sabato, 7 Febbraio 2026
Scoperte&SitiArcheologici

DAL SITO MAYA DI AGUADA FÉNIX, INDIVIDUATA LA FUNZIONE RITUALE DI UN ENORME MONUMENTO DEL X SECOLO A.C., MESSICO

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Nell’estate del 2020, un team internazionale guidato da un archeologo dell’Università dell’Arizona ha segnalato la scoperta della più grande costruzione monumentale oggi conosciuta della Civiltà maya, nello stato di Tabasco, vicino al confine sud-orientale del Messico.

Il monumento, rinvenuto in un sito chiamato Aguada Fénix, misura oltre un chilometro e mezzo di lunghezza e quasi 500 mt di larghezza, è alto dai 10 ai 15  metri e risale al periodo compreso tra l’XI e il X secolo a.C.

Nei cinque anni trascorsi da quella scoperta, il team, guidato da Takeshi Inomata , docente di antropologia, e da Daniela Triadan, docente emerita di antropologia, ha raccolto prove su Aguada Fénix e la zona circostante, scoprendo che circa  500 siti simili, più piccoli, caratterizzavano il paesaggio  nel Messico sud-orientale.

Inomata e il suo team hanno portato alla luce la traccia più recente e chiara che Aguada Fénix fosse un cosmogramma, un modello per rappresentare l’ordine dell’universo, presente in altri siti Maya, rendendolo uno dei siti cerimoniali più significativi dell’area maya. L’ultimo scavo ha rivelato una fossa a forma cruciforme, che conteneva un deposito di manufatti cerimoniali, che forniscono informazioni senza precedenti sui primi rituali maya.

Le nuove scoperte sono state  pubblicate sulla rivista Scince Advances.

Lo studio, secondo Inomata, costituisce un’ulteriore elemento che contraddice la consolidata convinzione che le culture mesoamericane si siano sviluppate gradualmente, costruendo insediamenti sempre più grandi, come Tikal in Guatemala e Teotihuacan nel Messico centrale, i cui monumenti piramidali sono oggi icone della Mesoamerica. Aguada Fénix precede di quasi mille anni il periodo di massimo splendore di quelle città, ed è grande quanto o più grande di tutte loro.

Secondo Inomata, ricercatore presso la Facoltà di Antropologia del College of Social and Behavioral Sciences, la scoperta mette in evidenza un evento che fu una sorta di ‘big bang‘ di costruzioni all’inizio del 1000 a.C., di cui nessuno era a conoscenza, una pianificazione e una costruzione di proporzioni enormi si verificarono proprio all’inizio di quel periodo.

Inomata e i suoi colleghi hanno trovato per la prima volta indizi di Aguada Fénix nel 2017 utilizzando la tecnologia LiDAR, acronimo di Light Detection and Ranging. La tecnica utilizza i laser emessi da un aereo che sorvola la zona per scansionare giungla e foreste e creare mappe 3D delle strutture create dall’uomo e celate dalla vegetazione.

Il team aveva già utilizzato il LiDAR nel 2015 nel vicino Guatemala per scoprire antiche costruzioni nel sito Maya di  Ceibal. Aguada Fénix era strutturata in modo simile a Ceibal: la linea centrale del monumento si allinea con il sole nascente il 17 ottobre e il 24 febbraio, un arco di 130 giorni che probabilmente rappresenta metà del ciclo di 260 giorni del calendario rituale mesoamericano, sulla base di analisi di colleghi esperti di astronomia antica. Questa disposizione è simile ad altri siti Maya che ospitavano anch’essi nascondigli cerimoniali, osserva Inomata, fornendo ai ricercatori qualche indicazione sulla possibilità di trovare qualcosa di simile ad Aguada Fénix, in quella che oggi è una zona rurale di ranch nel Tabasco orientale.

Il team ha utilizzato il radiocarbonio per datare la fossa cruciforme e gli strati di costruzione sovrastanti. I ricercatori hanno anche analizzato frammenti di materiale ceramico che hanno contribuito a datare la struttura cruciforme.

La loro prima scoperta significativa furono diverse asce di giada, che i ricercatori avevano riconosciuto come cerimoniali grazie a scavi precedenti, solitamente usate nei luoghi rituali.

Proseguendo negli scavi, il team ha trovato ornamenti intagliati nella giada che hanno riconosciuto come rappresentanti un coccodrillo, un uccello e quella che ritengono essere una donna che partorisce. Sul fondo della fossa c’era un incavo cruciforme più piccolo, dove hanno trovato pigmenti minerali (piccoli cumuli di terra blu, verde e giallastra) disposti in corrispondenza dei punti cardinali.

Secondo Inomata, esistono colori specifici associati a direzioni specifiche, e questo è importante per tutti i popoli mesoamericani, anche per i nativi americani del Nord America ma non era mai stato trovato alcun pigmento effettivamente disposto in questo modo e questo è il primo caso.

I ricercatori sospettano che i costruttori abbiano disposto i pigmenti e gli altri materiali come offerta, per poi riempire la fossa con sabbia e terra. La datazione al radiocarbonio stima che il deposito risalga al 900-845 a.C. Probabilmente le persone tornarono al sito per rituali successivi, per lasciare dietro di loro gli oggetti di giada.

Lo studio ha inoltre rivelato una rete di strade rialzate e corridoi infossati che i costruttori di Aguada Fénix utilizzavano per raggiungere e attraversare il sito, oltre a canali e una diga per deviare l’acqua da una laguna vicina. Le strade rialzate, i corridoi e i canali seguivano assi paralleli all’orientamento di Aguada Fénix rispetto al sole e si estendevano fino a sei miglia di distanza dall’altopiano principale dell’insediamento.

Mentre alcuni siti, come Tikal in Guatemala, erano governati da un re particolarmente potente, il team non ha finora trovato prove che Aguada Fénix sia stata costruita secondo quel modello. La teoria di Inomata è che l’insediamento avesse dei leader, ma piuttosto intellettuali che effettuavano osservazioni astronomiche e guidavano la progettazione e la pianificazione del sito, senza imposizioni di sorta.

Xanti S. Ceballos Pesina, ricercatrice presso la Facoltà di Antropologia e coautrice dello studio, ha contribuito agli scavi di un complesso più piccolo all’interno di Aguada Fénix. Ceballos, cresciuta in Messico, ha visitato numerosi siti Maya come archeologa e, osservando la mappa LiDAR di Aguada Fénix realizzata da Inomata, ha affermato di essere rimasta ancora sbalordita dalla vastità di Aguada Fénix e da come sia sfuggita ai ricercatori per così tanto tempo, di quanto  sia impressionante che nel Medio Periodo Preclassico, gruppi umani senza un’organizzazione o un potere centralizzato si riunissero per celebrare rituali e costruire questa imponente costruzione.

Inomata ha affermato che le scoperte di Aguada Fénix hanno chiare implicazioni su come può evolversi la società moderna perchè, secondo il ricercatore, egli individui non hanno bisogno di una disuguaglianza sociale così grande per raggiungere obiettivi importanti.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Università dell’Arizona

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