Nell’antichità, la morte non significava la fine della presenza sociale: tombe, rituali e pratiche commemorative mantenevano il defunto presente nella vita quotidiana, pubblica e privata, e plasmavano l’immagine e l’identità di sé in intere comunità. Una chiave fondamentale per comprendere le società antiche risiede quindi nello studio delle loro pratiche funerarie. La recente pubblicazione  “Hellenistic Funerary Culture in Pergamon and the Aeolis”  è dedicata proprio alla questione su come la memoria venisse plasmata, preservata e ripetutamente reinterpretata nell’Asia Minore ellenistica.

A cura di Felix Pirson, direttore del DAI Istanbul, e di Stéphane Verger, dell’École Pratique des Hautes études Paris, il ventesimo volume di Pergamenische Forschungen riunisce sedici studi di attualità nei campi dell’archeologia, dell’antropologia e della bioarcheologia.

La loro attenzione non si concentra solo sull’arredo materiale delle tombe, ma anche sul significato sociale della sepoltura e della commemorazione. I contributi mostrano come resti umani, architettura tombale, iscrizioni e rituali abbiano contribuito a trasformare le biografie individuali in memoria collettiva: come osserca Pirson, in questo contesto, la ricostruzione di ‘paesaggi funerari‘ gioca un ruolo sempre più importante; oltre alla tomba individuale e alla necropoli, il rapporto spaziale con la città, la periferia e il paesaggio, nonché l’interazione con l’ambiente naturale, erano di grande importanza per la formazione della memoria individuale e collettiva.

Le necropoli di Pergamo, Aigai, Kyme, Elaia, Mitilene e Antandro appaiono, nelle diverse prospettive dei singoli contributi, come spazi complessi della memoria: non sono solo fonti importanti per lo studio delle antiche pratiche funerarie, ma forniscono anche informazioni sulle credenze sull’aldilà, sulle usanze funerarie e sulle dinamiche sociali, politiche e culturali nell’Asia Minore ellenistica attraverso corredi funerari e iscrizioni.

Oltre a nuove prospettive interpretative, il volume evidenzia anche il potenziale della ricerca interdisciplinare archeologica, naturalistica e geoscientifica: per la prima volta, è stato possibile svelare alcuni dei segreti del monumentale tumulo funerario di Yiğmatepe, che fungeva da luogo di sepoltura per i sovrani ellenistici di Pergamo. Gli scavi hanno chiarito il complicato processo di costruzione, i ritrovamenti e la datazione al radiocarbonio hanno fatto luce sulla sua datazione e sulla sua storia d’uso, e i metodi geofisici consentono nuove ipotesi sul suo complesso interno.

Pergamo 1972 – Immagine DAI Istanbul

Particolarmente impressionante è la rivalutazione di un “cold case” archeologico risalente all’inizio del XX secolo: il rinnovato esame dei reperti di un piccolo tumulo funerario nelle vicinanze di Yiğmatepe ha restituito l’identità di un uomo rimasto a lungo anonimo. Dipinge il ritratto di un uomo la cui tomba combina armi e usanze funerarie celtiche con tradizioni anatoliche e rivendicazioni di prestigio da parte della Macedonia.

Con il suo focus storico e paesaggistico, il volume offre il primo studio regionale comparativo della cultura funeraria ellenistica in Asia Minore: su questa base, emerge un quadro di una cultura funeraria ampiamente condivisa che rivela sorprendentemente poche differenze tra le città con miti fondatori costruiti e la metropoli ellenistica nella Misia anatolica. Invece di contrasti fondamentali, emergono le peculiarità locali, offrendo diverse possibilità per plasmare la cultura della commemorazione. I risultati della ricerca chiariscono che la memoria non era un fenomeno statico, ma veniva costantemente rinegoziata e adattata ai cambiamenti sociali. I paesaggi funerari dimostrano in modo impressionante quanto strettamente morte, memoria e ruoli sociali fossero intrecciati nel mondo ellenistico.

Con il suo approccio interdisciplinare e internazionale, il volume apre nuove strade alla ricerca sulla cultura commemorativa antica. Mostra come il trattamento dei defunti offra una visione approfondita dei valori, dei conflitti e dell’immagine di sé dei vivi. “Hellenistic Funerary Culture in Pergamon and the Aeolis: A Collection of Current Approaches and New Results”   fornisce quindi un impulso fondamentale alla ricerca internazionale e apre nuove prospettive su come fenomeni socio-culturali complessi come la morte e la memoria possano essere rivalutati sulla base di un’ampia banca dati.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini