’architettura egiziana. Sull’esterno si trova una enorme cupola mentre all’interno sono state utilizzate colonne di recupero provenienti da templi greco-romani e da edifici egizi e bizantini.

Prima della pausa ristoro, la Moschea di Alabastro, la Moschea di Muhammad Ali, un mercenario albanese arrivato al potere nel 1806 regnando per ben 43 anni. I lavori della sua moschea, ultimati nel 1857, hanno preso spunto, per la nella sua forma, alla famosa moschea di Santa Sofia di Istanbul.

Il pomeriggio prosegue con la visita alla Moschea di Ahmad ibn Tulun, la moschea più grande del Cairo, la più antica dell’Africa e l’unico edificio sopravvissuto dell’antica capitale al-Qata’i’, edificata tra l’876 e l’879. La moschea è costruita in stile tipico degli abbasidi ed è stata restaurata molte volte nel tempo, dal 1077 al 1296.

La moschea è circondata da un cortile esterno ed il suo particolare minareto a spirale che rendono, tra le moschee, unica nel suo genere in tutto l’Egitto. Il cortile centrale è circondato, sui quattro lati, da arcate, tre delle quali sono profonde due campate mentre, la quarta, rivolta verso La Mecca, è profonda cinque campate.

L’ultimo appuntamento della giornata avrebbe dovuto condurre il gruppo al Museo del Cairo, ma ritardi, imprevisti e traffico hanno compromesso il programma e il faccia a faccia con la maschera di Tut si rimanda a domani.

Daniele Mancini

Moschea

 

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