DALLA CULTURA DELLA CERAMICA CORDATA, TUMULI FUNERARI NELLA BRUGHIERA DI LAUßNITZ, SASSONIA
Recenti indagini archeologiche in Sassonia hanno individuato un importante complesso di tumuli funerari del Neolitico tardo nella brughiera di Laußnitz, fornendo nuovi dati significativi per lo studio dell’orizzonte della Cultura della ceramica cordata (circa 2750-2200 a.C.).

Lo scavo preventivo, condotto prima di un processo di estrazione di ghiaia in una cava nei pressi di Ottendorf-Okrilla, ha portato alla luce 10 tumuli funerari, che costituiscono uno dei più grandi complessi di questo tipo conosciuti a est del fiume Elba.
L’intervento si inserisce in un approccio archeologico pianificato che sottolinea la necessità di analizzare il patrimonio prima di intraprendere importanti progetti di sviluppo industriale.
Secondo l’archeologa Regina Smolnik dell’scavi di questo tipo in Sassonia sono sempre stati così rari e l’ultimo scavo significativo risale a più di quarant’anni fa.

I tumuli stessi sono ben definiti e in ottimo stato di conservazione e il corredo funerario comprende antichi vasi in ceramica, anfore e bicchieri, tra gli altri oggetti. Tra le tombe se ne trova una con circa venti perline di rame, probabilmente parte di una collana. Nella zona sud-occidentale, il terreno è costituito esclusivamente da selce e pietre. La corrosione del rame ha permesso la conservazione di un frammento di mandibola, un ritrovamento molto raro in un terreno in cui la materia organica non sopravvive.
Le pratiche funerarie osservate nel sito si conformano strettamente ai modelli consolidati della Cultura della ceramica cordata. Le sepolture venivano effettuate in posizione flessa (accovacciata) sotto tumuli di terra.

È evidente una netta differenziazione di genere nell’orientamento funerario: gli individui di sesso maschile venivano deposti sul fianco destro, con la testa rivolta a ovest, mentre quelli di sesso femminile sul fianco sinistro, con la testa rivolta a est. Tali convenzioni funerarie standardizzate suggeriscono la presenza di pratiche rituali codificate e potrebbero riflettere più ampi schemi cosmologici o simbolici.
Nonostante le numerose prove di strategie di sussistenza miste, tra cui agricoltura e allevamento, i siti di insediamento attribuibili alla Cultura della ceramica cordata rimangono relativamente poco rappresentati nella documentazione archeologica. Di conseguenza, contesti funerari come il campo di sepoltura di Würschnitz costituiscono una base probatoria primaria per ricostruire l’organizzazione sociale, la cultura materiale e la connettività interregionale.
Il fenomeno della ceramica cordata è ormai ampiamente riconosciuto come un fenomeno culturale multicontinentale diffusosi dalle steppe pontico-caspiche dell’Europa centrale fino alla regione del Basso Reno e alle Alpi. I risultati presentati contribuiscono al dibattito in corso sulla trasmissione culturale, la mobilità e lo scambio tecnologico durante il Neolitico tardo.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini



It is surely very shameful that short-term commercial interests can be used to justify the destruction of monuments on Laußnitz Heath in Saxony which have survived for thousands of years, until being sacrificed to the twisted values of this barbarous century.
Dear Simon,
Thanks to preventive archaeology, it was possible to at least confirm the presence of the necropolis; unfortunately, quarries are both a blessing and a curse for archaeology…