DAL SITO DI YINXU, NUOVE TRACCE SULLE PRIME FASI DELLA CIVILTÀ CINESE

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A quasi un secolo dall’inizio degli scavi archeologici di Yinxu, nei pressi della città di Anyang, nella provincia di Henan, in Cina, nuove fruttuose scoperte permettono di decodificare le prime fasi della civiltà cinese.

Il sito di 3.300 anni, iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2006, è meglio conosciuto per essere il luogo del rinvenimento di magnifici oggetti rituali in bronzo e iscrizioni su ossi animali utilizzate per gli oracoli in cui è espresso il più antico sistema di scrittura cinese conosciuto. L’evoluzione dei caratteri che compaiono sugli ossi è vista anche come un’indicazione della linea continua seguita dalla civiltà cinese.

Le iscrizioni, incise principalmente su gusci di tartaruga e ossi di bue utilizzate a scopo cultuale, registrerebbero anche vari eventi e dimostrano che il sito di Yinxu è proprio il luogo della capitale dell’antica dinastia Shang, ascrivibile intorno al XVI secolo – XI secolo a.C.

Gli archeologi del team che scava nel sito, conferma che i risultati degli scavi sono stati confrontati con le iscrizioni per ottenere un quadro più dettagliato di questa dinastia e secondo Xu Lianggao, un ricercatore dell‘Istituto di archeologia annesso all’Accademia cinese delle Scienze sociali, le informazioni hanno contribuito a confermare l’ubicazione di edifici e strutture chiave nella capitale.

In un’area in cui si pensava si trovassero palazzi e templi molto antichi, sono venute alla luce nuove scoperte che collocano una residenza reale di 60.000 metri quadrati, comprendente un lago con un’isola centrale, ruscelli che portano al vicino fiume Huanhe e altre fondazioni di costruzioni architettoniche . Sono state scoperte anche una strada larga 15 metri a nord del fiume e altre due strade a sud dell’area del Palazzo Yinxu. Xu ritiene che, probabilmente, facciano parte di una rete stradale molto elaborata e ancora da portare alla luce.

Gli scavi a Yinxu iniziarono nel 1928, uno dei primi progetti di archeologia moderna della Cina, affidati a specialisti locali. Negli anni successivi, generazioni di importanti archeologi cinesi hanno affinato la loro esperienza a Yinxu.

Gli archeologi hanno anche esplorato le aree circostanti e alcuni siti vicini sono probabilmente anche più antichi di Yinxu, secondo Kong Deming, un ricercatore dell’Anyang Institute of Cultural Relics and Archaeology.

Dal 2020, nel sito di Xindian, a circa 10 chilometri a nord dell’area del palazzo Yinxu, è stato scoperto un grande gruppo di laboratori di manufatti in bronzo. Oltre 40.000 frammenti di stampi in ceramica, usati per fondere il bronzo, sono stati scoperti insieme ad altri strumenti.

Circa 2,5 km a sud dell’area del palazzo, nel sito di Shaojiapeng, sono state scoperte le rovine di tre cortili interni. I ritrovamenti riguardano 18 abitazioni e una necropoli contenente più di 20 tombe e quattro fosse sepolcrali dove sono deposti carri e cavalli. Secondo Kong, questi reperti forniscono un’immagine molto più ampia di Yinxu e raccontano dei diversi clan che vivevano su questi territori in quel periodo.

Alcuni ritrovamenti archeologici potrebbero indicare che Yinxu faceva parte di una rete molto più ampia di comunicazione, commercio e conoscenza condivisa tra civiltà preistoriche cinesi.

Secondo Kong, le punte di freccia in bronzo trovate e l’analisi delle ossa umane rinvenute in una necropoli nel sito di Taojiaying, 7 km a nord di Yinxu, indicano che le popolazioni nomadi provenivano dalle praterie settentrionali, in particolare dall’attuale Mongolia interna.

Le ossa dei fabbricanti di bronzo nel sito di Xindian sono un segno che potrebbero essere migrate dalla regione meridionale sul lato del fiume Yangtze. Gli stampi di ceramica nel sito corrispondono agli oggetti in bronzo rinvenuti nel sito di Sanxingdui, nella provincia del Sichuan, a circa 1.300 km di distanza.

Xu Lianggao ritiene, dunque, che è la comunicazione a far muovere e sviluppare le culture. Yinxu è, infatti, il riferimento archeologico che permette di avere una visione migliore delle altre civiltà dell’Età del bronzo del territorio.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: China Daily

Cina

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